Emma Zanella - Civica Galleria d’Arte Moderna (GAM) ,Gallarate. “Parola d’ordine: flessibilità”

 

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Ogni settore del museo, interno ed esterno, va sempre monitorato e ridiscusso: personale, finanziamenti, relazione con la parte politica, rapporti con gli artisti, aperture al pubblico. Le scelte – spiega il direttore del Museo-non sono e non possono mai essere definitive.

Com´è nata la collaborazione con Amaci e quali prospettive può aprire questo network?

La GAM chiese di entrare in Amaci nel 2005 non solo per il prestigio dell’associazione ma anche per avviare un confronto sereno e costruttivo con gli altri musei, in particolare con i direttori che periodicamente si trovano nelle assemblee generali. L’importanza dell’istituzione di un’ampia rete museale dedicata al contemporaneo, capace di affiancare realtà diverse per territorio e identità, è evidente. La rete non interviene nella mission dei singoli musei ma funge da terreno di confronto, da collante, da spinta propulsiva per progetti inediti che i singoli musei, da soli, potrebbero difficilmente portare avanti. La storia che Amaci ha tracciato in questi anni è, a questo proposito, assai significativa: creare un’associazione dal nulla, affiancare interessi diversi, darsi un’immagine a livello nazionale e internazionale incisiva e di grande serietà, aprire una rivista che si è differenziata subito rispetto alle pubblicazioni dedicate al contemporaneo, promuovere soprattutto la giornata del contemporaneo che ormai ha assunto una propria precisa e forte identità, queste ed altre strategie culturali hanno apportato nuova energia ai soggetti che operano nel nostro settore. Ritengo che le prospettive di questo network possano essere davvero infinite e abbracciare tutti gli ambiti che contribuiscono a costituire la ragion d’essere di ciascun museo.

La nascita di un progetto ambizioso come un museo pone, specie in realtà come le nostre, non pochi ostacoli. Quali sono state e quali sono le difficoltà principali con cui si è dovuto cimentare?

Il museo nella sua complessità può essere paragonato ad un organismo vivo che pur mantenendo intatta la propria identità e specificità, nel tempo muta profondamente. Se guardo alla storia della GAM, la cui collezione vede l’atto di nascita nel 1950, non posso non rilevare profondi cambiamenti, dettati quasi sempre da scelte consapevoli e non subite, che hanno permesso al museo di crescere, di parametrare i propri standard, di modificare le proprie finalità e i propri obiettivi. Direi che questa necessaria flessibilità sia contemporaneamente la risorsa e la difficoltà più evidente per chi dirige un museo. Ogni settore del museo, interno ed esterno, va infatti sempre monitorato e ridiscusso: personale, finanziamenti, relazione con la parte politica, rapporti con gli artisti, aperture al pubblico. Le scelte non sono e non possono mai essere definitive. Detto questo, direi che negli ultimi anni per la GAM l’ambito più difficile è stato muoversi contemporaneamente sia sul museo attuale (sede storica di viale Milano) che sulla nuova sede museale la cui inaugurazione per motivi di volta in volta diversi è stata slittata nel tempo.

Quali sono i progetti in cantiere?

I più importanti sono, in ordine di tempo e non di priorità, l’inuagurazione di Twister, grande progetto a rete che coinvolge dieci istituzioni della Regione Lombardia e di cui la GAM è capofila, prevista per il 3 ottobre. E naturalmente la ben più complesa e attesa inaugurazione della nuova sede espositiva della GAM, prevista per la primavera 2010.

Il Premio Terna 02 intende conciliare le best practice aziendali con quelle culturali stimolando una riflessione sulla necessità di guardare al futuro del pianeta con un'attenzione responsabile all'ambiente e all'energia. Secondo lei, è un obiettivo realizzabile e oggi l'arte è ancora in grado di stimolare una maggior coscienza critica?

Credo che l’obiettivo che Terna si sta ponendo sia non solo possibile ma irrinunciabile. E credo anche che l’arte sia davvero lo strumento giusto, forse uno dei pochi, che possa offrire ancora uno sguardo nuovo, critico, disincantato sulla realtà che ci circonda. Mi riferisco in particolare a quelle ricerche artistiche che partendo proprio dal qui e ora riescono, in modi e con linguaggi sempre diversi e imprevedibili, a farsi strumento di pensiero, meraviglia e partecipazione.

GAM, Civica Galleria d’Arte Moderna

Il Museo, nato nel 1966 con le opere acquisite grazie al Premio Gallarate, per la ricchezza della collezione offre un ricco panorama degli orientamenti che hanno animato la scena artistica nazionale dal 1950 a oggi. Nel 2010 inaugurerà la nuova sede museale (5000 mq) che potenzierà l’offerta culturale e la ricerca sul contemporaneo, attraverso una più ampia esposizione della collezione, l’organizzazione di mostre, eventi, workshop, attività didattiche che da sempre caratterizzano la GAM come luogo di sperimentazione aperto alle tendenze che hanno segnato il XX secolo ed aperto il XXI secolo.

04/09/2009

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