Gianfranco Maraniello - Galleria d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo) - “Largo alla didattica e alla ricerca”

MAMbo

“Dirigere un'istituzione pubblica in Italia significa cavalcare il bilico tra sostenibilità ed esigenze scientifiche- spiega Maraniello-. E’ la continuità di progetto il primo compito per essere riconoscibili sia da un punto di vista culturale che di pubblico di riferimento”

Com'è nata la collaborazione con AMACI e quali prospettive può aprire questo network?

La Galleria d'Arte Moderna di Bologna (oggi MAMbo) è tra i fondatori dell'AMACI. Progressivamente si sono associati altri musei e centri d'arte contemporanea ed è emersa una mappatura assai interessante, e molto più ampia del previsto, di attività e sedi istituzionali riferibili a questo specifico ambito. AMACI ha finora proposto un'importante occasione di conoscenza e di divulgazione di tali soggetti, creando le condizioni per un riconoscimento istituzionale di progetti culturali e specificità amministrative che non possono più essere trascurati dai nostri referenti politici. Il rischio è quello di non comprendere come l'arte contemporanea debba essere considerata nell'ambito più generale della ricerca e non solo come occasione di turismo. E' palesemente assurdo che si abbia da scontare un legiferare senza distinzioni, ad esempio, in materia di IVA, diritto di seguito, diritti SIAE e così via. Affinché tutto ciò divenga evidente, è importante una maggiore familiarità con quanto i musei propongono: è questo il principale merito di iniziative come la “Giornata del Contemporaneo”, che coinvolge a vario titolo moltissimi operatori di settore in incontri con il pubblico.

La nascita di un progetto ambizioso come un museo pone, specie in realtà come le nostre, non pochi ostacoli. Quali sono state e quali sono le difficoltà principali con cui si è dovuto cimentare?

Oltre alle difficoltà tecnico-amministrative, i principali problemi sono dati dalla generale scarsa sensibilità e conoscenza della materia e dalla mancanza di un giornalismo autorevole che possa fare “opinione pubblica”. Partiamo dal dato di fatto che non esiste un consolidato interesse popolare per l'arte contemporanea e che la ricerca non è considerata una priorità nel nostro Paese. In tali condizioni l'arte contemporanea è un fenomeno osservato in una pericolosa genericità, capace di guadagnarsi attenzione solo se esposto in territori che non appartengono alla ricerca, ma alle leggi dello spettacolo e dell'economia. Dirigere un'istituzione pubblica in Italia significa cavalcare il bilico tra sostenibilità ed esigenze scientifiche che oggi vengono purtroppo sostenute in una permanente logica di difesa di quel che costituisce valore culturale, ma che non poggia su alcun credito accertato.

La politica, in generale, che ruolo ha giocato e gioca nell'ingranaggio del sistema museale italiano?

Il carattere minoritario della cultura museale prevede il totale assoggettamento alla politica. Le istituzioni svolgono bene il loro lavoro quando la politica se ne occupa delegando, ma tale principio è sempre revocabile e, per quel che sostenevo prima, non c'è difesa possibile dall'eventuale ingerenza. Insomma: si lavora in modo virtuoso solo per “concessione” politica.

Quali sono i progetti in cantiere?

MAMbo è nato solo nel 2007 e deve confermare la propria identità. La continuità di progetto è infatti il primo compito per essere riconoscibili sia da un punto di vista culturale che di pubblico di riferimento e, non ultimo, di sostenibilità garantita da diversi soggetti che partecipano anche economicamente all'affermarsi di un posizionamento. Ovviamente bisogna migliorare quanto ci si propone in vista del mutare delle condizioni operative e, nel nostro caso, prevediamo maggiore spazio alle nostre eccellenze che riguardano in primo luogo la didattica e la ricerca.

Il Premio Terna 02 intende conciliare le best practise aziendali con quelle culturali stimolando una riflessione sulla necessità di guardare al futuro del pianeta con un'attenzione responsabile all'ambiente e all'energia. Secondo lei, è un obiettivo realizzabile e oggi l'arte è ancora in grado di stimolare una maggior coscienza critica?

Anche noi stiamo lavorando in questa direzione perché sono convinto che l'arte possa essere esercizio critico, ma ciò non significa ridurre la sua pratica a compiti didascalici né presupporre che da sola possa produrre un qualche shock produttivo. Questa sarebbe ancora la logica della società mediatica, che dispone di strumenti molto più efficaci ma che non sempre tende a occuparsi di produzione di senso. La cultura, invece, è la regione del senso, disponibile, ma non destinata necessariamente a trovare ascolto. In ogni caso non si tratta di porsi con ottimismo o meno, ma di continuare a ragionare “come se” e insistere nel tentativo di affermazione di tali principi in un'epoca di grave crisi.

MAMBo – Galleria d’Arte Moderna di Bologna

 Con le sue tre sedi espositive (la sede centrale del MAMBo in via Don Minzoni, Villa delle Rose e il Museo Morandi) e con un patrimonio di oltre 3.500 opere d'arte moderna e contemporanea, la galleria d'Arte Moderna di Bologna, inaugurata nel 2007, rappresenta uno dei musei più importanti della città. La Galleria organizza periodicamente nelle tre sedi mostre temporanee personali e collettive ma anche eventi musicali, spettacoli, film e incontri con gli artisti. In particolare, il MAMBo ospita una collezione di scultura e pittura dal XIX secolo ai giorni nostri, con particolare riguardo alle correnti artistiche italiane del secondo dopoguerra, e comprende opere di Francesco Hayez, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro e Giorgio Morandi. A quest'ultimo è anche dedicato un museo (Museo Morandi) nella sede distaccata della Galleria a Palazzo d'Accursio. MAMBo si pone l'obiettivo di integrare ricerca e sperimentazione con l'importanza e la qualità di una preziosa collezione. A quest'ultima è infatti dedicato uno specifico spazio per consentire una rivisitazione consapevole e critica del patrimonio artistico della Galleria, con una particolare attenzione alla storia e alla cultura del territorio in cui Bologna si inserisce e alla sua grande tradizione artistica.

29/09/2009

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