Ricerca ISPO sui musei arte contemporanea

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Diffusi i risultati della terza ricerca ISPO sull’Arte Contemporanea Italiana per il Premio Terna.

Dopo aver sondato la percezione degli italiani sull'arte e delineato il profilo d'artista, l'indagine sui musei arricchisce oggi di ulteriori elementi l'analisi del sistema dell'arte del nostro  Paese.

Rispetto ai colleghi internazionali, i direttori dei Musei d'arte contemporanea italiani si sentono più isolati e meno apprezzati.

I Musei italiani lamentano, dunque, l'isolamento delle istituzioni culturali nazionali nei confronti delle grandi realtà internazionali. Mancano anche i nuovi "manager dell'arte" e, come sempre, i fondi.
É quanto emerge dalla ricerca ISPO realizzata da Renato Mannheimer per conto di Terna intervistando i direttori dei Musei di arte contemporanea della rete Amaci e le principali Fondazioni italiane.
Oltre il 90% dei direttori intervistati ritiene insufficiente il livello di collaborazione e interazione tra i Musei di arte contemporanea nel nostro Paese e quelli all'estero. Il 100% degli interpellati, inoltre, ritiene che i nostri musei siano meno visibili e meno apprezzati di quelli stranieri.

Giudizio unanime sulla necessità di nuove figure professionali: i manager dell'arte. Esperti capaci di coniugare cultura e mondo economico e di introdurre capacità manageriali che, oltre a valorizzare l'aspetto artistico dell'attività, dovrebbero contribuire a mantenere in attivo i bilanci museali. Una visione moderna dell'istituzione, dove le risorse umane contribuiscano a rendere i musei sempre più dei centri culturali fornitori di servizi evoluti e multimediali.
Per tutti i musei è forte la percezione del proprio ruolo nella società: i direttori si sentono investiti di una sorta di "dovere morale" nei confronti della collettività di riferimento, in termini di educazione culturale, progetti di sviluppo e coinvolgimento del territorio, che, a loro parere rappresenta una risorsa inestimabile.
Tra le maggiori difficoltà per un museo di contemporanea, oggi come ieri, appaiono vecchi problemi in particolare economici e di insufficienza delle politiche, anche fiscali, a livello nazionale. Più attuale, invece, la denuncia della mancanza di un network internazionale sentita da oltre il 35% degli interpellati. Manca unacollaborazione forte all'interno di un sistema così vasto e multiforme, a quanto pare non ancora pronto per creare una "grande rete" tra musei, gallerie, artisti e i tanti stakeholders che compongono l'universo dell'arte contemporanea.
Dove comprano le opere i nostri Musei? Più della metà degli intervistati da circuiti nazionali e, di preferenza, attraverso due canali principali: le gallerie (per il 50%) e direttamente dagli artisti (per il 25%). Non sono considerate fonti di approvvigionamento né le fiere di settore (meno dell'1%) né le case d'asta (0%). Per quanto riguarda la composizione delle collezioni, invece, i direttori per oltre il 90% non mostrano una preferenza tra collezioni di artisti italiani o esteri.

28/05/2009

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