Voto:
Titolo: Un segno nel foro di cesare, 2003
Nome: Claudio Abate
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: Alluminio
Misure: 120 x 150
Statement: "[...]Un Segno nel Foro di Cesare, suggerito dalla straordianria spirale di neon posizionata da Mario Merz tra i massi del foro, che si conclude con la serie numerica di Fibonacci. Un'opera emblematica, che richiama l'energia della natura che si impadronisce della antiche rovine, e l'inarresatbile circolarità dell tempo.[...]" Ludovico Pratesi
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Oracolo
Nome: Roberto Baldazzini
Categoria: TeraWatt
Tecnica: Computer generated graphic
Supporto: Cartoncino
Misure: 24 x 34
Galleria di riferimento : Galleria Art&Comics
Statement: L'arte è la mia espressione di vita e la comunicazione il mio obbiettivo, per questo vivo una dimensione energetica in continuo mutamento. Da anni sono proiettato nella costruzione del nostro futuro, nel rispetto armonico della condizione umana.
Sintesi Curriculum: Immagine-eros-sensualità-amore sono le coordinate che caratterizzano l’immaginario di questo autore. Considerato uno dei maestri del fumetto erotico mondiale grazie ai suoi personaggi femminili più sensuali e glamour apparsi sulla rivista Blue: Ginger & Rogers, Angela per la saga di Casa Howhard, Chiara Rosenberg con i testi di Celestino Pes, Aura e Beba. Nel 1982 pubblica la sua prima storia a fumetti come professionista sulla rivista Orient Express. Da qui attiva una serie di collaborazioni: con lo sceneggiatore D. Brolli, per la creazione del personaggio di Alan Hassad, con L. Canossa per Stella Noris. Con Granata Press pubblica i libri Ombre d’amore e 31-12-1999, Jim, raccontato da P. Cacucci, Fixtown e Streghe & Santarelline. A seguire, per Kappa Edizioni, Sweet Susy, con la sceneggiatura di E. La Spisa e Ines la ragazza pneumatica con i testi di C. Pes, le ristampe di Stella Noris e Trans-Est con la sceneggiatura di D.Brolli. Presso la Mondo Bizzarro Gallery di Roma ha allestito diverse mostre personali. Come disegnatore pubblicitario ha realizzato campagne per ERG, AXE, Salvarani e TIM.
Fumettista, pittore, illustratore, fotografo, saggista, Baldazzini è un artista che continua ad esprimere la propria creatività in ambiti diversi, portando in essi lo spirito innovativo del proprio stile personale.
I suoi libri sono pubblicati in tutto il mondo.
Voto:
Titolo: Viaggio nel giardino delle energie positive
Nome: Gianfranco Baruchello
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: carta Hani su tela
Misure: 170 x 150
Statement: Trovare energie positive nelle cose e negli eventi.
Trovare energie positive nelle IMMAGINI delle cose e degli eventi.
Energie in perpetua ricarica che interagiscono sul piano immaginativo e su quello del sentimento/idea.
Qui il giardino-ambiente assume la dimensione di uno spazio dove il divenire, il caso, il desiderio, l’eros suggeriscono un itinerario estetico-vitale che ognuno, a suo modo, può percorrere attingendo forze reali dalle orme della materia vivente.
Il risultato di questo VIAGGIO è il variare in positivo di una nuova intelligenza del possibile.
Questo invito al viaggio non finisce mai.
BARUCHELLO, 2009
Sintesi Curriculum: GIANFRANCO BARUCHELLO (Livorno, 1924)
Al 1959 risalgono gli inizi della sua ricerca tra Italia, Stati Uniti, Francia: i quadri Altre tracce (tele bianche attraversate da linee casuali di vernice nera) e una serie di oggetti realizzati con materiali trovati (tra i quali i Cimiteri d’opinione: assemblaggi di giornali e libri). Dipinge dal 1962 grandi tele, in cui mette a punto un primo vocabolario di immagini (entità ostile, energia errore, quando percettivo, etc.): superfici bianche, attraversate da poche tracce o forme vaghe, da segni realizzati a tampone con il colore minio. Nel 1962 espone per la prima volta a New York nella collettiva The New Realists (Sydney Janis Gallery). Nel 1963 espone a Roma alla galleria La Tartaruga (testi in catalogo di A. Jouffroy e M. Bonicatti), e nel 1964 alla galleria Cordier & Ekstrom di New York. In occasione della seconda personale presso la medesima galleria a New York, un testo di Italo Calvino viene pubblicato in catalogo.
Realizza in questi anni i primi plexiglass, quadri costituiti da vari strati di plexiglass sovrapposti a fondi di cartone o metallici. Del 1963 è il suo primo film dal titolo Il grado zero del paesaggio. Al 1964 risale anche l’inizio del lavoro per il film: Verifica incerta, (presentato tra il 1964 e il 1965 al Convegno del Gruppo 63 di Palermo, a Parigi, a New York), in collaborazione con A. Grifi, cui segue una serie numerosa di brevi film sperimentali (Norme per gli olocausti, Perforce, Costretto a scomparire, Per una giornata di malumore nazionale, Complemento di colpa, Non accaduto, tutti del 1968; Tre lettere a R. Roussel, 1970).
Dal 1965 fino alla metà degli anni Settanta collabora con la galleria Schwarz di Milano. Nel catalogo della mostra Uso e manutenzione (Edizioni Schwarz, 1965) il testo introduttivo è di Giorgio Manganelli. Nel catalogo della mostra del 1970, De consolatione picturae (Edizioni Schwarz), è pubblicata una conversazione tra U. Eco e Baruchello. Del 1967 è la personale a Parigi, Galleria Yvonne Lambert, accompagnata da un testo di Edoardo Sanguineti. Dal 1981 inizia la collaborazione con la Galleria Milano (Milano) di Carla Pellegrini. Tra il 1965 e il 1968 iniziano anche altre operazioni artistiche come la pubblicazione di libri (Mi viene in mente, Schwarz,1966; La quindicesima riga, Lerici, 1967; Avventure nell’armadio di plexiglass, Feltrinelli, 1968), la realizzazione di oggetti (“happening mentali”) come il Multipurpose Object (1966).
Al 1968 risale l’operazione Artiflex che progetta eventi, azioni, firmati con il nome collettivo di una società fittizia. Di questa operazione appare la documentazione in riviste (“Marcatrè”, Lerici, Milano) e in cataloghi degli stessi anni (Introduzione a Baruchello, con testi di T. Trini).
Ai primissimi anni Settanta risalgono i primi esperimenti con l’immagine elettronica-video. Inizia anche a realizzare oggetti-assemblaggi in forma di scatole-vetrina in cui sono accostati o montati elementi differenti, realizzati o trovati.
Dal 1973 va a vivere in campagna e inizia l’operazione Agricola Cornelia S.p.A., una società regolare che aveva “lo scopo sociale di coltivare la terra”. La società si proponeva la rivisitazione di miti, culture e tradizioni agricole e della zootecnia sotto l’aspetto dell’activity artistica. Al 1981 risale la mostra, Agricola Cornelia s.p.a., presso la Galleria Milano, che raccoglieva materiali, testi, fotografie relativi agli anni dell’operazione omonima (1973-81). Documentazione e racconto di questa operazione sono pubblicati nel libro How to imagine, New York 1984 (Ed. McPherson e poi Bantam Books).
Sempre dall’inizio degli anni Settanta lavora sul concetto di perdita di qualità (uso della fotocopia e della fotocopia della fotocopia). Da questa esperienza nasce il libro La Stazione del Conte Goluchowsky (1978). Dello stesso anno è il libro Sentito vivere (Edizioni Exit).
Al 1977 risale una serie di quadri sul tema di L’altra casa. E’ una considerazione dello spazio interno, dello spazio “femminile degli interni”. Nel 1979 le edizioni Galilée di Parigi pubblicano il libro di Baruchello L’altra casa (con prefazione di J.F. Lyotard). Il tema della casa torna poi nella riflessione sullo spazio- tappeto e sulla superficie-giardino. Sempre a Parigi nel 1980 inizia e conduce a termine la lavorazione di A partire dal dolce (libro di immagini e testi, in copia unica, e nastro-video di 22 ore circa di interviste a artisti, filosofi, critici, poeti tra i quali: P. Klossowski, F. Guattari, J.F. Lyotard, D. Cooper, A. Jouffroy, P. Virilio).
Nel 1985 esce il libro Why Duchamp (Ed. McPherson, New York).
Nel 1989 il libro Bellissimo il giardino (azione omonima al Festival di Spoleto) segna un punto d’arrivo della riflessione di Baruchello intorno al tema del giardino, (la realizzazione concreta di uno spazio-giardino). Dal 1992 l’operazione riguardante il giardino si estende ad una riflessione sul bosco (bonifica e riapertura di una strada etrusca), affiancata da disegni, pittura, video, libri. L’operazione sul bosco è documentata dalla mostra Le long de la route etrusque (Galleria Krief, Parigi) e dal libro con lo stesso titolo (Ed. Voix).
Del 1996 è il libro Sette video del 96 (Edizioni Masnata, Genova) in cui sono presenti testi relativi ai video degli stessi anni.
Al 1997 risalgono tre grandi mostre antologiche (a cura di Carla Subrizi): Secondo Natura (Università di Viterbo), Mundus (Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Università “La Sapienza”, Roma; testo introduttivo, del libro edito in occasione della mostra, di Maurizio Calvesi) e Fuoricampo (Villa Mimbelli, Livorno).
Nel 1998 partecipa con O. Fahlstrom a Il giardino delle delizie, mostra allestita presso il Museion, Bolzano, (a cura di H. Martin) dove il loro lavoro dei due artisti viene affiancato a quello di Klee, Duchamp e Wols.
Al 1998 risale il libro Io sono un albero (Ed. Quaderni Innovazione, Agricoltura). Numerosi sono i video realizzati negli anni ’90. Tra il 1999 e il 2002 realizza i video: Quanto (1999), In su (2000), Colpi a vuoto e Fuoco (2002). Del 2000 è inoltre l’installazione Una luce marrone per Wittgenstein (Villa Medici, Roma, a cura di Carolyn Christov Bakarghiev e Hans Ulrik Obrist), del 2001 la mostra Milioni di colori nitidi (Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Università “La Sapienza”, Roma) mentre del gennaio 2002 è l’installazione-video In alto/In basso (Galleria Comunale, Cesena).
Recentemente ha pubblicato i libri: Spettacolo di niente (Edizioni Lithos, Roma 2002), Cosa guardano le statue (Danilo Montanari Edizioni, Bologna 2003); Tu dici il punto, la piega (Edizioni Fondazione Baruchello, Roma 2003). Dal 2004 collabora con la galleria Meert-Rihoux di Bruxelles.
Nel 2007 l’Auditorium Parco della Musica (Roma) gli dedica, in occasione del Festival di Filosofia, una grande mostra personale, a cura di Paolo Fabbri: Flussi, pieghe, pensieri in bocca (catalogo Skira).
Nel 2007 è presente nella edizione della selezione Ice Cream (Phaidon) presentato dalla Wrong Gallery.
Tra il 2006 e il 2007 realizza il film-inchiesta all’interno dei carceri del Lazio: Un altro giorno, un altro giorno, un altro giorno.
