Il Premio Terna ha ricevuto:
La Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'augurio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ministero degli Affari Esteri
Ministero dello Sviluppo Economico
Ministero della Gioventù
Presidenza del Consiglio del Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria
Regione Lazio
Provincia di Roma
Comune di Roma
Gianluca Marziani - La Proporzione per una calibrata evoluzione
Un anno fa, qui negli esterni di un MAXXI formato cantiere, presentavamo la prima edizione del Premio Terna. Durante la conferenza stampa abbiamo raccontato i nostri obiettivi, le ambizioni e le aspettative che riponevamo negli artisti, nei media, nel pubblico e negli altri soggetti da coinvolgere. Ad un anno da quel taglio di nastro, possiamo tranquillamente sottolineare di aver raggiunto molti traguardi parziali, di aver compreso cosa correggere sulla scorta di valutazioni fatte sul campo, senza mai dare nulla per scontato. A conferma di un’attitudine elastica come l’intelligenza, siamo cresciuti con la voglia di crescere, sentendoci adulti ma mai definitivi.
Oggi ci ritroviamo di nuovo al MAXXI, anche se le cose sono fisiologicamente cambiate per entrambi: Premio Terna è un progetto con un’identità riconoscibile e apprezzata, MAXXI è un museo in fase ultimativa che sta per aprire le sue porte al pubblico globale. Ripartiamo da qui con l’ambizione di costruire qualcosa che sia malleabile e al contempo durevole, un atteggiamento del nostro gruppo che somiglia non poco alla struttura architettonica di Zaha Hadid: flusso dinamico e solidità, sperimentalismi e nettezza, novità e conferme storiche.
Le conferme di Premio Terna 02 sono molte, anche perché non avrebbe senso stravolgere una formula che ha ricevuto consensi sotto molteplici profili. Al contempo, fedeli alla promessa di non essere un semplice premio ma una piattaforma culturale, abbiamo aggiunto diverse novità che migliorano gli approcci tecnici del progetto.
La mescolanza tra conferme e migliorie ha dato vita ad una proporzione che incarna qualcosa in più del semplice spunto tematico. Energia, Umanità, Futuro e Ambiente sono termini che consideriamo strettamente connessi, quattro parti di una formula che dovremmo portarci sempre appresso come un mantra laico da applicare alle nostre azioni quotidiane. Il tema vuole essere un’indicazione per gli artisti, una sorta di accesso percorribile su cui canalizzare i caratteri creativi, lo stile personale, la grammatica estetica e i concetti che l’opera si porta appresso. Non ci interessa il tema chiuso e didascalico, lo dicevamo già lo scorso anno con l’inserimento della frase “metafora contemporanea” a proposito della trasmissione di energia. Vogliamo che gli artisti si sentano canalizzati ma non vincolati, ispirati ma non obbligati. Ci interessa che il tema aperto sia una detonazione, uno spunto su cui indirizzare la propria consuetudine linguistica.
Buona proporzione a tutti.
Cristiana Collu - Can we make the difference?
È questa la domanda e la sfida che sta nella terra di mezzo tra impresa e cultura, tra un nuovo premio alla sua seconda edizione e il sistema dell’arte.
Il suo stare nel mezzo fa funzionare il dispositivo negoziale, la sintesi apparentemente inconciliabile tra due mondi che hanno tentato più volte di incontrarsi spesso senza grande successo. Questo dispositivo è una membrana che permette una osmosi selettiva che unisce passione ed etica del fare insieme, più distante dalle immediate e già vecchie logiche di mercato (competizione, monopolio, profitto, etc.) e più vicina invece all’idea di organismo vivente che si trasforma, si adatta ma soprattutto condivide le idee, funzionando in principio come un laboratorio dell’immateriale, della creatività, generando e producendo innovazione.
Il nostro premio nasce con una precisa identità che ogni edizione definisce puntualmente. Quest’anno i cardini sono quattro: Energia, Umanità, Futuro e Ambiente. L’identità infatti non è solo patrimonio, ma si costruisce e si conserva anche pensando che sta davanti a noi e rappresenta il terreno del progetto, del sogno. È patrimonio che propone “un mondo”, una cultura da desiderare, è un’identità carica di aspettative che sono la materia di cui si nutre il futuro, ridefinendo il valore della persona, non più “risorsa umana” omologabile ad altre risorse; il valore della conoscenza, come nuova economia del mondo, come materia prima transitiva, arricchisce chi la dona, senza impoverire chi la riceve, come la nuova “materia” dei prodotti, dei servizi, delle relazioni; il valore dell’innovazione, come necessaria sintonizzazione con l’accelerata trasformazione dei “paesaggi tecnologici, economici, sociali e culturali”.
