Il Premio Terna ha ricevuto:
La Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'augurio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ministero degli Affari Esteri
Ministero dello Sviluppo Economico
Ministero della Gioventù
Presidenza del Consiglio del Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria
Regione Lazio
Provincia di Roma
Comune di Roma
Il Premio Terna attraverso una serie di ricerche mirate, realizzate in collaborazione con l'ISPO Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, sta "costruendo" una memoria scientifica sulla realtà degli artisti e dell'arte contemporanea in Italia. I risultati dei tre sondaggi, svolti su pubblico esperto e avviati nel luglio dello scorso anno, stanno delineando un quadro di grande interesse che costituisce una base di ricerca per gli operatori di settore e per tutti coloro che sono interessati a questo importante fenomeno culturale. Una raccolta di dati resa pubblica periodicamente sul sito del Premio Terna, ricca di informazioni nodali, sia dal punto di vista dello sviluppo culturale sia economico del nostro Paese.
Una maggiore attenzione per la qualità, un crescente sostegno dei privati alle Istituzioni
culturali e investimento sui giovani artisti possono salvare le arti visive in Italia dalla marginalità nello scenario
artistico internazionale. È l’estratto dell’indagine previsionale “Il futuro delle arti visive contemporanee in Italia”
realizzato da S3.Studium per il Premio Terna, con l’obiettivo di tracciare uno scenario sulle probabili evoluzioni
del settore fino al 2015.
Coordinata da Domenico De Masi e presentata oggi nell’ambito del Festival di Ravello, la ricerca è stata
realizzata con il contributo di Achille Bonito Oliva, Critico d’Arte, Fulvio Carmagnola, Professore di Estetica, Mirta
D’Argenzio, Art Advisor, Claudia Gian Ferrari, Gallerista, Rocco Orlacchio, Collezionista, Michele Trimarchi,
Docente di analisi economica del diritto, Valentina Valentini, Docente di Arti e Scienze dello Spettacolo, esperta
di new media.
Al dibattito hanno partecipato anche Cristiana Collu, curatrice del Premio Terna 02 e direttore del MAN_Museo
d’Arte Provincia di Nuoro e Giovanni Buttitta, Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione di Terna.
Secondo le previsioni del “think tank” il sistema dell’arte contemporanea italiana nei prossimi 5 anni potrebbe
affrontare una profonda crisi se non si metteranno in campo azioni volte ad incoraggiare l’innovazione e la sperimentazione,
a dare spazio e occasioni concrete ai giovani artisti, a creare un vero “sistema Paese” anche per l’arte
contemporanea.
Entro il 2015, gli esperti prevedono che l’Italia sarà influenzata dalle correnti internazionali, molto più che il contrario.
Nonostante questo, una maggiore attenzione alla qualità e la sinergia tra pubblico e privato permetteranno alle
arti visive italiane di affrontare i profondi cambiamenti in atto e trarne nuova vitalità.
Da un punto di vista geografico, le regioni più attive saranno Piemonte, Sicilia, Campania e Trentino, mentre
Roma, Torino e Napoli saranno le città più dinamiche. Le realtà a grande potenziale saranno il Maxxi di Roma,
il MART di Rovereto e il Madre di Napoli.
Secondo gli esperti, inoltre, cambierà profondamente la modalità di fruizione dell’arte contemporanea a livello
internazionale. Nel mercato si affacceranno i nuovi Paesi asiatici che, con grande potenziale economico,
assumeranno il ruolo di protagonisti.
Dal punto di vista delle tendenze si apprezzerà un ritorno alle tematiche sociali, ad un’arte “impegnata”, mentre
dal punto di vista territoriale saranno le piccole province a guidare la ripresa: città come Lucca e Catania, desiderose
di uscire dalla condizione di isolamento, si apriranno al mondo dell’arte contemporanea con innovazione
e sperimentazione. La rivalsa delle piccole province rappresenterà la novità più rilevante dei prossimi anni anche
in Europa.
Ma la mancanza di una visione nazionale di insieme che leghi e coordini le iniziative territoriali, la scarsa conoscenza
del moderno e del contemporaneo, il limitato risalto riservato al Novecento nei programmi scolastici e
universitari, i rapporti ancora troppo poco consolidati tra operatori italiani e stranieri, il diffuso disinteresse dei
media, potranno minare il mercato dell’arte in Italia. La fragilità prevista del nostro sistema dell’arte, non solo non
produrrà nuove “tendenze” ma potrà impedire ai nostri artisti di affermare la propria creatività all’estero,
relegandoli ad un ruolo marginale.