Nell’estate del 2008 partecipa alla mostra Fresco bosco, a cura di Achille Bonito Oliva, presso la Certosa di Padula con opere su tela e un video dal titolo Il bosco ha qualcosa da dire.
Nel novembre del 2008 un’antologia ha luogo presso la Galleria Milano con il titolo Vendita di sogni e altro.
Nel 2008-2009 partecipa alla mostra Italics (Palazzo Grassi, Venezia; Museum of Contemporary Art, Chicago) a cura di Francesco Bonami.
Del 2009 è un nuovo video sul tema della memoria (Ars memoriae).
Nel 1998 viene istituita la Fondazione Baruchello, con sede nella ex-casa-studio-archivio di Baruchello (via di S, Cornelia 695, Roma), in seguito alla donazione di immobili, opere e archivi, che si propone un’ampia attività sulla ricerca artistica contemporanea.
Opere di Baruchello si trovano nei principali Musei e Cine-Video teche di tutto il mondo.
La vasta bibliografia internazionale comprende libri, versi, saggi di filosofi, critici, scrittori e poeti.
La presenza su invito a convegni, seminari, tavole rotonde, dibattiti internazionali, lezioni universitarie e conferenze è attualmente parte importante della sua attività.
Baruchello vive a Roma e a Parigi.
Voto:
Titolo: Energiaeterna
Nome: Matteo Basilé
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: cprint su plexiglass
Misure: 300 x 150
Galleria di riferimento : Galleria PACK
Statement: EnergiaeTernA fa parte del lavoro che sto da due anni svolgendo in Asia dal titolo THISORIENTED. EnergiaeTernA è la materializzazione di un sogno, dove uomo e natura ritrovano un dialogo interrotto nell’era contemporanea. L’energia e la forza della natura ritornano i principali alleati per l’uomo del futuro per ridisegnare insieme ad essa la nuova mappa di un mondo civilizzato che comunica e cresce secondo natura.
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Toscana, 1965
Nome: Gianni Berengo gardin
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: carta fotografica
Misure: 100 x 100
Statement: L'armonia dell'equilibrio tra uomo e natura si esprime nell'ìimmagine di questo calmo paesaggio toscano.
È lo sguardo verso la natura, verso il mondo di Gianni Berengo Gardin, ricco di umanità ed empatia.
Una fonte d'ispirazione per tutti noi in cammino ancora con passi incerti, ma necessari, verso un futuro ecologicamente sostenibile.
Sintesi Curriculum: Gianni Berengo Gardin
Vive a Milano, Collabora con le principali testate della stampa illustrata italiana ed estera, ma si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri, pubblicando oltre 200 volumi fotografici. Ha tenuto circa 250 mostre personali in Italia e all’estero, e le sue immagini fanno parte delle collezioni di diversi musei e fondazioni culturali internazionali, quali il Moma di New York, la Bibliothéque Nazionale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Musèe de l’Elysée di Losanna. Tra i premi ricevuti si segnalano il World Press Photo nel 1963, il Premio Scanno nel 1981, il Premio Brassai nel 1990, il Leica Oskard Barnack Award nel 1995 e nel 2008 a New York il prestigioso Lucie Award alla carriera. Nel 2009 gli è stata conferita la laurea Honoris Causa dall’Università degli studi Milano.
Ha collaborato a lungo con il Touring Club Italiano, per il quale ha realizzato una serie di volumi sull’Italia e sui Paesi europei, e con l’Istituto Geografico De Agostani. Lavora assiduamente con l’industria (Olivetti, Alfa Romeo, Fiat, IBM, Italsider, Procter&Gamble, ecc.) realizzando reportage e monografie aziendali
Il suo archivio contiene circa un milione di fotografie soprattutto in bianco e nero, che spaziano dal reportage umanista alla descrizione ambientale, dall’indagine sociale alla foto industriale, dall’architettura al paesaggio. Una sezione dedicata alle foto da collazionismo
È rappresentato in Italia e all’estero da Contrasto (www.contrasto.it).
Voto:
Titolo: Màgmata
Nome: Antonio Biasiucci
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: pittura
Misure: 89 x 89
Statement: L’intera mia ricerca (le installazioni e il volume che da essa sono scaturiti) ha la presunzione di voler restituire un’esperienza che nasce dal confronto con il vulcano e con il mistero della creazione che esso contiene, senza seguire mai una narrazione ben precisa (e quale racconto sarebbe attribuibile al vulcano), cambiando di volta in volta il modo di avvicinare i soggetti (come se volessi provarli tutti) e considerando i differenti punti di vista delle riprese fotografiche (dal basso, dall’alto, di lato: ma qual è il punto di vista per osservare un vulcano?).
Il quadrittico che ho prodotto specificamente per il Premio Terna rispetta questi presupposti evidenziando i continui passaggi dal solido al liquido, accentuando un senso di smarrimento già evidenziato dalla continua e assoluta assenza di esseri viventi e da ipotetici riferimenti che permettano di capirne la scala: che cosa è vicino, che cosa è lontano, quali dimensioni hanno i luoghi.
Nonostante esistano molte differenze legate ai fenomeni eruttivi che determinano le diverse morfologie dei vulcani (l’Etna ha una attività più che altro effusiva, lo Stromboli esplosiva, i Campi Flegrei sono interessati dal fenomeno del bradisismo e via di seguito), ciò che mi interessa è proprio la metafora che il vulcano esprime: rappresenta la zona primaria, è la zona per eccellenza, dove distinguo il fondamentale dall’effimero: “Ci si reca nella zona per incontrare l’ignoto e la scoperta di ciò che dentro di sé è più importante (Andrej Tarkowskij)”.
Sintesi Curriculum: Antonio Biasiucci nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. I suoi primi interessi vanno alla fotografia antropologica e al mondo contadino campano, al quale dedica numerose ricerche. Si trasferisce a Napoli nel 1980 dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane. Nel 1984 inizia a collaborare con l'Osservatorio Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro di documentazione sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Nel 1992 vince ad Arles il premio "European Kodak Panorama". Fin dagli inizi della sua attività, lavora a una ricerca che si radica nei temi della cultura del sud e dell'Italia e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell'esistenza e della memoria personale.
Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni tra cui: MAXXI di Roma, Centre Méditerranéen de la Photographie, Bibliothèque Nationale di Parigi, Departamento de documentaciòn de la cultura audiovisual di Puebla, in Messico, Centre de la Phothographie di Ginevra, Château d'Eau di Tolosa, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, Fondazione Banca del Gottardo di Lugano, Musée de l'Elysée di Losanna, Galleria Civica di Modena, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l'Arte Contemporanea di Guarene (Cn) e Galerie Freihausgasse di Villach, Austria, Calcografia di Stato, Roma, PAN-Palazzo delle Arti, Napoli, Collezione Banca Unicredit.
Ha ottenuto importanti riconoscimenti: gli ultimi per il volume Res: Lo stato delle cose, pubblicato nel 2004 sono il Kraszna-Krausz Photography Book Awards vinto a Londra nel marzo 2005 e il premio Bastianelli vinto a Roma nell’aprile 2005.
Esposizioni personali
1983 Milano, Centro San Fedele, “Fotografie”
1985 Napoli, Museo Pignatelli, “Dove non è mai sera”
Chiasso, Fotografia Oltre, “Spazi Umani”
Milano, Galleria Cenobio Visualità, “Dove non è mai sera”
1986 Lyon, Galerie Vrais Rêves, “Dove non è mai sera”
Quimper, Maison du Département, “Dove non è mai sera”
1987 Milano , Galleria IF, “Spazi Umani”
Benevento, Museo del Sannio, “Fotografie”
1988 Bari, Galleria Spazio Immagine, “Spazi Umani”
1989 Carcassonne, Salle du Dôme, “Dove non è mai sera”
Napoli, Studio Scalise, “Vapori”
Genève, Centre de la Photographie, “Vapori”
1991 Milano , Galleria Il Diaframma, “Soli Vesuviani”
Napoli, Castel dell’Ovo, “Vulcani”
1992 Catania, Centro Voltaire, “Stazioni”
Napoli, Centre Culturel Français, “Stazioni”
1993 Nantes, Le Temple du Got, “Vacche”
Napoli, Studio Morra, “Vacche”
Nice, Galerie du Château, “Vacche”
1994 Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, “Il filo di Arianna”
Roma, Acta International, “Vicoli”
Palermo, Galleria Sellerio, “Cenere”
1995 Lausanne, Musée de l’Elisée, “Corpus”
Lyon, Galerie Vrais Rêves, “Corpus”
Rennes, Le Triangle, “Corpus”
Napoli, Istituto Suor Orsola Benincasa, “Corpus”
Modena, Foro Boario, “Corpus”
Roma, AAM, “Promenade napoletana”
1996 Firenze, Fondazione Marangoni, “Corpus”
Urbino, Teatro Sanzio, “Corpus”
Paris, Mois de la Photo-Istituto Italiano di Cultura, “Vulcani”
1997 Touloune, Mulin Ardesian, “Corpus”
Roma, Galleria Minima Peliti, “Matruna”
Roma, Carlo Virgilio, “Matruna”
Roma, Magazzini d’Arte Contemporanea, “Matruna”
Napoli, Galleria Scognamiglio & Teano, “Polittici”
Toulouse, Galerie du Château d’Eau, “Corpus”
1998 Aosta, Maison de la Photographie, “Corpus”
Aubenas, Château d'Aubenas, “Corpus”
Paris, Cité des Sciences, “Magma”
1999 Villach, Galerie Freihausgasse, “Magma”
New York, Frau Gallery, “Magma”
Napoli, Museo Archeologico Nazionale, “Magma”
Napoli, Teatro Mercadante: interpretazione del Corpo di Ballo del San Carlo, “Magma”
Bastia, Centre Mediterranéen de la Photographie, “La Corse et ses origines”
2000 Roma, Palazzo delle Esposizioni, “Magma”
Roma, Teatro India, “Vacche”
2001 Milano, Cecé Casile corniciaio, “Corpus”
Trieste, Arte 3, “Magma”
Roma, Magazzino d’Arte Moderna, “Magma”
2001 Napoli, Castel dell’Ovo, “Vacche”, “Matruna”
2005 Arles, Rencontres Internationales de la Photografie, “Vacche”
2004 Lugano, Fondazione Banca del Gottardo, “Res”
2005 Milano, Fotografia Italiana, “Due fotografi di terra: Biasiucci-Giacomelli”
2006 Napoli, Pan, “Res”
2006 Genova, Museo S. Agostino, “Magma”
2007 Roma, Museo dell’Ara Pacis, “Ex Voto”
2007 Rapallo, Antico Castello sul Mare, “Christi”
2007 Parigi, Museo de la Villette, “Vacche”
2008 Napoli, Madre, Napolincroce,
2009 Reggio Emilia, Musei Civici, “Ex Voto”
2009 Parigi, Istituto Italiano Cultura, “Figures rituelles”
Esposizioni collettive
1983 Napoli, Castel dell’Ovo, “Campania felix”
1984 London, Barbican Arts Center, “Collettiva”
Bari, Expo Arte, “Collettiva”
1985 Milano, Sicof, “Dove non è mai sera”
1986 Puebla, Universidad de Puebla “Fotografia Italiana”
1988 Pescara, Università Gabriele D’Annunzio, “Dannunziana”
Grecolimano, European Photography, “Collettiva”
Marseille, Musée Cantini, “Manaba”
Paris, FNAC, “50 photographes à Grecolimano”
Narni, Ex Pretura, “Per un Museo”
