

“Una volta trovato un gruppo di artisti che mi incuriosiscono e interessano cerco di farli funzionare insieme, cerco di fare delle mostre che abbiano una coerenza e una stessa ricerca anche se esteticamente molto diverse”
Qual è la differenza tra le attività di una galleria “di ricerca” e quelle di una galleria commerciale?
C'è sicuramente una grande differenza. La prima sta nel fatto che una galleria di ricerca lavora direttamente con gli artisti ed è una diversità importante perché richiede tempo, pazienza e molta disponibilità, è di per se un lavoro. La ricerca si esprime anche nel trovare e capire le potenzialità di un artista, di seguirlo, consigliarlo, e sopratutto promuoverne il lavoro con mostre, cataloghi, ecc. L'inizio di una carriera è la conseguenza di questo rapporto e dell'investimento iniziale fatto dalla galleria. La galleria più commerciale o semplicemente quella che lavora con il secondo mercato, vende le opere che le vengono proposte e cerca quelle che le vengono richieste. Anche questo però è un lavoro di studio e di informazione. La galleria di ricerca dà una maggiore importanza allo spazio della propria galleria, che utilizza per allestire varie mostre durante la stagione e per far capire gli artisti con i quali lavora.
Come fa un giovane artista a costruire la propria carriera?Esiste un mini decalogo che si sente di proporre?Ci sono cose da non fare assolutamente?
Direi che non esiste un decalogo. La carriera si costruisce con determinazione scegliendo la galleria che è più vicina al proprio modo di pensare. E' ovvio che un artista all'inizio deve lavorare con una galleria giovane che abbia le stesse ambizioni e la stessa curiosità. E’ solo dopo un certo numero di anni che si può pensare di lavorare con una galleria molto affermata perché questa avrà altre ambizioni e altre modalità di agire. In poche parole bisogna fare gavetta e imparare il linguaggio dell'arte. Può essere un percorso breve, dipende dal carattere della persona e dalla capacità di promuoversi. E' importante viaggiare, sapere cosa succede nel resto del mondo frequentare le gallerie che svolgono un lavoro di ricerca, riuscire a confrontarsi con altre realtà, con artisti di altri paesi e non credere di essere bravi solo perché lo dicono i familiari e i vicini di casa.
Quanto costa, in termini di tempo ed energie, progettare e allestire una mostra?
Nel mio caso progettare e allestire una mostra è la parte più interessante del lavoro. E’ un grande dispendio di energie e sicuramente di tempo. E’ però il momento in cui è necessario avere capito il pensiero dell'artista con il quale si lavora e quindi è una fase importante del rapporto con l'artista e con l'arte stessa. Una mostra ben allestita significa che c'è un pensiero, una consapevolezza e un'idea dietro al lavoro. La capacità di accostare un'opera ad un'altra è frutto di anni di esperienza e permette al visitatore di capire meglio il significato delle opere stesse. Forse non sempre ci si rende conto che una mostra è ben allestita ma ci si rende sempre conto se è mal allestita.
Come si allestisce un programma?
Questo è un fatto molto personale, dipende da tante ragioni, da che disponibilità finanziarie si hanno e quali sono i progetti a lunga scadenza. Nel mio caso una volta trovato un gruppo di artisti che mi incuriosiscono e interessano cerco di farli funzionare insieme, cerco di fare delle mostre che abbiamo una coerenza e una stessa ricerca anche se esteticamente molto diverse. Generalmente sono incuriosita da artisti che mi fanno capire cose alle quali non avevo trovato risposta.
Qual è la sua linea espositiva?
Avendo avuto una galleria da molti anni, ho imparato molte cose e quindi negli anni sono entrati e usciti molti artisti. Le idee e la ricerca sono cambiate, ma credo che si veda sempre un filo conduttore; quasi tutti gli artisti con i quali ho lavorato riescono, anche a distanza di anni, ad esporre insieme forse perché il filo conduttore è semplicemente il mio gusto e la mia ricerca personale.
Ha rapporti con galleristi internazionali? Se sì, come si costruisce un buon network?
Ho rapporti con molte gallerie internazionali. Un buon network si costruisce cercando gallerie che hanno idee simili, interessi simili e obiettivi condivisi altrimenti non può esserci uno scambio reale. Non ci sono regole, penso sia come in qualsiasi altro campo, lo scambio deve essere reciproco e di interesse comune.
Studio la Città - Verona
Studio la Città ha aperto nel 1969 a Verona. Ha iniziato la sua attività con le mostre di Lucio Fontana, Piero Dorazio, Mario Schifano, Gianni Colombo. Nel corso degli anni ’70 il programma si è concentrato sull’arte analitica e minimale con artisti come Ulrich Erben, Giorgio Griffa, Sol Lewitt, Robert Mangold, Robert Ryman e iniziando quindi una programmazione internazionale oltre che Italiana. Dalla fine degli anni ’80, dopo la transavanguardia, la galleria si è concentrata su quegli artisti interessati al minimalismo cromatico come Lawrence Carroll, Herbert Hamak, John McCracken, David Simpson, Ettore Spalletti e su quella parte di ricerca artistica che esplora i limiti tra la società contemporanea e la pura natura, tra digitale e analogico e esponendo per la prima volta al pubblico i lavori di Jacob Hashimoto e Hiroyuki Masuyama. Tra i classici contemporanei della galleria anche Gabriele Basilico, Alberto Garutti, Pierpaolo Calzolari , Ettore Spalletti e Giulio Paolini. Studio la Città ha, infine, recentemente proposto nel suo nuovo programma espositivo artisti quali: Eelco Brand, Arthur Duff, Izima Kaoru, David Lindberg, Steve Roden, Mikhael Subotzky, Timothy Tompkins, Pablo Zuleta-Zahr. Nell’ultimo periodo inoltre, la selezione artistica ha abbracciato i nuovi linguaggi dell’arte indiana, culminando con una mostra dal titolo India Crossing che ha visto partecipi gli artisti: Riyas Komu, Hema Upadhyay, Nataraj Sharma, Valsan Koorma Kolleri, Ashim Purkayastha, Shilpa Gupta. Nel maggio del 2007 è stata inaugurata la nuova sede espositiva di Lungadige Galtarossa: 900 metri quadrati disponibili per l’allestimento di mostre ed eventi culturali. Lo spazio è disposto con una flessibilità tale da poter proporre più mostre contemporaneamente, dandoci la libertà di mostrare i lavori di giovani artisti, performances, installazioni, esposizioni di nomi consolidati nel mondo dell’arte contemporanea. La galleria rappresenta al contempo il luogo adatto all’organizzazione di diverse tipologie di eventi (presentazioni di cataloghi, concerti, inaugurazioni, performances teatrali ecc.). All’interno è stata inoltre predisposta una sala video per la proiezione di mostre appositamente dedicate a questa nuova forma artistica.
29/09/2009