L’Italia, secondo gli esperti, riuscirà ad evitare la flessione del mercato dell’arte registrata altrove, grazie alla
crescita di attenzione verso una produzione artistica di qualità e al radicarsi della consapevolezza che quello
dell’arte è un vero e proprio mercato, bene rifugio in un momento di flessione dell’economia. Il collezionismo
infatti registrerà un impulso di crescita, sempre meno speculativo e sempre più dal volto umano.
Nonostante il ridimensionamento previsto delle molte fiere commerciali italiane, si allargherà il concetto di arte
che diventa “informazione culturale” e nei nuovi luoghi di fiere e festival, attrarrà un pubblico sempre maggiore,
anche se meno specializzato. Questa tendenza potrebbe indurre i musei ad ampliare i propri spazi in un’ottica
maggiormente commerciale.
Una delle spinte all’allargamento della platea sarà la sempre maggiore relazione tra le varie forme di arte, moda,
cinema, teatro e design.
Il ruolo della comunicazione sarà fondamentale per il successo delle iniziative culturali e nel tempo saranno riconosciute
le nuove professionalità dell’arte di carattere organizzativo-gestionale e manageriale, sempre più attente
alla cultura d’impresa, agli aspetti economici, di marketing e di comunicazione, accanto alla figura del curatore.
Il Premio Terna che lo scorso 26 maggio 2009, con l’apertura del bando di concorso, ha inaugurato la sua seconda
edizione, conferma la propria vocazione di contribuire alla promozione degli artisti e dell’arte contemporanea italiana
coniugando ricerca e competizione, trasmissione di valori e di idee, iniziativa pubblica e privata. Premio Terna
Attraverso una serie di ricerche mirate, il Premio Terna sta "costruendo" una memoria scientifica e ora previsionale
sulla realtà degli artisti e dell'arte contemporanea in Italia, base di ricerca per gli operatori di settore e per tutti coloro
che sono interessati a questo importante fenomeno culturale. Una raccolta resa pubblica periodicamente sul sito
HYPERLINK "http://www.premioterna.com" www.premioterna.com. Gli artisti che si sono già iscritti al Premio Terna
sono 500, il bando si chiude il 10 ottobre prossimo.
La ricerca previsionale, condotta da S3.Studium, è stata diretta da Stefano Palumbo.
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Roma, 26 maggio 2009. Rispetto ai colleghi internazionali, i direttori dei Musei d'arte contemporanea italiani si sentono più isolati e meno apprezzati. I Musei italiani lamentano, dunque, l'isolamento delle istituzioni culturali nazionali nei confronti delle grandi realtà internazionali. Mancano anche i nuovi "manager dell'arte" e, come sempre, i fondi. É quanto emerge dalla ricerca ISPO realizzata da Renato Mannheimer per conto di Terna intervistando i direttori dei Musei di arte contemporanea della rete Amaci e le principali Fondazioni italiane.
Dopo aver sondato nel 2008 la percezione degli italiani sull'arte e delineato il profilo d'artista, l'indagine sui musei arricchisce oggi di ulteriori elementi l'analisi del sistema dell'arte del nostro Paese.
Oltre il 90% dei direttori intervistati ritiene insufficiente il livello di collaborazione e interazione tra i Musei di arte contemporanea nel nostro Paese e quelli all'estero. Il 100% degli interpellati, inoltre, ritiene che i nostri musei siano meno visibili e meno apprezzati di quelli stranieri.
Giudizio unanime sulla necessità di nuove figure professionali: i manager dell'arte. Esperti capaci di coniugare cultura e mondo economico e di introdurre capacità manageriali che, oltre a valorizzare l'aspetto artistico dell'attività, dovrebbero contribuire a mantenere in attivo i bilanci museali. Una visione moderna dell'istituzione, dove le risorse umane contribuiscano a rendere i musei sempre più dei
centri culturali fornitori di servizi evoluti e multimediali.
Per tutti i musei è forte la percezione del proprio ruolo nella società: i direttori si sentono investiti di
una sorta di "dovere morale" nei confronti della collettività di riferimento, in termini di educazione culturale, progetti di sviluppo e coinvolgimento del territorio, che, a loro parere rappresenta una risorsa inestimabile.