1989 Athinai, International Month of Photography, “Orizzonti del quotidiano”
Bologna, Galleria d’Arte Moderna, “Orizzonti del quotidiano”
1991 Braga, International Month of Photography, “Orizzonti del quotidiano”
Genève, Saint-Gervais Genève Mjc, “Vach’images”
Cannes , Musée de la Mer, “La femme et la Méditerranée”
Almeria, Galleria Almediterranée, “La femme et la Méditerranée”
1992 Paris, Contrejour, “La femme et la Méditerranée”
Milano, Refettorio delle Stelline, “Lo spessore dello spazio”
Torino, Libreria Agorà, “Petit Tour”
Arles, Rencontres Internationales de la Photografie
1993 Milano, Eos Arte Contemporanea, “Direzioni”
Milano, Museo della Permanente, “European Kodak Panorama”
Roma, Centre Culturel Français, “Paesaggio italiano”
Sondrio, Palazzo Sertoli, “Direzioni”
Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, “Immagini italiane”
Rovereto, Palazzo Alberti, “Fotografia oggi”
Napoli, Villa Pignatelli, “Immagini Italiane”
Lausanne, Musée de l’Elisée, “Fotografia italiana”
1994 New York, The Murray and Isabella, Rayburn Foundation, “Immagini Italiane”
Milano, Palazzo dell’Arte, “5 Viste su Milano”
Lugano, Galleria Gottardo, “84-94”
Genève, Centre de la Photografie, “84-94”
Helsinki, Finlands Fotografiska Museum, “Italia Fotografia Contemporanea”
Leverkusen, Erholungshaus Bayer, “Comme dans un miroir”
1995 Carpi, Castello del Pio, “20 fotografi italiani”
Aachen, Ludwig Museum fur Moderne Kunst, “Comme dans un miroir”
Frankfurt, Jahrhunderthalle, Hoechst , “Comme dans un miroir”
Lausanne, Musée de l’Elisée, “Comme dans un miroir”
Milano, Palazzo dell’Arengario, “Dixie”
Venezia, Biennale di Venezia, pad. Italia, “L’io e io suo doppio”
Aosta, Forte di Bard, “L’io e io suo doppio”
Milano, Castello Sforzesco, “L’io e io suo doppio”
Lausanne, Musée de l’Elisée, “Comme dans un Miroir”
Spilimbergo, Villa Savorgnani, “12 fotografi per Pasolini”
1996 Firenze, Forte di Belvedere, “L’io e il suo doppio”
Napoli, Istituto Suor Orsola Benincasa, “Laboratori di Antonio Neiwiller”
Arles, Musée du Reattu, “Estnal 96 Hot”
Las Palmas, CAAM de Gran Canaria, “Corona Rosa. Sobre el volcan”
Toulouse, Château d’Eau, “D’une main... l’autre”
New York, The Landon Gallery, “Italian Portfolio”
1997 Paris, Espace Photographique, “Visions Italienne”
Lugano, Galleria Gottardo, “Il San Gottardo come cuore”
Bastia, Centre Culturel Una volta, “Collettiva”
1998 Lugano, Galleria Gottardo, “Pagine di fotografia italiana”
Torino, Galleria Weber, “Panta, 16 racconti più uno per immagini”
Firenze, Galleria degli Uffizi, “Paesaggi italiani-Fotografia dell’Italia contemporanea”
Modena, Palazzo Santa Margherita, “1968-1998. Foto e arte in Italia”
1999 Linz, Museum der Stadt, “La raccolta fotografica della galleria Civica di modena”
Taormina, Ex chiesa del Carmine, “Da Guarene all’Etna”
Modena, Galleria Civica, “Da Guarene all’Etna”
2000 Napoli, Piazza del Plebescito, “Bandiere di maggio”
Montpellier, La Biennale photographique de Montpellier, “Terre Ciel Mer”
Halle (Saale), Stadtmuseum Halle, “Itinerario Pasoliniano”
Berna, Schweizerisches Alpines Museum, “Il San Gottardo”
Napoli, Installazione Centro Storico Napoli, “Figli di Nerone”
Weimar, Stadtmuseum Weimar, “Napoli/Weimar 2000”
2001 Napoli, Casina Pompeiana, “In riva al mare mai stanco” Odissea Berlino Napoli
Bologna, Arte e Arte Fotografia, “Paesaggi”
Torino, Palazzo Bricherasio, “IX Biennale Internazionale di Fotografia”
Hoden, Centro Comunale di Cultura, “100 scatti per il 2000”
2002 Venezia, Padiglione Italia, “Da Guarene all’Etna 2002”
Napoli, Castel Sant’Elmo, “Napoli anno zero qui e ora”
Milano, Refettorio delle Stelline, “Quotidiano al femminile”
2003 Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, “Quotidiano al femminile”
Roma, Calcografia di Stato, “Le collezioni”
Moden a, Pal. Santa Margherita, “L’idea di paesaggio nella fotografia
italiana dal 1850 a oggi”
2004 Napoli, Chiesa di S. Severo al Pendino, “Quotidiano al femminile”
Roma, Scuderie del Quirinale, “Italia-Doppie Visioni”
2006 Milano, Palazzo Reale, “Italia-Doppie Visioni”
Roma, Palazzo dei Trevi “ I giardini del ricordo”
Venezia, Palazzo Venier dei Leoni, Peggy Guggenheim collection, “Il diaframma di Lanfranco Colombo. I maestri della fotografia”
2005 Roma, Auditorium Conciliazione, “Dieci artisti della Galleria Fotografia Italiana” Parigi, MEP Maison Europeenne de la Photographie, “Un été italien, une histoire privée”
Bari, Pinacoteca Provinciale, “ Mediterranea”
Munchen, HVB Kunst Palais “New landscapes- Italienische
Shanghai, Moca ù Museum of Contemporary Art “Italy made in art : now”
Tolouse, Galerie Municipale “Images d’un territoire”
Saint Forent, “10 ans de commandes photographiques au Centre mediterranèen de la Photographie
2007 Parigi, MEP Maison europeenne de la Photographie, “Italis- Doubles vision”
2009 Guarene, Fondazione Re Rebaudengo, “10 anni di fotografia italiana”
Pubblicazioni
“Dove non è mai sera” Mazzotta Editore, Milano, 1984, testi di: G. Alario, C. de Seta, A. Colombo.
“Cenere” , L’Alfabeto Urbano, Napoli, 1988, testi di: G. Luongo.
“Vapori”, Cuen/L’Alfabeto Urbano, Napoli, 1989, testi di: C. Accetta, P. Esposito, A. Neiwiller, O. Zevola.
“Stazioni”, Electa Napoli, Napoli, 1991, testi di: F. Ramondino, R. Valtorta.
“Il filo di Arianna”, Electa Napoli, Napoli, 1993, testi di: C. Cajati, disegni: G. Ricci.
“Corpus”, Art &, Udine, 1995, testi di: C.H. Favrod, G. Fofi.
“Magma”, Federico Motta, Milano, 1998, Actes Sud Arles, testi di C. Caujolle, G. Luongo, Giorgio Conti.
“Vacche”, Contrasto, Roma, 2000, testi di: G. Fofi, A. Neiwiller.
“Res”, Contrasto, Roma, 2004, testi di: Giuseppe Montesano, Luca Patocchi.
“Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci Due fotografi di terra, Edizioni Fotografia Italiana, Milano, 2005, testi di: Silvana Turzio.
“Ex voto” Peliti Associati 2007, Roma
Documentari
Nero di Pappi Corsicato, RaiSat International, 40 min., 2001.
Camera segreta di Lavinia Longo, Sky Tv, 15 min., 2005.
Voto:
Titolo: Piccolo albero
Nome: Andrea Branzi
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: Alluminio e legno betulla
Misure: 180 x 80
Galleria di riferimento : Design Gallery Milano
Statement: Integrazione tra natura e tecnica
Sintesi Curriculum: Andrea Branzi, architetto e designer, nato a Firenze nel 1938, dove si è laureato nel 1966, vive e lavora a Milano dal 1973.
Dal 1964 al 1974 ha fatto parte del gruppo Archizoom Associati, primo gruppo di avanguardia noto in campo internazionale, i cui progetti sono oggi conservati presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma; la sua tesi di laurea e numerosi progetti sono conservati presso il Centro Georges Pompidou di Parigi.
Co-fondatore di Domus Academy, prima scuola internazionale post-laurea di design.
Autore di numerosi libri sulla storia e la teoria del design, ha curato numerose mostre di questo settore in Italia e all’estero.
Curatore scientifico del Museo del Design della Triennale di Milano, è Professore Ordinario alla Facoltà di Design al Politecnico di Milano.
Voto:
Titolo: Multibatterie
Nome: Brigataes
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: lightbox
Misure: 140 x 80
Statement: Questo lavoro è bello come l’incontro fortuito sopra una tavola di Zurbaràn tra un'opera di Beuys e la nuca della Brigataes.
Sull'ossessione barocca per la still-life s'innesta l'idea beuysiana della natura come primaria fonte energetica. Energia c'è anche nella testa creativa. Arte e natura sono le batterie che alimentano l'essere determinandone il divenire.
Sintesi Curriculum: La brigataes nasce nel 1992.
solo show
2009 napoli,museo madre
2007 torino,velan
2005 napoli,maschio angioino
2004 napoli,changing role
2002 ferrrara, palazzo massari padiglione d'arte contemporanea
2001 piacenza,placentia arte
2000 piacenza,placentia arte
milano,viafarini
bologna,galleria neon
torino,luigi franco arte contemporanea
1999 piacenza,placentia arte
1998 piacenza,placentia arte
cusano milanino,care of
1997 bologna,galleria neon
group show
2009 venezia,spazio thetis arsenale novissimo “is it possible?” evento della 53a biennale venezia
2008 bologna,chiostro santa cristina “videoart yearbook 2008”
2006 trieste,teatro miela “catodica”
bologna,galleria d’accursio “media.06”
milano,careof “on air”
2005 bologna,hotel sofitel/bologna flash art show "amici miei"
2004 trieste,museo della guerra per la pace "troubled times"
torino,centre culturel francais "video dia loghi"
roma,macro "on air"
monfalcone,galleria d'arte moderna "on air:video in onda dall'italia"
roma,museo laboratorio universita' la sapienza "interventi urbani"
2003 brescia,fondazione ambrosetti "il possibile dal punto zero"
venezia,galleria a+a "artisti duecento italiani giovani"
roma,museo laboratorio università la sapienza "m-multimedia"
2002 codogno,palazzo soave "last minute"
torino,amantes "m-multimedia 2"
merano,merano arte "biennale d'arte postmediale eueurovision"
tokyo,videoart center "video generation from europe & japan "
2001 brescia,palazzo bonoris "la macchina pulsante"
buenos aires,museo d'arte moderna "homo ludens"
torino,san pietro in vincoli "video.it"
2000 trevi,trevi flash art museum "ironic"
1999 piacenza,ex chiesa di san fermo "biografia"
biella,cittadellarte "p.s.1 italian selection"
milano, ciocca arte contemporanea "homage outrage"
san gimignano, galleria continua "fuori dalle righe"
cusano milanino,care of "retrospettiva video"
torino,san pietro in vincoli "video.it"
siena,palazzo delle papesse "forward italia/passaggi invisibili"
tirana,galleria nazionale "onufri"
1998 pescara,mercato ortofrutticolo "fuori uso"
roma,villa medici "a to z"
milano,ciocca arte contemporanea "rock around the clock"
roma,palazzo delle esposizioni "la coscienza luccicante"
1997 codogno,palazzo soave "arte x tutti"
trevi,trevi flash art museum "aperto italia'97"
bologna,galleria d'arte moderna "du du du du duchamp"
1996 bologna,galleria neon "doppia visione"
1995 napoli,veravitagioia "storie"
parigi,istituto italiano di cultura "arte video tv"
bologna,palazzo sanguinetti "arte video tv"
Voto:
Titolo: Portatori di storie
Pseudonimo: Studio Azzurro
Nome: Fabio Cirifino
Categoria: TeraWatt
Tecnica: Computer generated graphic
Supporto: video
Misure: 300 x 300
Statement: La smisurata diffusione di sistemi comunicativi ha generato in quest’epoca un’inedita possibilità di contatto tra le persone. Allo stesso tempo, però, ci si rende conto che ad un crescente potenzialità di connessione corrisponde una diminuita capacità di relazione.
