Marco Bazzini - Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Prato-“L’arte contemporanea? Uno sguardo sul domani”

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L’arte contemporanea intesa nella sua complessità di linguaggio, contenuti, interdisciplinarietà è un ponte sul futuro. Credo che il problema principale sia quello della formazione del pubblico, ovvero insegnare che l’arte contemporanea ha un ruolo fondamentale per la conoscenza del nostro mondo.

Com´è nata la collaborazione con Amaci e quali prospettive può aprire questo network?

Siamo stati tra i primi a sostenere questo progetto. Già nel 2001, due anni prima della nascita dell’Associazione, organizzammo nel nostro centro un incontro chiamato “Fuori Gioco” a cui parteciparono direttori di museo e critici d’arte, per fare il punto sull’arte contemporanea. Da lì nacque l’idea di associare le istituzioni rappresentative dell’arte contemporanea in Italia, un genere, allora come oggi, ancora poco presente all’attenzione del visitatore. Amaci permette alle istituzioni del network di confrontarsi su varie problematiche ed esperienze: come una vera a propria “lobby”, nel senso migliore del termine. L’obiettivo è quello di fare sistema e interagire con i soggetti referenti: dalle amministrazioni agli sponsor, al mondo dell’arte in genere.

La nascita di un progetto ambizioso come un museo pone, specie in realtà come le nostre, non pochi ostacoli. Quali sono state e quali sono le difficoltà principali con cui si è dovuto cimentare?

Il museo Pecci ha più di 20 anni. È un museo costruito ex novo e dedicato interamente all’arte contemporanea che testimonia il carattere intraprendente, dinamico, proprio di una città industriale attenta alla ricerca e all’innovazione sia in ambito economico che culturale. Una scommessa vinta, nonostante alcuni momenti critici superati anche grazie alla brillantezza di progetti creati dalle direzioni artistiche che si sono susseguite. Credo che il problema principale sia in realtà quello della formazione del pubblico, ovvero insegnare che l’arte contemporanea ha un ruolo fondamentale per la conoscenza del nostro mondo. Un valore aggiunto per una città per poter interpretare il proprio tempo.

Quali sono i progetti in cantiere?

Cantiere è la parola giusta! A settembre partiranno i lavori per l’ampliamento del museo. Questo permetterà un’ampia presentazione del patrimonio permanente accanto alle mostre temporanee, facilitando la suddivisione degli spazi interni e l’alternanza dei progetti espositivi. Attraverso l’esposizione continuativa della collezione e l’aggiornamento dei servizi, al termine dei lavori previsti dal 2009 al 2011 e che non comporteranno l’interruzione dell’attività espositiva, si potrà consolidare il ruolo di museo d’arte contemporanea regionale e riaffermarne il carattere di eccellenza e unicità nel panorama artistico nazionale e internazionale. A ottobre abbiamo già in programma una mostra sull’arte contemporanea brasiliana.

Il Premio Terna 02 intende conciliare le best practices aziendali con quelle culturali stimolando una riflessione sulla necessità di guardare al futuro del pianeta con un'attenzione responsabile all'ambiente e all'energia. Secondo lei, è un obiettivo realizzabile e oggi l'arte è ancora in grado di stimolare una maggior coscienza critica?

Ben vengano iniziative come quella di Terna a supporto dell’arte contemporanea. Per quanto riguarda l’arte come coscienza critica del nostro presente, credo che la contemporanea intesa nella sua complessità di linguaggio, contenuti, interdisciplinarietà, sia davvero la nostra possibilità di interpretazione del futuro. L’arte è sempre stata uno sguardo sul domani e come dice Castellani “l’artista di oggi è l’uomo di domani”.

…un esempio?

Nel 2010 il Centro Pecci sarà all’Expo di Shangai. In tale occasione, i nostri artisti proporranno nuove visioni prospettiche sul tema dell’abitare, “sottraendo” il concetto stesso di casa a chi normalmente si occupa del settore, ovvero gli architetti.

 Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

È la prima istituzione museale italiana con una sede costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e promuovere gli sviluppi delle ricerche artistiche più avanzate. Il Centro è attivo a livello internazionale con un’ampia programmazione di mostre temporanee, attività didattiche e di mediazione culturale, di documentazione e informazione sull’arte contemporanea, spettacoli ed eventi multimediali. Presenta inoltre un’importante collezione permanente, composta da opere dei maggiori artisti contemporanei, a testimonianza dell’attività espositiva e di ricerca del Centro. La ricchezza della collezione e la carenza di un suo permanente spazio espositivo all’interno dell’attuale edificio progettato da Italo Gamberini, esponente di spicco del movimento razionalista toscano, sono i motivi che hanno indotto il Consiglio direttivo del Centro a promuovere la possibilità di un ampliamento dell’edificio esistente e la famiglia Pecci a commissionare il progetto all’architetto Maurice Nio, figura tra le più interessanti dell’innovativa scena architettonica internazionale. Attraverso l’esposizione continuativa della collezione e l’aggiornamento dei servizi, al termine dei lavori previsti dal 2009 al 2011 e che non comporteranno l’interruzione dell’attività espositiva, si potrà consolidare il ruolo di museo d’arte contemporanea regionale e riaffermarne il carattere di eccellenza e unicità nel panorama artistico nazionale e internazionale.

09/04/2009

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