Tra le maggiori difficoltà per un museo di contemporanea, oggi come ieri, appaiono vecchi problemi in particolare economici e di insufficienza delle politiche, anche fiscali, a livello nazionale. Più attuale, invece, la denuncia della mancanza di un network internazionale sentita da oltre il 35% degli interpellati. Manca unacollaborazione forte all'interno di un sistema così vasto e multiforme, a quanto pare non ancora pronto per creare una "grande rete" tra musei, gallerie, artisti e i tanti stakeholders che compongono l'universo dell'arte contemporanea.
Dove comprano le opere i nostri Musei? Più della metà degli intervistati da circuiti nazionali e, di
preferenza, attraverso due canali principali: le gallerie (per il 50%) e direttamente dagli artisti (per il 25%). Non sono considerate fonti di approvvigionamento né le fiere di settore (meno dell'1%) né le case d'asta (0%). Per quanto riguarda la composizione delle collezioni, invece, i direttori per oltre il 90% non mostrano una preferenza tra collezioni di artisti italiani o esteri.
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Torino, 9 novembre 2008 - Il 68% degli artisti non riesce a vivere solo del proprio mestiere, il 75% ha un rapporto conflittuale con i galleristi, l'86% ritiene che l'arte contemporanea debba essere sostenuta sia dallo Stato sia dalle aziende private.
Questi, in sintesi, alcuni dei risultati della prima ricerca sul Profilo d'artista realizzata dall'ISPO Istituto Studi sulla Pubblica Opinione, per conto di Terna, su un campione di artisti iscritti al Premio Terna 01, rappresentativo del panorama artistico italiano. La prima ricerca strutturata di tipo statistico sociologica sul profilo dell'artista contemporaneo nel nostro Paese definisce contraddizioni, sogni e speranze dei creativi italiani in bilico tra ricerca di affermazione e visibilità, desideri privati e ricerca del sostegno delle Istituzioni e dei privati.
Colpisce il dato emerso dal giudizio degli artisti sulla situazione complessiva del mercato dell'arte contemporanea nel nostro Paese: un risultato di fatto polarizzato. Metà degli artisti, il 48%, ritiene, infatti, che l'attuale mercato italiano dell'arte sia in una fase di crisi. L'altra metà, viceversa, ritiene che sia in uno stato di "buona salute". Tra i suggerimenti per migliorare la situazione, al primo
posto la richiesta di un maggior appoggio delle istituzioni (71%) seguito da più forti e strutturati rapporti internazionali tra gli operatori (66%), un maggior coinvolgimento delle aziende private e la condivisione di grandi progetti tra artisti. Al pari di altri seppur molto differenti settori che si confrontano con una congiuntura poco favorevole, inoltre, anche quello degli artisti esprime un forte bisogno di sostegno pubblico tanto che il 79% degli intervistati pensa sarebbe giusto ricevere un sussidio statale, al pari di settori come cinema e teatro. Sempre in tema di sostegno va rilevato che, mentre soltanto un terzo degli italiani (34%) ritiene che l'arte contemporanea debba essere supportata, insieme, da Stato e imprese private, la percentuale sale all'86% tra gli artisti.
Una generale difficoltà dal punto di vista economico viene confermata dal dato che evidenzia come solo il 32% degli artisti lavoro dichiara di vivere solo dell'arte, mentre il 68% deve svolgere in parallelo un'altra attività.
A questo proposito si manifesta anche un rapporto abbastanza contraddittorio con i galleristi: da un lato sono ritenuti indispensabili dalla stragrande maggioranza, il 71%, ma dall'altro il 75% degli intervistati ritiene che il gallerista "approfitti" dell'artista. Alla richiesta di maggiore sostegno da parte di strutture organizzate, quindi, fa da contraltare una gestione conflittuale dei rapporti con le gallerie.
I dati fanno emergere altri elementi interessanti sul lavoro dell'artista: il 64%, infatti, misura il proprio successo sul grado di soddisfazione personale che gli danno le proprie opere. La minoranza, soltanto il 20%, individua il raggiungimento del successo quando è apprezzato dai critici d'arte. L'11% non si ritiene "arrivato" solo per motivi "economici". Appare come un elemento di contraddizione: se da un lato emerge la forza creativa come motivazione principale e una certa noncuranza nei confronti del lato economico, d'altro canto il sostegno di un soggetto terzo, stavolta anche economico, è considerato fondamentale per esercitare la propria attività dalla maggioranza degli artisti intervistati.