Le opere presentate nel progetto “Portatori di storie” intendono rovesciare questa dinamica e propongono di rivalutare un’attitudine più umana sintetizzata nel semplice gesto di fermare una persona e stabilire con essa uno scambio diretto, intenso ed emozionale. Due sono le caratteristiche principali del progetto: la prima è l’utilizzo di un linguaggio tecnologico che ha rivoluzionato i comportamenti e gli immaginari della società. La seconda è l’immersione nel territorio. È un modo per “immergere le mani nella terra” uscendo dai laboratori asettici del pensiero, per confrontarsi con i luoghi, le persone, gli imprevisti del lavoro sul campo, ma anche con le storie e la storia, la memoria e le speranze. In questo progetto tecnologia, nuova frontiera della comunicazione del futuro, e territorio, legato strettamente all’ambiente in cui viviamo, tornano ad incrociarsi divenendo due poli ineludibili del nostro percorso artistico attuale.
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Community garden
Nome: Giacomo Costa
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: Lambda print mounted on plexiglas
Misure: 120 x 300
Statement: Una teoria scientifica sostiene che dopo 15 anni dall'estinzione dell'uomo, la natura si impossesserebbe nuovamente di ogni spazio cancellando ogni traccia della presenza del genere umano.
Una natura vendicativa e tossica, violentata e mortificata riconquisterà il suo ruolo a discapito di un'umanità scellerata che ha segnato il suo tempo perseguendo un modello di sviluppo non sostenibile.
Sintesi Curriculum: Giacomo Costa è nato nel 1970 a Firenze dove vive e lavora.
Ha partecipato alla XIII Quadriennale di Roma (1999) e alla VIII Biennale della Fotografia (1999) di Torino ed ha tenuto personali da Photology a Londra (1999), alla Arthur Roger Gallery di New Orleans (1999) ed alla Laurence Miller Gallery a New York (2000). É stato anche invitato ad esporre al Contemporary Art Center of New Orleans in occasione della mostra "Photography Now" (2001) ed alla Anteprima della XIV Quadriennale a Torino (2004). Nel 2002 ha tenuto una personale presso Sergio Tossi Arte Contemporanea (Firenze) e nel 2003 presso Guidi&Schoen a Genova . Nel 2005 al suo lavoro sono state dedicate due mostre, una dal Quarter-Centro Produzione Arte di Firenze a cura di Sergio Risaliti e Pietro Gaglianò ed una presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Ciampino (Roma).
Nel 2006 ha preso parte alla X Biennale di Venezia di Architettura.
Nell’ottobre dello stesso anno una sua opera è stata esposta al Centre Pompidou di Parigi in occasione della mostra Le Peintres de la vie moderne entrando a far parte della collezione permanente del museo. Nel novembre 2006 ha presentato la sua nuova serie di lavori Atti metropolitani in due personali alla Galleria Guidi&Schoen di Genova ed alla Galerie Clairefontaine in Lussemburgo.
Nel Settembre del 2007 il suo lavoro è stato esposto presso Phillips De Pury a New York in occasione della mostra C-Photo Exhibition.
Tra il 2007 ed i primi mesi del 2008 la rinnovata visibilità internazionale del suo lavoro a portato alla pubblicazione di una serie di servizi monografici dedicatigli su alcune delle più importanti riviste di fotografia internazionali , tra le quali C-Photo Magazine (Gb), Photò (F), Foto Magazin (D), Frame (O), DIgital Photo (Ru), POL Oxygen (Aus), Silver Shotz (Gb).
Nell’aprile del 2009 l’editore Damiani ha pubblicato una monografía che ripercorre il suo lavoro dal 1996 ad oggi, con una prefazione di Sir Norman Foster ed un testo critico di Luca Beatrice.
Nel Giugno del 2009 ha rappresentato l’Italia alla 53° edizione Della Biennale d’Arte di Venezia. Nel novembre dello stesso anno gli sono state dedicate due personali dal FotoArtFestival di Bielska in Polonia e dal Lucca Digital Photo Fest.
Durante gli anni il suo lavoro è stato esposto in alcune delle più importante fiere d’arte internazionali, tra le quali, Art Basel (Ch), Art Cologne (D), Arco Madrid (Es), Paris Photo (Fr), FIAC (Fr), Art Moscow (Ru), Art Chicago (Usa), Artefiera (It).
Voto:
Titolo: Daguerre, dalla serie “ritratti di luce” 2009
Nome: Mario Cresci
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: carta cotone Hannemhule
Misure: 105 x 168
Statement: Tra le motivazioni scritte relative al tema del Premio, in rapporto a: Energia : Umanità, ho colto questa parte di testo : “Infinite sono le forme di energia create dall’uomo” che mi ha permesso di riflettere sul tipo di costruzione dell’opera da presentare. Ho cercato di tenere presente anche l’insieme delle motivazioni del bando e infine ho pensato alla forma espressiva della fotografia che uso, sin dalla fine degli anni Sessanta, come un “pretesto” linguistico disgiunto dal concetto di veridicità del reale.
Nel rapporto tra arte e fotografia ho sempre cercato di ampliare il mio campo d’artista come fonte privilegiata di esperienza verificabile in un mondo che si è esteso nei media e nelle sue protesi meccaniche, elettroniche e virtuali fino a perdere la coscienza di sé.
In questi ultimi anni, a fronte di questo scenario che ha visto un progressivo sviluppo di un mondo apparentemente più vicino e percorribile a livello virtuale, il mezzo fotografico si è profondamente trasformato passando dal suo primigenio processo foto-chimico a quello tecnologico e informatico del sistema numerico digitale.
Le nuove tecnologie hanno in realtà influito, sia nella produzione delle immagini, sia nella ricerca di senso tra lo stato dell’arte e quello della fotografia da parte degli artisti e dei fotografi.
In questo modo stanno finalmente scomparendo le ultime forme di separatezza teorica tra il mondo delle immagini “fotografiche” e quello della produzione artistica condotta dalle ultime generazioni di artisti-fotografi.
L’opera fotografica qui allegata per il Premio Terna è stata realizzata per l’occasione ed è la prima di una serie di circa quaranta “ritratti di luce” che rappresentano i volti di coloro, che sin dalle origini della fotografia, hanno segnato e segnano ancora oggi la storia della fotografia e dell’arte dalla metà dell’Ottocento ad oggi.
Dai volti di Niepce, Daguerre, Talbot, a quelli di Stieglitz, Man Ray, Duchamp, Reiner, Bernd e Hilla Becher, Gilbert & Gorge, Giacomelli, Ghirri, Vaccari, Pistoletto, Kosuth, Rousse, Dibbets, Serrano, Orozco, sino a quelli di Muniz, Demand, Sugimoto, Ruff, Sherman, Eliasson…
Ritratto di Daguerre
Stampa b.n. inkjet inchiostri al carbone su carta cotone Hannemhule 310 gr. fine-art
Sintesi Curriculum: Mario Cresci, Chiavari (Ge) 1942,
dalla fine degli anni Sessanta ha sviluppato un complesso corpo di lavoro che varia dal disegno, alla fotografia, all’installazione. Il suo lavoro si è sempre rivolto ad una continua investigazione sulla natura del linguaggio visivo usando il mezzo fotografico come pretesto opposto al concetto di veridicità del reale.
Autore, tra i primi in Italia della sua generazione, di un’opera eclettica all’interno della ricerca fotografica in cui le analisi della percezione visiva e della forma del pensiero fenomenico acquisite al Corso superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano negli anni Settanta con l’esperienza diretta del lavoro sul campo in ambito etnico e antropologico delle regioni del Mezzogiorno italiano. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all’insegnamento come attività di esperienza creativa condivisa con gli altri e intesa come parte integrante del suo lavoro d’autore nella convinzione che l’opera d’arte può consistere in un dispositivo formale che genera relazioni tra le persone o nascere da un processo sociale.
Nel 1969 realizza la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria “Il Diaframma” di Milano esponendo, nel rapporto tra produzione e consumo, un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie anch’esse trasparenti intese come frammenti del consumismo di allora nel dualismo tra immagini della ricchezza e della povertà. Nel 1968 e nel 1969 tra Roma e Parigi collabora con la Galleria l’Attico ed entra in contatto con Pascali, Mattiacci, Patella e Kounellis, realizzando una serie di performance urbane con due nastri fotografici di contenuto sociale e aderenti all’idea del teatro di strada. Nel 1974 alcune sue fotografie sono acquisite dal Moma di New York. Dagli anni Novanta ad oggi, dopo aver diretto dal 1991 al 2000 l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e aver organizzato numerosi eventi culturali dedicati ai giovani artisti in collaborazione con Vittorio Fagone e la Gamec di Bergamo come: “Arte e Impresa”, “Clorofilla” e “Accademie in Europa”, riprende il suo lavoro d’autore su problematiche come: l’ appropriazione, lo slittamento di senso, variazioni, coincidenze e analogie in cui l’estetica della fotografia rifiuta la logica dello spettacolo, della ricerca del consenso per restituire un modo di sentire e di vedere il mondo come esperienza da condividere. Nel 2004 si è tenuta alla Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di Torino la sua prima mostra antologica, “Le case della Fotografia, 1966-2003” a cura di Piergiovanni Castagnoli.
Ha esposto in alcune e dizioni della Biennale di Venezia tra le quali “Muri di carta, fotografia e paesaggio dopo le avanguardie” nel 1993 a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Recentemente alcune sue opere sono entrate nella collezione di “Fotografia Italiana arte contemporanea” di Milano che lo rappresenta per l’Italia, in quella di Massimo Minini a Brescia, e in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
E’ docente all’Accademia di Brera, alla Nuova Accademia di Milano, all’Orientale di Napoli e al Politecnico del Design di Milano.
Voto:
Titolo: Costruzione a torre
Nome: Michele De lucchi
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: plexiglass
Misure: 100 x 150
Statement: Titolo dell’opera: “Costruzione a torre”
Fotografia: Michele De Lucchi, 2008
Sottotitolo: Modello-scultura di costruzione in legno da realizzarsi in scala per un’altezza di 32 metri e un ingombro in piano di 64 metri quadrati.
