“Camere 9: FaGaNa”. Al RAM di Roma il Terawatt vincitore del PT02

Alberto Garutti presenta la sua ultima Opera

Temporali

Assieme a Fabre e Nagasawa, l’artista riprende il tema del “lampadario” legato alle atmosfere del cielo che ha affascinato la giuria del Premio Terna 02 ".

Camere 9: FaGaNa" è il nuovo progetto firmato Fabre, Garutti, Nagasawa. I tre artisti, al Ram-radioartemobile di Roma fino al 23 dicembre, siglano con le proprie iniziali il titolo dell’ultima mostra curata da Achille Bonito Oliva. L’iniziativa li vede occupare ognuno una delle note “camere” della galleria con una personale installazione “frutto di poetiche personali e diverse tra loro e nello stesso tempo complementari nei confronti del mondo che ci circonda. Camere della resistenza morale e dell’intensità estetica – spiega Bonito Oliva in una nota- sono quelle realizzate da Fabre con la sua scultura occhiuta, da Garutti con il suo lampadario collegato con le atmosfere del cielo e Nagasawa con la sua scultura in marmo bianco di Carrara in un intreccio tra peso occidentale e limpidezza orientale”.

La genialità di Alberto Garutti non era sfuggita alla giuria del Premio Terna 02. L’artista è stato, infatti, il vincitore della nuova edizione del concorso nella categoria Terawatt con l’opera “Temporali”, presentata su stampa digitale come progetto di computer generated graphic. L’opera premiata, pensata per una istallazione, è presto spiegata dalle stesse parole dell’artista: “L’opera consiste nel collegare un grande oggetto luminoso simile a un lampadario al Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) che monitora la caduta di fulmini sull’intero territorio nazionale . Infatti, in concomitanza di questo fenomeno le luci di questo grande oggetto luminoso subiranno un’improvvisa e simultanea accensione.

Quando il lampadario si illuminerà – continua Garutti-, con una rampa di luce che poi decrescerà a poco a poco fino a sparire, gli spettatori sapranno che un fulmine in quel momento è caduto in qualche luogo italiano: per un attimo i fulmini saranno così rivelati nello spazio che accoglierà i visitatori. Il luogo espositivo si farà punto di raccolta del cielo di tutto il territorio nazionale, ribadendo così la vocazione dell’arte ad essere universale, a fare da interfaccia con il mondo e con la contemporaneità, diventando centro gravitazionale non solo centripeto, ma anche centrifugo di forze, connessioni e linguaggi, evocazioni e metafore che da lì trovano innesco e momento di nuova espansione”.

29/10/2009

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