La quasi totalità degli artisti (il 93%) ha già esposto le proprie opere all'interno di una mostra, ma ben il 76% ritiene che sia piú difficile venderle in Italia che all'estero. Per quanto riguarda la
fruibilità dell'arte, il 93% degli artisti ritiene che un'opera d'arte dovrebbe essere esposta, oltre che nei luoghi deputati (musei, gallerie ecc), anche in tutti i possibili luoghi pubblici.
Il 62% intervistati del panel ritiene i premi e i concorsi d'arte l'unico modo che ha un giovane per farsi conoscere: è questa una delle motivazioni prevalenti di partecipazione al Premio Terna, seguita dalla sintonia con il tema della trasmissione di energia (37%) e dalla "democraticità" dei criteri di accesso al concorso (27%). Criteri "premiati" dallo straordinario risultato del voto online che, solo nel primo giorno, ha registrato l'accesso di oltre 30 mila votanti, per un totale ad oggi di oltre 120 mila accessi.
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Sono 9 milioni le persone in Italia interessate all'arte contemporanea e circa 5 milioni vorrebbero acquistare un'opera. Il settore attrae maggiormente i piú giovani e il potenziale di crescita è enorme.
La grande sorpresa è che l'arte e l'interesse per essa (57%), non sono piú rivolti solamente al passato ma guardano al futuro e ai giovani.
Il 71% degli intervistati, inoltre, considera importante l'arte e la valorizzazione dei grandi e giovani artisti quali patrimonio culturale dell'Italia: un numero importante, 34 milioni di persone, dimostra quindi grande sensibilità e attenzione al settore.
Il 44% degli italiani ancora considera l'arte contemporanea accessibile solo agli intenditori ma sono oltre 6 milioni le persone che non la considerano di nicchia. Il 28%, oltre 14 milioni, frequenta mostre ed esposizioni. È un mercato potenziale straordinario, un interesse molto piú grande di quanto si immagini.
Il 34% degli italiani, inoltre, ritiene che il settore dell'arte contemporanea debba essere sostenuto sia dallo Stato che dalle aziende private.
È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Ispo per conto di Terna sulla percezione che la popolazione italiana ha dell'arte e in particolare di quella contemporanea. L'indagine è stata resa nota in occasione del lancio del Premio Terna, un importante progetto italiano di sostegno agli artisti e all'arte contemporanea italiana.
Un italiano su 3 afferma di essere interessato all'arte in generale e uno su 5 a quella contemporanea. Questo pubblico è costituito in particolar modo dai cittadini più giovani e da coloro che hanno un livello di istruzione medio-alto. Due sono gli appuntamenti con l'arte più diffusi tra la popolazione: le mostre e le esposizioni di opere artistiche, in misura lievemente maggiore, le trasmissioni televisive, viste dal 30% degli italiani. Piú assidui frequentatori di luoghi d'arte sono ovviamente coloro che esprimono un interesse particolare per l'arte in generale o per l'arte contemporanea. Dall'indagine emergono valutazioni positive per quanto riguarda il bisogno dell'arte e la ricerca del "bello" (63% di accordo).
Per quanto concerne invece il focus sull'arte contemporanea, come si è detto, si dichiara interessato a questo settore il 18% della popolazione. Anche in questo caso, l'interesse è maggiore soprattutto tra i piú giovani e coloro che posseggono un livello di istruzione medio-alto. L'intenzione ad acquistare, ora oppure in futuro, un oggetto d'arte contemporanea è espressa dal 10% della popolazione, percentuale che aumenta sensibilmente tra coloro che si dicono interessati a questo tipo di arte (32%). Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un pubblico potenziale assai ampio. È da evidenziare, inoltre, il fatto che un italiano su 5 si dice invece dubbioso sulla possibilità di acquisto, ma non si esprime in maniera negativa. Tra coloro che acquisterebbero un'opera d'arte contemporanea prevalgono significati positivi associati al possesso di un oggetto d'arte e in particolar modo espressioni legate alla soddisfazione personale ed alla bellezza.
Oltre il 90% degli intervistati non associa, spontaneamente, il mondo dell'arte contemporanea a quello delle imprese. Eppure sono oltre 16 milioni le persone che ritengono che l'arte contemporanea debba essere sostenuta sia dallo Stato che dalle aziende private. Questi due dati, dunque, lasciano intravedere ampi spazi di crescita del rapporto e dell'interconnessione tra i due settori, a favore dello sviluppo di entrambi.
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