Testo esplicativo sul tema del premio Terna
Le torri e i campanili sono un elemento fondamentale del paesaggio italiano e la loro presenza identifica e valorizza: nuove tecnologie e antichi materiali permettono di costruire in totale sintonia con l’ambiente.
Sono un architetto e un designer abituato a lavorare con la tecnologia, costantemente in dialogo con le problematiche imprenditoriali. Da sempre ho avuto la necessità di accompagnare la professione con la mia attività più libera, realizzando sculture, dipinti e fotografie che hanno sempre ispirato il mio lavoro e anche, a volte, quello di miei colleghi e compagni di strada.
Negli anni recenti ho disegnato, scolpito e fotografato piccole architetture per la maggior parte in legno, che hanno permesso di definire una nuova proporzione che riequilibri l’umanità e l’ambiente futuro.
L’energia più vitale è quella intellettuale e culturale che porta l’uomo a ricercare la sua migliore condizione di vita.
Michele De Lucchi, 22 settembre 2009
Sintesi Curriculum: Michele De Lucchi
Michele De Lucchi è nato nel 1951 a Ferrara e si è laureato in architettura a Firenze. Negli anni dell'architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchymia e Memphis. Ha disegnato lampade ed elementi d'arredo per le più conosciute aziende italiane ed europee. E' stato responsabile del Design Olivetti dal 1992 al 2002 ed ha elaborato varie teorie personali sull'evoluzione dell'ambiente di lavoro. Ha sviluppato progetti sperimentali per Compaq Computers, Philips, Siemens, Vitra.
Ha progettato e ristrutturato edifici per uffici in Giappone per NTT, in Germania per Deutsche Bank, in Svizzera per Novartis e in Italia per Enel, Olivetti, Piaggio, Poste Italiane, Telecom Italia. Dal 1999 è stato incaricato della riqualificazione di alcune Centrali elettriche di Enel. Per Deutsche Bank, Deutsche Bundesbahn, Enel, Poste Italiane, Telecom Italia, Hera, Intesa Sanpaolo e altri Istituti italiani ed esteri ha collaborato all’evoluzione dell’immagine introducendo innovazione tecnica ed estetica negli ambienti di lavoro.
Ha curato molti allestimenti di mostre d'arte e design e progettato edifici e allestimenti espositivi per musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino. Il lavoro professionale è stato sempre accompagnato dalla ricerca personale sui temi del progetto, del disegno, della tecnologia e dell'artigianato.
Dal 2004 esegue sperimentazioni sulla forma architettonica realizzando nel suo laboratorio privato sculture in legno con la motosega: le Casette, a cui sono seguiti i Condomini, i Muri e le Strutture Eroiche, le Torri e i Grattacieli, non sono veri modelli di architetture possibili, ma ricerche concettuali realizzate combinando diverse essenze di legni, frammentandoli, segnandoli e tagliandoli con la motosega e con altre tecniche manuali, usate alla stregua di una matita o degli acquerelli sulla carta da disegno.
Nel 1990 ha creato Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito Michele De Lucchi disegna prodotti che vengono realizzati impiegando tecniche e mestieri artigianali.
Lo studio aMDL S.r.l. ha sede a Milano e Roma.
Nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un rilevante numero dei suoi lavori. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei d’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone. Numerosi i riconoscimenti internazionali.
Nel 2000 è stato insignito della onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi per meriti nel campo del design e dell'architettura. Nel 2001 è stato nominato Professore Ordinario per chiara fama presso la Facoltà di Design e Arti dell'Istituto Universitario di Architettura a Venezia. Nel 2006 ha ricevuto la Laurea ad Honorem dalla Kingston University, per il suo contributo alla “qualità della vita”. Dal 2008 è Professore Ordinario presso la Facoltà del Design al Politecnico di Milano e Accademico presso l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma.
Voto:
Titolo: Ri-impianto
Nome: Alberto Di fabio
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: carta fotografica
Misure: 100 x 100
Galleria di riferimento : Gallery
Statement: Ognuno di noi che vive nelle grandi città e ne subisce il crescente inquinamento e lo stress quotidiano che avverte la mancanza di spazi incontaminati, spazi per poter ritrovare il contatto con la natura, spazi da salvare dalle devastanti esigenze della società industriale. Io ho trovato il mio piccolo paradiso terrestre sull'isola di Ponza e proprio lì ho scoperto un'orrenda discarica di rifiuti a cielo aperto, ennesima traccia vergognosa del passaggio dell'uomo. Invece di dipingere cento tele e rappresentare l'armonia della natura, invece di pensare sempre alle mostre, a galleristi e collezionisti....
Ho sentito la necessità di intervenire in maniera più incisiva e diretta, dedicandomi ad una faticosa performance durata più di un anno. Piantare lungo il perimetro della discarica circa trecento piante di vario genere, con l'intento di un progressivo rimboschimento del territorio.
Così nasce il titolo di questa performance.
"Ri-impianto". Rimpiangendo il rispetto che l'uomo ha perduto, "Ri-Impianto" la natura stessa affinchè riconquisti la propria bellezza ed il proprio territorio.
La performance è rappresentata dalla proiezione di diapositive scattate da me e dalla capacità di attivarsi concretamente in difesa di un paesaggio incontaminato, con un po' di fatica e speranza. Avvertendo la possibilità concreta di ricreare un equilibrio, ormai perduto, tra uomo e natura.
Sintesi Curriculum: ALBERTO DI FABIO
Alberto Di Fabio è nato ad Avezzano, Italia - 1966
Vive e lavora tra Roma e New York
EDUCAZIONE
1980-1984 Liceo Artistico, Roma, Italia
1985 Accademia Incisione di Urbino, Urbino, Italia
1984-1988 Accademia delle Belle Arti, Roma, Italia
MOSTRE PERSONALI
2009
“Particella di Dio”
Edicola Notte Roma, Italia
2008
“Path of Light”
Steinle Contemporary, Monaco di Baviera, Germania
2007
“Vortices”
Gagosian Gallery, Londra, Regno Unito
“Insomnia”
Galleria Pack, Milano, Italia
“ Sinestesia”
Umberto Di Marino Arte Contemporanea, Napoli, Italia
2006
“blu”
Studio nmb, Torino, Italia
Armory Arte Contemporanea, Perugia, Italia
2005
“Modulazioni di memoria”
Galleria PACK, Milano, Italia
“Microcosmo”
Galerie Steinle, Monaco di Baviera, Germania
2004
Gagosian Gallery, Beverly Hills, Stati Uniti
“Tarotorino”
Studio nmb, Torino, Italia
“ri-impianto”
Umberto Di Marino Arte Contemporanea, Napoli, Italia
2003
Galleria d’Arte Cesare Manzo, Pescara, Italia
Galerie Vedovi, Bruxelles, Belgio
2002
Gagosian Gallery, Londra, Regno Unito
Briggs Robinson Gallery, New York, Stati Uniti
2001
Galerie Jan Wagner, Berlino, Germania
1999
T-19 Galerie für zeitgenössische Kunst, Vienna, Austria
Les Atelier de Courbevoie, Parigi, Francia
1998
Alexandre de Folin, New York, Stati Uniti
1997
Galleria S.A.L.E.S., Roma, Italia
“Erde, Ordnung und Chaos in der Nature – Environment”,
Magazin 4 Kunstverein, Bregenz, Austria
1996
P-Inc Studios, Londra, Regno Unito
Galerie Vedovi, Bruxelles , Belgio
Rupertinum, Salisburgo, Austria
1995
“5 Personali”,
Galleria Castellucio di Pienza, Siena, Italia
1994
“Il profilo insonne della terra”,
Studio Stefania Miscetti, Roma, Italia
MOSTRE COLLETTIVE
2009
“Books, Ephemeras, Manuscripts, Edition, Works on paper”
Galerie marie-Puck Broodthaers, Bruxelles, Belgio
“Italian calling”
Bonelli Lab. Arte Contemporanea, Mantova, Italia
“Ditalia Contemporanea 2009”
Pinacoteca Civica, Follonica, Grosseto, Italia
2008
“Premio Terna”, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia
“Anthology”, Otero Plassart, Los Angeles, USA
“Love Love Love”, Martos Gallery, New York, USA
“Experimenta”, Ministero degli affari esteri, Collezione Farnesina, Roma, Italia
“Big Bang”, Museo Carlo Bilotti, Roma, Italia
“XV Quadriennale d’Arte”,
Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia
“Spore Atomi Stelle”, Galleria L’attico, Roma Italia
“corpo sociale”
Galleria Pack, Milano italia
„Bateau IVRE“,
Cantina Icaro, Montepulciano, Siena, Italia
Galerie Marie-Puck Broodthaers, Bruxelles, Belgio
„Gravity“ Ernesto Esposito Collection“,
Museo Artium di Vittoria, Spagna
“pianeta terra”,
ARATRO archivio delle arti elettroniche, Campobasso, Italia
“Roma dalla citta proibita alla citta’ eterna”
Galleria Di Marino, Roma, Italia
2007
“punti di vista – sharing passion”,
Unicredit Private Banking, Napoli, Italia
“On the edge of vision”,
Victoria Memorial Hall, Calcutta, India
National Gallery of Modern Art, Nuova Deli, India
National Gallery of Modern Art, Mumbai, India
“From the vault”,
Galleria PACK, Milano, Italia
“My Land” ,
Sistema museale di San Miniato, Pisa, Italia
2006
“p.I.T.tura”,
STUDIOSEI Arte Contemporanea, Milano, Italia
“Capolavoro”,
Palazzo di primavera centro per l’arte contemporanea,Terni, Italia
“Mario Quesada- lo storico dell’arte e il poeta”,
Museo Boncompagni Ludovisi, Roma, Italia
“Motion on Paper”,
Ben Brown Fine Arts, Londra, Regno Unito
2005
“Regionevolmente”
Centro Fieristico, Viterbo, Italia
BIAB – Beijing International Art Biennale 2005, Pechino, Cina
“Napoli Presente”
PAN Palazzo delle Arti, Napoli, Italia
2004
“Padre Nostro”, XI Biennale d’Arte Sacra
Fondazione Stauros, San Gabriele, Isola del Gran Sasso, Italia
XXVI Premio di Arte Contemporanea
Enrico Mattei – Proloco, Civitella Roveto, Italia
2003
“Romaduemilatre”,
Galleria PACK, Milano, Italia
“Nel Corpo dell’immagine”,
XXXVI Premio Vasto, Musei Civici in Palazzo d’Avalos, Vasto, Italia
“Tra-monti”,
Notte Bianca, Roma, Italia
“Arte Italiana Per Il XXI Secolo”,
Palazzo del Ministero degli Affari Esteri, Roma, Italia
“Futuro Italiano”
The European Parliament, Bruxelles, Belgio
“Opera Provvisoria”
Collegio Cairoli, Università di Pavia, Pavia, Italia
“From Italy”,
Flash Art Museum, Trevi, Italia
“Anteprima Luoghi d’Affezione”
Accademia Belgica, Roma, Italia
“Luoghi d’Affezione”,
International Kunstzentrum Ostbelgien-Eupen, Bruxelles, Belgio
“Artisti di ‘Oggi e Domani’”
Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna, Pescara, Italia
XIV Esposizione Quadriennale d’Arte di Roma, Anteprima
Palazzo Reale di Napoli, Napoli, Italia
2002
“Contents”,
Briggs Robinson Gallery, New York, Stati Uniti
Earl McGrath Gallery, New York, Stati Uniti
“Fuoriuso 2002 – Ferrotel”
Ex Albergo Ferrovieri, Pescara, Italia
2001
“Peaks”,
Kagan Martos Gallery, New York, Stati Uniti
“Site Unseen”,
James Kelly Contemporary, Santa Fe, Stati Uniti
“Codice Mutante”,
XXVI Premio Avezzano, Exgranai, Torlonia, Avezzano, Italia
“Encuentros”, Edificio Nextel, Monterrey, Mexico
2000
“Rialto – Occupato”
Rialto Sant’ Ambrogio, Roma, Italia
“Pop sustainability”,
Gershwin Gallery, New York, Stati Uniti
“Tracce Spirituale XV Triennale di Arte Sacra”,
Castello Piccolomini, Celano, Italia
“Minding”, Le Garage, Genevra, Svizzera
“Anableps”,
Studio Stefania Miscetti, Roma, Italia
1999
“Face to Face”, New York, Stati Uniti
“Avant Bale”, Parigi, Francia
“Site Unseen”,
James Kelly Contemporary, Santa Fe, New Mexico
“Tomorrow…conceptual nostalgia”, Monterrey, Mexico
1998
“Sposamenti – Orizzonti – Salvezze”,
Romberg Gallery, Latina, Italia
“Lady D”,
Flash Art Museum, Trevi, Italia
1997
“Winter Group”,
Manapany Hotel Gallery, Isola di Saint-Barthélemy
“In che senso Italiano?”