Infine le visioni, i progetti, la volontà, il desiderio, più che il bisogno, di darsi dei traguardi. Cogliere questa sfida significa puntare sui giovani e sulle donne. Offrire opportunità e accettare il rischio, non disperdere le giovani generazioni, massima forza biologica e ideativa di cui una società dispone, e il coraggio di essere femminili, di esprimere i valori, che si traducono in attitudini che producono valore attraverso connessioni e incontri tra persone che coniugano identità e differenza. Nel caso del Premio Terna, la differenza aggiunge e non toglie, distingue e non omologa. Il suo fare la differenza non sarà mettersi in competizione, giocare al più bravo, ma concorrere a costruire le migliori condizioni sotto l’egida della qualità e della sensibilità, perché il futuro appartiene a coloro che hanno il coraggio di credere alla bellezza dei propri sogni, e dietro ogni impresa di successo, c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa.
Francesco Cascino - Una scossa culturale.
Abbiamo pensato molto all’opportunità di dedicare energie all’arte in un momento difficile per il mondo e per l’Italia, in particolare di fronte alle sofferenze dei nostri concittadini abruzzesi.
Lo scorso anno, quando il progetto è nato, le nostre considerazioni fondavano su concetti come il legame tra creatività contemporanea e imprenditoria, ed in effetti il pubblico dei non addetti ai lavori ha potuto percepire finalmente il valore economico, oltre che culturale, delle discipline legate alle arti visive.
All’interno di queste considerazioni vi sono comprese dinamiche professionali e culturali che guidano l’Uomo, da sempre, nell’indagine continua sull’evoluzione e sul suo rapporto con la storia, con l’ambiente, con la conoscenza. Ebbene anche alla luce dei risultati dello scorso anno, e soprattutto perché crediamo in questa coniugazione di valori, pensiamo che il progetto possa servire anche a chi possa e voglia prendere spunto dalla cultura e dall’attenzione all’ambiente per rinnovare il concetto di qualità del pensiero e delle architetture, di evoluzione e d’identità nazionale, legandolo anche ai temi scelti dal Premio Terna 02.
Abbiamo cercato di costruire un piccolo esempio di sforzo congiunto tra competenze diverse e integrate, un modello di sintesi tra immaginazione e pragmatismo, e quest’anno abbiamo inserito nuovi elementi nel progetto, proponendo nel Bando un passaggio pratico e concreto di aggregazione delle eccellenze nazionali e di confronto con le realtà culturali internazionali.
Non solo. C’è un altra novità, ed è il coinvolgimento del Comitato dei Galleristi.
Il gallerista è l’unica figura professionale deputata, nella vita vera, allo sviluppo degli artisti e delle loro carriere. Con il gallerista lavorano curatori, advisor e tecnici che contribuiscono fortemente al successo delle iniziative, ma il gallerista è l’unico ad assumersi un rischio d’impresa vero e proprio, con tanto di costi fissi, spese e investimenti totalmente privati. Il gallerista è una figura chiave nel panorama delle competenze necessarie a costruire un contesto evoluto di gestione che meriti questo nome, tanto che lavorare con un gallerista o con un altro, per un artista, fa la differenza.
Abbiamo insistito sul concetto di sistema lo scorso anno, per cui in questa edizione insistiamo ancora di più nel passaggio di concretizzazione dei modelli, chiedendo ai galleristi italiani, attraverso l’associazione di categoria ed il suo presidente, di affiancarci in questo tentativo di alleanza tra l’arte e il Paese e tra tutti gli operatori del settore. Un settore che nei Paesi evoluti è al primo posto tra gli interessi nazionali e che, in altri tempi, è stato il vanto italiano per eccellenza. Ma l’eccellenza prevede aggiornamento continuo e interconnessione tra competenze, sensibilità ed esperienze. Il futuro si costruisce tenendo presente il passato ma anche e soprattutto costruendo solidi ponti tra le epoche che resistano ad ogni tipo di scossa e si lascino attraversare solo da forti energie rinnovate.

