Festival di Ravello: De Masi traccia le regole auree per il nuovo corso dell’arte contemporanea in Italia

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Per dare slancio al settore necessari lo sviluppo di incisive politiche culturali, sinergie tra pubblico e privato e la creazione di manager dell’arte.

Maggiore attenzione per la qualità, crescente sostegno dei privati alle Istituzioni culturali e investimento sui giovani artisti. Sono le tre regole auree tracciate da Domenico De Masi, in occasione del Festival di Ravello, per dare impulso al settore delle arti visive in Italia. L’esperto prende spunto dalla ricerca da lui coordinata ''Il futuro delle arti visive contemporanee in Italia'' realizzata da S3.Studium per il Premio Terna, per tracciare uno scenario sulle probabili evoluzioni del settore fino al 2015. Per spingere l’arte contemporanea nel nostro Paese, ed evitare che l’Italia resti indietro rispetto al mercato internazionale, De Masi suggerisce di incentivare innanzitutto la collaborazione e le sinergie tra pubblico e privato, ma soprattutto puntare allo sviluppo di un sistema imprenditoriale virtuoso tra gallerie, artisti, musei, istituzioni e privati, rinsaldando il network tra gli addetti ai lavori. Necessaria anche la creazione di una politica nazionale per l’arte contemporanea attraverso un sistema di coordinamento sia delle iniziative centrali che territoriali. Ma le iniziative istituzionali, per quanto virtuose, a poco servono senza il coinvolgimento del pubblico che possa comprendere, prima ancora che apprezzare l’arte contemporanea. Per far questo, è importante rinsaldare il coordinamento tra Istituzioni e Accademie arrivando a costruire modelli altamente professionali negli istituti italiani di cultura all’estero che possano promuovere e diffondere a livello internazionale progetti di arte contemporanea italiana. Per De Masi, anche gli investimenti sulla ricerca culturale e la sperimentazione artistica a livello di sistema-Paese sono fondamentali come pure l’implementazione di sistemi di defiscalizzazione. “In tutta Europa – fa notare l’esperto nel corso del suo intervento al Festival di Ravello - l’investimento pubblico medio è intorno all’1% mentre in Italia circa lo 0.2%”. Per preparare le giovani generazioni all’incontro con l’arte contemporanea, De Masi suggerisce, inoltre, anche alla luce dei dati emersi dall’indagine previsionale, di incoraggiare l’approccio all’innovazione e sperimentazione, investendo e dando maggiore spazio all’estro delle nuove generazioni. Via libera dunque alla promozione dell’inserimento nei programmi didattici scolastici e universitari del periodo contemporaneo, arte inclusa. Il mercato però necessita anche di nuove figure professionali per decollare; largo spazio alla promozione e sostegno a percorsi di studio e di carriera di “manager culturali”, che sappiano gestire in modo dinamico e attrattivo i contenuti e le produzioni degli artisti contemporanei con un’attenzione ai fruitori e a tutti gli aspetti economici, di marketing e di comunicazione. “Tali iniziative dovrebbero tuttavia trovare maggior eco tra i grandi mezzi di comunicazione – puntualizza De Masi- La TV, e in particolare i TG, non trattano ancora con sufficiente ampiezza l’arte contemporanea. La disattenzione dei media va a discapito della conoscenza del settore. Sarebbero opportune- conclude l’esperto dal palco di Ravello - azioni in tal senso per richiamare l’attenzione di tali media sulle opere degli artisti del nostro tempo”.

01/09/2009

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