Galleria Anna d’Ascanio, Roma, Italia
“New Art from New York”,
P-Inc Studios, London, Regno Unito
“Quasi per gioco”,
Palazzo Mocenigo, Venice, Italia
“Cielo-Aqua-Terra”,
Pinacoteca Maiori, Maiori, Italia
1996
“Works On Paper”,
Kagan Martos Gallery, New York, Stati Uniti
“Ultime Generazzioni”,
XII Quadriennale d’.Arte.di.R.oma,
Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia
Galleria S.A.L.E.S., Roma, Italia
1995
“Three Romans”,
Laura Carpenter Fine Art, Santa Fe, Stati Uniti
Fareydoun Ave Galerie, Teheran, Iran
“7 Artisti a Palazzo Zen”,
Palazzo Zen, Venezia, Italia
1994
“Paesaggi Italiani”,
Attualissima, Firenze, Italia
Paul Kasmin Gallery, New York, Stati Uniti
Sergi Tossi Arte Contemporanea, Prato, Italia
“Summer 1994”,
Paul Kasmin Gallery, New York, Stati Uniti
1993
“The Return of Exquisite Corpse”,
The Drawing Center Museum, New York, Stati Uniti
“Trismegisto”,
Galleria Lucio Amelio, Napoli, Italia
“Il Gatto e la Volpe”,
Galleria Pio Monti, Roma, Italia
“Invito”,
Galleria Bonomo, Roma, Italia
“Trevi ex vero”,
Palazzo Ubaldi, Trevi, Italia
“77 Riquadri Per 7 Artisti”,
Galleria Autorimessa, Roma, Italia
“Palle”,
Studio Stefania Miscetti, Roma, Italia
1992
“Doppio Gioco”,
Galleria Bonomo, Roma, Italia
“Doppio Gioco”,
Convento San Domenico, Spoleto, Italia
“Invito Italiano”,
Pinacoteca Termoli, Termoli, Italia
Galleria Bonomo, Bari, Italia
1991
“A sud dell’arte”,
Centro Fieristico, Bari, Italia
Centre d’Art Contemporain, Martigny, Svizzera
1989
Galleria Bonomo, Roma, Italia
Voto:
Titolo: Sipario
Nome: Chiara Dynys (dynys)
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: altro
Misure: 300 x 300
Galleria di riferimento : Fumagalli
Statement: Chiara Dynys, Sipario: si alza la tela su un mondo di illusione e realtà
Andreas F. Beitin
L’origine mitica della simulazione risale, com'è noto, al pittore greco Zeusi, il quale, narra Plinio il Vecchio, dipinse dell'uva in maniera tanto convincente che gli uccelli vi si avvicinarono per beccarla. Parrasio avrebbe invece presentato una tenda dipinta con tanta fedeltà al vero che Zeusi, fiero del giudizio degli uccelli, avrebbe chiesto che si allontanasse quella tenda e si mostrasse il finalmente quadro. Resosi conto dell'errore, avrebbe concesso al rivale il premio quale migliore pittore perché, mentre lui aveva ingannato gli uccelli, Parrasio aveva saputo ingannare l'artista stesso[1]. Quello che fino al XIX secolo inoltrato era stato compito della pittura realistica passò, infine, alla fotografia, provocando una profonda crisi della pittura stessa – con le conseguenze e gli sviluppi per l’arte che tutti conosciamo. Alla fine del XX secolo, la diffusione delle tecniche digitali ha prodotto una nuova ondata, quasi rivoluzionaria, di possibilità di simulazione artistica.
Preludio. Con il mito tramandato dall’antichità sull’origine della pittura trompe-l’oeil, il video di Chiara Dynys intitolato Sipario (2009) ha in comune non soltanto il motivo formale del sipario, ma vi compare anche il mezzo della simulazione: la superficie di proiezione è occupata in tutta la sua larghezza da un sipario rosso, che simula un palcoscenico e che trasporta virtualmente noi osservatori nella sala di un teatro. Durante i 38 minuti del video, a intervalli più o meno regolari il sipario si apre e “mette in scena” fotografie che Chiara Dynys ha scattato nelle metropoli di tutto il mondo – da Milano a Istanbul al Cairo, New York e Alessandria –, richiamando alla mente la metafora barocca del “teatro del mondo”. Le fotografie non seguono una narrazione o una trama lineare, ma presentano scene indipendenti l’una dall’altra, riprese spontanee della vita quotidiana di persone di ogni possibile etnia: individui soli, in coppia o in gruppi più numerosi, nel loro ambiente abituale o in luoghi loro estranei. Di tanto in tanto si vedono anche paesaggi o oggetti d’uso, come articoli di consumo, che, tuttavia, sono solo una minima parte. Il sipario si apre sempre più spesso, prima mostra un’immagine completa, libera, poi si chiude un po' per focalizzarsi su un particolare: si tratta, per la maggior parte, di persone che si sono accorte della presenza della macchina fotografica e che ci guardano dalla fotografia, creando così un contatto virtuale con noi; e su di esse si appunta la concentrazione del dettaglio. In questo modo il sipario rende visibile qualcosa ma, al tempo stesso, nasconde parti dello sguardo fotografico sul mondo. Colpisce come l’artista abbia ripreso moltissime donne musulmane: donne velate più o meno pesantemente, da sole, intente a dialogare, in gruppi, nel loro contesto familiare o mentre svolgono il loro lavoro quotidiano. Compaiono con frequenza regolare soprattutto scene di vita religiosa del mondo musulmano, mentre le immagini del mondo occidentale, che in Sipario sono comunque una minoranza, si concentrano piuttosto su scene laiche. Quando è il loro turno, il sipario si chiude del tutto: l’“atto” è terminato. Rimane un breve momento per riflettere su ciò che si è visto, poi il sipario torna ad aprirsi. A concludere la serie di fotografie animate, l'ultima immagine mostra l’artista stessa: rispettosamente velata, in una moschea di Damasco.
Composizione. Da un punto di vista formale, in Sipario si fondono diversi mezzi di rappresentazione: teatro, fotografia e, infine, attraverso la proiezione, il cinema, più specificamente il video. E il sipario, “primo strumento del taglio nella storia dei media”[2], vi svolge un ruolo di primo piano, esaltato dal titolo. Con esso l’opera tematizza in primo luogo il complesso antagonismo tra illusione, o apparenza, e realtà, o verità, poiché in teatro il sipario segna di norma il confine visivo tra la realtà (dalla parte del pubblico) e l'illusione (dalla parte del palcoscenico): “Nelle arti figurative, come nel teatro e nei mezzi visivi elettronici, il sipario è una demarcazione di confini, sia come segno di una ‘quarta parete’ al servizio dell’illusione, sia come scena di un continuo capovolgimento della direzione dello sguardo con cui lo spettatore dell’altro viene lasciato in sospeso”[3]. In quest'opera di Chiara Dynys, la definizione del sipario come quarta parete, che presuppone uno spazio scenico chiuso, non è quasi mai pertinente, neppure quando, a volte, i luoghi ripresi dalla macchina fotografica, all'apparenza spazialmente delimitati, ricordano quelli di un palcoscenico con boccascena. È invece pertinente il “capovolgimento della direzione dello sguardo”, che diventa chiaro attraverso gli occhi delle persone fotografate, che, dalla superficie di proiezione, ci guardano ora più, ora meno intensamente.
Simulazione. Nel video di Chiara Dynys, l’illusione, o apparenza, ha un ruolo di rilievo non solo per il motivo del sipario, ma anche per la realtà simulata nelle fotografie presentate. Da un punto di vista filosofico, nella storia della cultura occidentale l’apparenza o illusione ha ricevuto valutazioni diverse di epoca in epoca. Così Platone (si pensi all'essenza del mito della caverna) condanna tutto ciò che è apparente perché è di ostacolo alla verità – o meglio, al riconoscimento della verità. Al contrario, il giovane Friedrich Nietzsche esalta l’apparenza, l’illusione, vedendovi un presupposto fondamentale dell’esistenza umana[4]. Alla metà del XX secolo, infine, Theodor W. Adorno ha interpretato apparenza e verità non come opposti che si escludono a vicenda, sottolineandone piuttosto il condizionamento reciproco, dato che è possibile definire la verità soltanto in quanto si differenzia dall’apparenza[5]. All’inizio del XXI secolo, in tempi di realtà virtuale e di Web 2.0, il confine tra illusione e realtà va sempre più sfumando, facendo registrare sempre più spesso una coesistenza pluralistica – a volte non esente da conflitto per la realtà sociale – tra apparire ed essere. Per questo occorre chiedersi se la differenza tra apparenza e verità non sia essa stessa un’illusione. Nell’arte mediatica, è comunque un argomento già da tempo obsoleto, e il gioco con le categorie di essere e apparire è elemento costitutivo di numerose opere.
