Titolo:
VII Cielo
Artista:
Santissimi
Tecnica:
LIGHTBOX - XXXaltro
Misure:
80 x 40
Categoria:
GigaWatt
Codice:
cod[5563]
Statement:
DESRIZIONE FORMALE DELL’OPERA: l’opera VII cielo racconta la relazione che intercorre tra mondo interno e mondo esterno, tra dentro e fuori, tra l’uomo e l’ambiente attraverso una composizione che prevede la manifestazione visibile di questo legame.
L’opera è composta da una camera chiusa, ambiente iperbarico, dai perimetri trasparenti che proteggono al suo interno la vita umana. Il corpo umano, sdraiato a terra, è il punto focale della composizione: il suo respiro, generato da un meccanismo di ventilazione che filtra l’aria dall’esterno per portare all’interno tutti i movimenti e i meccanismi della respirazione, sarà l’unione e la continuità tra vita interna e realtà esterna.
Si assiste quindi al ritmo polmonare come ad un passaggio in cui è la dilatazione dei muscoli a creare la stretta relazione tra le parti e a dare vita a quella compenetrazione tra gli elementi, visibile in tutto ciò che esiste.
DESCRIZIONE INFORMALE DELL’OPERA: L’opera VII cielo contempla uno stato di grazia in cui l’uomo e l’ambiente si congiungono al respiro di una realtà ancor più grande. Il rapporto tra interno ed esterno, tra la vita e il vivere, tra le stelle e il cielo si afferma indispensabile e congiunto, aperto alle forme cospiranti un mondo fatto di reciproche relazioni.
Sviluppata in un contesto circoscritto in un ambiente sterile e sterilizzato, come può essere una camera iperbarica, l’opera VII Cielo mostra, in fieri, il processo di scambio presente in ogni sfera del reale; chiamando a se gli organi dialettici del divenire, o meglio le forme costanti, continue e durevoli, del mutevole.
Rivela due realtà e due ambienti differenti, uno chiuso e protetto e l’altro infinito e preda degli eventi, entrambi uniti dal corpo, questa volta umano, in cui transita, d’aria, il respiro a cui è data la vita. All’interno della camera iperbarica l’uomo giace a terra, vissuto dalla beatitudine di uno spazio finito e stabile che presto aprirà il varco ai paesaggi dialettici dell’atmosfera.
Dentro e fuori la mia vita.
È all’interno del corpo quindi che si manifestano le ragioni del transito, il campo in cui i poteri cadono abbattuti dalle logiche della relazione, è nel corpo che si accorda il percorso del respiro, che si sostiene il miracolo del pianto alla vita e dove si manifestano le gesta di una realtà finalmente complice ed unitaria.
Dentro e fuori la mia vita.
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