

Rocco Dubbini, Antonio Riello e Riccardo Albanese in trasferta a New York. Sono tra i vincitori della prima edizione del concorso che esporranno le loro opere al Chelsea Art Museum di New York fino al 12 luglio. Quest'ultima terna di artisti è un cocktail esplosivo di puro genio e sregolatezza. "Il mio lavoro trascrive le costanti del comportamento umano, che si manifestano nelle realtà quotidiane, per strada, nei contesti lavorativi, in un bosco, ovunque - spiega elettrizzato Riccardo Albanese, entusiasta di presentare la sua opera "Untitled", premiata tra i Gigawatt, all'attenzione del gotha artistico newyorkese-, ovvero utto ciò che non cambia nei secoli e che si ripete armonicamente nel tempo, nel bene e nel male. Io credo molto nel mio istinto e lo seguo ciecamente,osservo le situazioni di tutti i generi, le dimentico, poi dal nulla mi vengono delle idee chiarissime, quindi le realizzo". L'opera premiata è nata infatti così, "bevendo una cedrata al bar". Nel frattempo, Riccardo si è preso un periodo sabbatico, in attesa della prossimo lampo di genio: "il mio lavoro è molto pesante sia nella realizzazione sia nei concetti, mi distrugge e mi porta a toccare il fondo. Quando non lavoro mi devo ricaricare. Sto per strada, osservo molto, cerco di divertirmi, donne, mi godo la vita, ascolto musica allegra, mai triste". E sicuramente New York è la città giusta per trovare l'ispirazione. C'è poi chi non sta mai fermo, come Antonio Riello, premiato tra i Megawatt per l'opera "Un disperato tentativo del vizio di diventare virtù". L'artista, sempre ecletttico, prima di mordere la Grande Mela ha presentato "una serie di sculture-sedute all'interno del tracciato del golf a 9 buche; un particolare frame da abitare, un lavoro di land art che valorizza gli aspetti naturali dell'ambiente che lo circonda" per il progetto Masserie Green & Art Project, presso le Masserie Torre Maizza e Torre Coccaro a Savelletri di Fasano, nel brindisino. La mission? Puntare il timone verso il site specific, e sfruttare ambiente, natura e paesaggio per mettere alla prova gli artisti. Rocco Dubbini, altro Megawatt premiato per l'opera "Termosifone acceso", prima di approdare a New York ha invece partecipato alla manifestazione romana "Fuori c'è luce", serata di arte e musica contribuendo con un opera all’aperto che rimarrà come installazione permanente, quale patrimonio stabile del quartiere del Pigneto. Rocco, finanzia tutti i suoi progetti "e ciò mi consente una completa autonomia di pensiero, dalla quale nessun vero artista dovrebbe mai prescindere. E mi diverto". L'artista che crede "la crisi economica globale serva a far emergere gli artisti reali e l’arte di qualità così come l’economia reale si auspica riuscirà a farci riemergere dalla recessione", di sicuro si divertirà a New York.
26/06/2009