Mondi di sogno. Chiara Dynys inserisce intenzionalmente nel suo video un sipario rosso, il “colore della rappresentazione”[6]; nell'opera si verifica tuttavia un forte mutamento di paradigma, poiché il palcoscenico come luogo dell'illusione, che tradizionalmente si trova dietro il sipario, ci mostra in primo piano non un mondo fittizio, ma immagini tratte dalla realtà, dalla vita reale, fotografata con immediatezza; qui, dunque, il sipario funziona come un mezzo di de-lusione. La fusione tra realtà e simulazione diventa però più complessa in virtù del programma: nella scelta delle fotografie, infatti, l'artista è arrivata a utilizzare scene che rispecchiano una vita alla luce di un certo mondo di sogno: persone che svolgono le loro attività in uno stato di sognante oblio di sé, fissate dalla fotografia in ambienti quasi teatrali, ovvero quasi allestiti scenicamente, oppure mentre guardano con desiderio le vetrine di qualche tempio del consumismo, che per tanti rappresenta, con la sua ricchezza di merci, un luogo dell'utopia, richiamando così anche un motivo di nostalgia romantica. Si vorrebbe quasi identificare questi luoghi, fissati con le loro persone nelle fotografie di Chiara Dynys, con quelli tanto spesso citati da Michel Foucault come “eterotopie”[7], ovvero luoghi con una definizione “altra” del tempo e della realtà; altro non sono anche i luoghi dei mondi di sogno, di quei mondi dove le persone rappresentate si trovano (credono di trovarsi) o desiderano ardentemente di trovarsi. La malinconia del citato motivo della nostalgia si ritrova ancora, non da ultimo, nella distanza temporale dal momento, passato per sempre, dello scatto fotografico. Ai tempi della fotografia analogica, Roland Barthes l'ha descritto in termini altrettanto malinconici: “Un oggetto reale, che è esistito un tempo, ha emanato raggi che giungono fino a me, che sono qui”[8]. Qui, infine, siamo rimandati ai due piani temporali trattati in quest'opera: il passato, ritagliato dalle fotografie, e il trascorrere del tempo durante la visione del video, che attribuiscono all'opera anche la funzione di un memento mori. E, benché il carattere statico delle fotografie contrasti con il decorso temporale del pezzo “dietro” il sipario, attraverso la vicinanza relativa delle fotografie da un lato e, dall'altro, attraverso gli sguardi, anche insistenti, delle persone che ci guardano dalle immagini, si arriva a una “produzione di presenza”[9], che conferisce all'opera la sua profonda immediatezza.
Opposti. In quanto descritto fin qui, è emerso più volte il motivo dell'opposizione: un motivo che percorre l'opera di Chiara Dynys come un filo rosso. Esso trova la sua manifestazione più esplicita nella contrapposizione ricca di contrasti di immagini del cosiddetto primo, secondo e terzo mondo e, soprattutto, nella rappresentazione ricorrente di soggetti musulmani. Qui trova espressione esemplare un dilemma della vita d'oggi – almeno di una vita caratterizzata da spiritualità e fede in un mondo globalizzato, altamente tecnologizzato e competitivo. Un dilemma che si manifesta in special modo nelle fotografie di donne velate che, pars pro toto, possono valere per molte altre esistenze vissute in luoghi con una propria definizione del tempo e della realtà. Una delle immagini che più colpiscono è quella di una donna velata, in India, che si arrampica su una staccionata (moderna): il superamento di confini e barriere, il dover decidere tra il qui (il futuro?) e il là (il passato?), tra l'uno e l'altro mondo, si esprime condensato in una metafora. Malgrado la spontaneità, la ripresa fissa esattamente il momento in cui l'ostacolo viene superato, quando non è più possibile ricostruire in quale la direzione la donna si arrampica. In ogni caso, la possibilità di una vita immediata, vicina alla natura, sembra perduta; Chiara Dynys, ambasciatrice dell'arte tra le culture, lo chiarisce in termini mediaticamente e concettualmente ben ponderati.
Luce. Di fronte alla proiezione di Sipario, l'osservatore sta, in piedi o seduto, come davanti a un palcoscenico in teatro; vi è però un altro modo di presentare quest'opera: attraverso pannelli luminosi montati alla parete che, sulla loro superficie lenticolare, mostrano singoli motivi del video.
Tra gli sviluppi fondamentali dell'arte della seconda metà del XX secolo si deve considerare l'inclusione partecipativa, a volte solo (re)interpretante, dell'osservatore nell'opera d'arte. Questa idea è ripresa anche da Chiara Dynys: è infatti l'osservatore dei pannelli luminosi che, grazie al suo movimento dall'uno all'altro, decide se, quanto e a quale velocità il sipario davanti a ciascuna delle fotografie si chiude. In tal modo, al di là della relazione fotografica, si instaura una ulteriore interazione con la realtà: spostandosi, infatti, l'osservatore assume da un lato il movimento del sipario, dall'altro quello della vita fissato nelle fotografie: così, nell'accostamento tra proiezione e pannelli luminosi, il cerchio di arte e realtà si chiude per mezzo dell'osservatore.
Finale. “Chi molto offre, dà qualcosa a tutti”[10], così Johann Wolfgang von Goethe fa dire al direttore del teatro nella prima parte del Faust. In questo senso le 248 fotografie che compaiono nel video e nella selezione presentata sui pannelli luminosi mettono a disposizione dell'osservatore un grosso potenziale di associazioni. È come se, con il sipario, si chiudessero i nostri occhi, che poi, ogni volta che si riaprono, ci presentano un altro luogo del mondo. Per questo non sorprende che l'una o l'altra immagine susciti nell’osservatore l'impressione di avere vissuto personalmente quella scena, uguale o simile. È questo che costituisce, proprio nella contrapposizione, la moderna coesistenza, di cui si diceva e qui felicemente resa, tra apparire e essere, tra simulazione e realtà. Con Sipario, Chiara Dynys riesce a creare una fusione armoniosa tra essere e apparire senza cadere nell'arbitrario, nel superficiale. Anche quando non collega all'opera dichiarazioni esplicitamente politiche, queste non si possono non riconoscere alla base dei numerosi motivi delle fotografie e, accanto alla forma della rappresentazione mediaticamente convincente, costituiscono il valore artistico dell'opera.
Sintesi Curriculum: NATA A MantovaVIVE A Mostre personali più recenti:2001Ravenna, Santa Maria delle CrociNapoli, Dina Carola Arte ContemporaneaLugano, Museo Cantonale2002Milano, Galleria Monica De Cardenas, Dietro di seMilano, Pio Albergo Trivulzio, Il cerchio dei reBergamo, Galleria Fumagalli, DefragmentationFrankfurt, Galleria ArteGiani, Dietro di seRoma, Galleria De Crescenzo & Viesti, Dietro di se2003Bochum, Museum Bochum, UBS Mliano, You are my DestinyStuttgart, Galerie Marianne HollenbachVenezia, S. Marco, 2382 2004Bonn, KunstmuseumFrankfurt, Galleria ArteGianiZürich, Arsfutura Galerie2005Wolfsberg, Wolfsberg Executive Development CentreMilano, Galleria Monica De CardenasRovereto, MART, Installazione permanente2006Mendrisio, Accademia di Architettura - Casa dello studente, Installazione permanenteRoma, Chiesa S. Volto di Gesù, Installazione permanenteFilm 35 mm- 9 minuti Made in China, The family Production2007Milano, Rotonda di via Besana, Chiara Dynys - Luce negli occhiBerna, Galleria Madonna#Fust, Whole holeBurgdorf, Franz Gertsch Museum, InstallazioneMilano, Palazzo Reale, Installazione2008Bergamo, Galleria Fumagalli, Sante SubitoRoma, Galleria De Cresenzo & Viesti, PassagesRoma, Museo Bilotti, In altoTra le mostre collettive più recenti:2005Roma, XIV Quadriennale2007Milano, Triennale, Anni '70 - Il decennio lungo del secolo breve
Voto:
Titolo: La mano santa
Nome: Pablo Echaurren
Categoria: TeraWatt
Tecnica: acrilico
Supporto: tela
Misure: 160 x 240
Galleria di riferimento : Galleria Maggiore
Statement: proprietà dell'artista
Sintesi Curriculum:
BIOGRAFIA
Pablo Echaurren nasce a Roma il 22 gennaio 1951. Inizia a dipingere a diciotto anni e presto viene scoperto dal critico-gallerista Arturo Schwarz che fa conoscere il suo lavoro in Italia e all’estero. Tra il 1973 e il 1975 egli espone a Roma, Milano, Basilea, Philadephia, Zurigo, Berlino, New York, Bruxelles. Nel 1975 partecipa alla Biennale di Parigi. I primi critici che lo segnalano sono Achille Bonito Oliva, Cesare Vivaldi, Emilio Villa, Giuliano Briganti, Renato Barilli.
Echaurren esordisce all’insegna del minimalismo con una serie di acquerelli e smalti di piccolo formato, di impianto concettuale, ma dalla fine degli anni ottanta realizza acrilici su tela di media e ampia dimensione. Non solo pittore, egli si è impegnato in un’intensa attività applicata, disegnando illustrazioni, copertine, manifesti, nonché metafumetti (in particolare per “Frigidaire”) che affrontano il contrastato rapporto tra pittura e comic e ripercorrono le vite di personaggi legati alle avanguardie storiche come Marinetti, Majakovskij, Dino Campana e Picasso. Dal 1990, su invito di Enzo Biffi Gentili, si reca a Faenza dove il sodalizio con Davide Servadei (Bottega Gatti) dà luogo a un’intensa attività ceramica.
Contemporaneamente Echaurren coltiva un legame profondo con la scrittura, cimentandosi come corsivista su numerose testate sia over che under-ground. Autore di saggi e pamphlet, racconti, romanzi noir in cui denuncia i meccanismi di mercificazione del mondo dell’arte, egli mantiene saldo il rapporto con la carta stampata e più in generale con l’idea dell’arte moltiplicata. Per alcuni anni ha animato un laboratorio artistico all’interno del carcere romano di Rebibbia, un’esperienza da cui sono nati libri, mostre e un lungometraggio, Piccoli ergastoli, interpretato dai detenuti, che è stato proiettato come evento speciale alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1997. Nello stesso periodo viene nominato accademico di San Luca.
L’attività di Echaurren lungo trent’anni è stata riassunta in un’antologica promossa dal Comune di Roma nel 2004, allestita nelle sale del Chiostro del Bramante. Nel 2006, le sue ultime opere sono proposte nella mostra personale Al ritmo dei Ramones, curata da Achille Bonito Oliva, nel Foyer Sinopoli dell’Auditorium di Roma. Nel 2009 il MIAAO (Museo Internazionale di Arti Applicate Oggi) di Torino decide di celebrare il centenario del Futurismo con una mostra incentrata sul lavoro virale di Echaurren. Nello stesso anno prende forma il progetto L’invenzione del basso (sempre all’Auditorium di Roma) che accanto a quadri e collage dedicati al basso elettrico propone una selezione di strumenti veri e propri proveniente dalla collezione di Echaurren.
Pablo Echaurren. Il mago e la fiaba, a cura di Janus, Milano, Fabbri, 1987.
La via della sete. Ceramiche di Pablo Echaurren (testi di Enzo Biffi Gentili, Giovanni Testori, Carmen Ravanelli Guidotti), Faenza, Edizioni Bottega Gatti, 1992.
Pablo Echaurren (a cura di Patrizia Ferri), Casa del Mantegna, Mantova, 1992.
Pablo Echaurren. Verso un’arte virale (a cura di Claudia Salaris), Bertiolo, AAA, 2000.
I libri di Pablo Echaurren (a cura di Giordana Trovabene e Carla Barbieri con un testo di Tommaso Ottonieri), Biblioteca Poletti, Modena, 2001.
Pablo Echaurren. Dagli anni Settanta a oggi (testi di Arturo Schwarz, Gianluca Marziani, Federica Pirani, Fabio Benzi, Claudia Salaris), Roma, Gallucci editore, 2004.
Pablo Echaurren, al ritmo dei Ramones (a cura di Achille Bonito Oliva, con un testo di Anna Cestelli Guidi), Ginevra-Milano, Skira, 2006.
