

A raccolta dal Santo Padre 260 artisti rappresentativi di tutte le arti. Numerosi i protagonisti internazionali dell’arte contemporanea del calibro di Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Igor Mitoraj, Bill Viola, Natalia Tsarkova
Ristabilire un dialogo tra l'arte e la Chiesa. Questo l'obiettivo dell'incontro del Santo Padre con gli artisti, nel decennale della Lettera di Giovanni Paolo II rivolta ai maestri dell’arte e nel 45° anniversario dell'Incontro con Paolo VI. All'iniziativa, in programma il 21 novembre nella Cappella Sistina, parteciperanno oltre 260 artisti dei cinquecento invitati, rappresentativi di tutte le arti. Numerosi i rappresentanti dell’arte contemporanea, tra cui: Mimmo Jodice, Kengiro Azuma, Cecco Bonanotte, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Igor Mitoraj, Bill Viola, Natalia Tsarkova, Giuliano Vangi, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Marco Rupnik. “L’incontro del pontefice con gli artisti – ha spiegato Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa -, tra i quali anche quelli delle nuove arti come il cinema, il design e la video-art, servirà pertanto a intessere un dialogo nella speranza che risorga un'alleanza feconda''. Prima dell'incontro, nel pomeriggio del 20 novembre, gli artisti visiteranno la Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani, realizzata nel 1973 per volere di Paolo V, frutto di donazioni da parte di artisti e istituzioni straniere.
E’ stato Papa Giovanni Paolo II a continuare poi nella stessa linea del suo predecessore sostenendo e incoraggiando la missione spirituale degli artisti che si sono dedicati all'arte sacra. Peraltro, il collezionismo e mecenatismo dei pontefici romani sono stati le colonne portanti nella storia della formazione delle Collezioni Vaticane. Nel tentativo graduale di trasformare la Collezione in Museo, la direzione dei Musei Vaticani ha infine stimolato nel tempo la generosità dei privati coll'intento di coprire i vuoti esistenti e di aggiornare costantemente la raccolta.
Tra le varie tappe considerevoli degli ultimi anni si può ricordare, nel 1987, l’importante donazione della vedova di Marino Marini di opere tra cui La caduta dell’angelo e Il grido, entrambe del 1963, che arricchiscono la panoramica su Marini già presente nel museo con il Cavaliere del 1953 e L’idea del cavaliere del 1955. L’acquisizione, nel 1997, della collezione dell’imprenditore Aldo Rondo con dipinti di artisti italiani. La donazione di opere grafiche e incisioni di Boccioni da parte dei coniugi Dal Pian Boccioni; quella delle opere di Remo Bianco da parte di Virgilio Gianni; e la donazione di Lucia Fiaschi, nipote di Venturino Venturi.
Tra gli altri, anche Crocifissione di Gerardo Dottori, un mirabile esempio dell’arte sacra futurista, come anche i Manichini di Giorgio De Chirico, custodi nel grembo della classicità, la Cena in Emmaus di Ardengo Soffici in cui l’episodio evangelico viene rappresentato in una dimora contemporanea e rurale oppure l’inconsueta Natura morta di Alberto Burri o la spiritualità dell’Emblema pontificio di Franco Angeli.
12/11/2009