Pablo Echaurren a Siena (a cura di Claudia Casali), Pistoia, Gli Ori, 2008.
Pablo Echaurren, L’invenzione del basso (testi di Ernesto Assante, Melissa Auf der Maur), Pistoia, Gli Ori 2009.
Voto:
Titolo: La vasca del giardino
Nome: Flavio Favelli
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: pannello di legno
Misure: 200 x 120
Galleria di riferimento : S.a.l.e.s.
Statement: Mi perdo spesso sulle carte geografiche senza pensare che la terra sia sospesa nello spazio come una palla di Natale senza filo. Ho sempre guardato il planisfero con apprensione; è tutto così vicino, raccolto, quasi senza distanze.
Ho composto questo collage di vecchie carte, le parti azzurre e blu di tanti mari. E i continenti?
Gallegiano sull'acqua, negli oceani. Come delle foglie nella vasca di un giardino. Chissà dove spira il vento.
Sintesi Curriculum: Flavio Favelli (Firenze, 1967) vive e lavora a Savigno (Bologna). Dopo la Laurea in Storia Orientale all'Università di Bologna, prende parte al Link Project (1995-2001). Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero (tra i principali progetti personali: Museo Marino Marini a Firenze nel 2009, Galleria Sales a Roma 2008, Fondazione Maison Rouge, Parigi 2007, Fondazione Sandretto Re Rabaudengo, Torino 2007, Projectspace176, Londra 2005, Museo Pecci, Prato 2005, IIC , Los Angeles 2004 , Galleria Maze, Torino, 2003, Artinprogress, Berlino, 2002 e mostre collettive: Italics, Palazzo Grassi a Venezia, XV Quadriennale di Roma, Elgiz Museum a Istanbul nel 2008 e Clandestini, 50^ Biennale di Venezia, 2003).
Ha progettato e realizzato due installazioni bar funzionanti al MAMBO Museo di Bologna e al MARCA Museo di Catanzaro e due ambienti pubblici e permanenti: Vestibolo nella Sede ANAS di Venezia di Palazzetto Foscari e Sala d'Attesa nel Pantheon di Bologna all'interno del Cimitero Monumentale della Certosa che accoglierà la celebrazione di funerali laici. Nel 2009 è l'artista scelto per Acrobazie#5 progetto di Unicredit al Centro Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (Mi). E' vincitore per il 2010 dell'Italian Fellowship all'American Academy di Roma.
Voto:
Titolo: Solo sole
Nome: Marco Ferreri
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: Inox
Misure: 300 x 155
Statement: Tutti noi viviamo dell'energia del sole.
Tutti noi siamo elaborazioni e risposte diverse dell’energia che dal sole ci arriva.
Coscienza e conoscenza di quest'energia sono ingredienti del futuro e dell’ambiente.
Una scultura che suona con il sole.
L’energia produce poesia.
La scultura è composta da diversi elementi formati da fogli di metallo (in questo caso acciaio inox) saldati tra di loro.
L’aria contenuta tra i due fogli di metallo, espandendosi con il calore, preme sulle pareti producendo suono
I diversi elementi suonano in modo casuale secondo una partitura scritta dalla natura, sempre diversa e mai uguale.
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Marilyn manson, eclettismo della visione
Nome: Giosetta Fioroni
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: tela
Misure: 300 x 200
Statement: Questo ritratto di Marilyn Manson (musicista rock e sublime performer di trucco e travestimento) è dipinto secondo il nuovo eclettismo della Visione.
Per raccontare il futuro intreccio dell’Arte, al di là del suo specifico più noto, verso i territori delle nuove Energie.
Sintesi Curriculum: Giosetta Fioroni nasce nel 1932 a Roma in una famiglia di artisti: il padre Mario è scultore e la madre Francesca dipinge ed è valente marionettista. Espone tra le prime volte nel 1956 alla Biennale di Venezia. Faranno seguito nel tempo innumerevoli personali e collettive in Italia e all’estero. Realizza, negli anni ‘60-‘70, un ciclo di tele con immagini d’argento che ottengono un’immediata attenzione.
Nel 1968 Giosetta si allontana momentaneamente dalla pittura e realizza una performance, La Spia ottica, che inaugura il Teatro delle Mostre alla Galleria Tartaruga di Roma. Nel 1969 realizza anche il primo Teatrino, "giocattolo per adulti" in legno dipinto: attraverso una lente si può guardare all’interno un assemblaggio di oggetti miniaturati.
Nel corso degli anni ‘70 Giosetta vive lunghi periodi in campagna, nel trevigiano, insieme allo scrittore Goffredo Parise. Il suo interesse si concentra sulle leggende degli spiriti di campagna, storie oniriche e visionarie, dalle quali nasce una serie di opere dedicate al mondo della Fiaba e alla riscoperta dell’infanzia.
Negli anni ‘80 ricordiamo il ciclo pittorico "Il vero" a cui appartengono alcune tele qui esposte. Di quello stesso periodo è la serie di pastelli e oli dedicati a Gian Domenico Tiepolo.
Oltre a proseguire nella pittura, alla quale Giosetta si dedica tuttora costantemente nel grande studio-laboratorio di Via San Francesco di Sales in Trastevere, l’artista approda nel 1993 alla ceramica, che inizia a lavorare presso la Bottega Gatti di Faenza e che l’impegnerà sempre di più nella creazione di importanti cicli scultorei.
Sin dall’inizio del suo lavoro Giosetta ha avuto rapporti costanti con scrittori e poeti, tra cui Parise, Ceronetti, Arbasino, Zanzotto, Garboli e molti altri con i quali ha realizzato libri, edizioni di grafica ed opere su carta.
Mostre personali e collettive (selezione)
Castelbellino, PAOLO ROMANI PRIVATE ART GALLERY
Suzzara, GALLERIA DEL PREMIO SUZZARA - EX CASA DEL POPOLO
Magenta, VIOL@RTE
Roma, MUSEO ANDREA E BLANCEFLOR BONCOMPAGNI LUDOVISI
Roma, VALENTINA BONOMO ARTECONTEMPORANEA
Pietrasanta, SPIRALEARTE
Pietrasanta, LA VERSILIANA - MUNICIPIO
Roma, GALLERIA PANCALDI ARTECONTEMPORANEA
Cosenza, VERTIGO ARTE
Roma, GALLERIA CORTESE & LISANTI
Ravenna, PALAZZO DEL MUTILATO - SALA DEI MOSAICI
Roma, GALLERIA IL NARCISO
Bagheria, DRAGO ARTECONTEMPORANEA
Roma, LIBRERIA-GALLERIA IL MUSEO DEL LOUVRE
Potenza, GALLERIA CIVICA - PALAZZO LOFFREDO
Roma, MUSEO FONDAZIONE CROCETTI
Siena, FRANCESCA SENSI ARTE CONTEMPORANEA
Pienza,CASTELLUCCIO
Vasto, MUSEI CIVICI DI PALAZZO D'AVALOS
Bologna, FONDAZIONE DEL MONTE
Ancona, MOLE VANVITELLIANA
Bologna, GALLERIA DE' FOSCHERARI
Roma, GALLERIA DELL'OCA STUDIO
San Donato Milanese, GALLERIA D'ARTE CASCINA ROMA
Cosenza, GALLERIA IL TRIANGOLO
Modena, GALLERIA CIVICA D'ARTE MODERNA - PALAZZO SANTA MARGHERITA
Bolzano, FIERA BOLZANO
Voto:
Titolo: Puglia, italia, 1978
Nome: Franco Fontana
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: Carta Endura Metal montaggio in Diasec
Misure: 175 x 125
Galleria di riferimento : OREDARIA Arti Contemporanee
Statement: Franco Fontana è uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana del dopoguerra. Egli ha “reinventato” il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante una inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa.
Sintesi Curriculum: Fontana ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo - oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto.
Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche - International Museum of Photopgraphy, Rochester; The Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, San Francisco; Ludwig Museum, Colonia; Musée d'Art Moderne, Parigi; Victoria and Albert Museum, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Kunsthaus Museum, Zurigo; Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino; The Photographic Museum, Helsinki; Puskin State Museum of Fine Arts, Mosca; The University of Texas, Austin; Museum of Modern Art, Norman, Oklahoma; Museu de Arte, San Paolo; The Israeli Museum, Gerusalemme; Metropolitan Museum, Tokyo; National Gallery di Pechino; The Australian National Gallery, Melbourne; The Art Gallery of New South Wales, Sidney .
Voto:
Titolo: Humans
Nome: Stefania Galegati shines
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: 7 video
Misure: 300 x 50
Galleria di riferimento : francesco pantaleone di palermo e pinksummer di genova
Statement:
Il video (dalla durata di un'ora, fatto di 7 piccoli video) e' un montaggio ritmato del girato quotidiano degli ultimi due anni. Sono 4 anni che Stefania porta sempre una piccola videocamera con se', sempre pronta a girare le situazioni piu' folli incontrate per caso, o anche rubando realta' che si trasformano in qualcosa d'altro per mezzo del montaggio.
Ci sono persone che fanno ginnastica, foto di matrimoni, riti collettivi, un elefante che cammina per la strada, persone grasse che mangiano panini enormi, ricchi che mangiano agli opening, lo stadio, il baseball, la processione religiosa degli italo-americani a Harlem est, musicisti jazz, persone nude sulla spiaggia, bimbi che si tuffano da un palo altissimo, beachy fires in Africa, vecchi che camminano, vecchi che ballano, un cavallo portato da una vespa
Dal comunicato stampa della presentazione del video alla Galleria della Santa Reparata International School of Art di firenze, gennaio 2009
L’opera Humans è composta da 7 video in cui i frammenti di varie situazioni, che si svolgono in vari luoghi del mondo, vengono associati in un'unica narrazione senza cesure. E’ il tentativo di realizzare un ritratto dell’uomo dopo l’avvento di internet e del digitale mettendo in evidenza la parzialità e l’effimerità del momento dello sguardo. L’artista rispetto alla possibilità di essere ovunque e da nessuna parte per mezzo della navigazione in internet propone un’attenzione all’intensità dei momenti. Celebra momenti e istanti tutti simili e tutti diversi tra loro come persone che mangiano un panino, amici alle inaugurazioni di mostre d’arte, gli stranieri in terra loro. In questo senso, se confrontato con il progetto ambizioso di Edward Steichen per la mostra the family of man realizzata nel 1955 con ritratti di persone da più di 50 paesi diversi, si rivela essere una domanda aperta su cosa intendiamo oggi per rappresentazione, sul ruolo del fotografo e sul relativismo delle immagini nella nostra società. Il video è uno scorrere veloce di immagini che non vuol solo mettere in evidenza i luoghi attraversati dall’artista in prima persona, ma far porre l’attenzione a quei particolari che ci sfuggono quotidianamente nella nostra normale vita. Il suo intento è di alzare il livello e la capacità di analizzare le immagini senza accettarle a prescindere in maniera passiva. Come per altri lavori precedenti dell’artista anche in questo caso è l’inaspettato o il momento surreale che si fa chiave di lettura per vedere il reale come per la prima volta. Questi aspetti però non vogliono portare lo spettatore ad astrarsi dalla quotidianità, ma proprio a rivalutarla e a osservarla e praticarla sotto una nuova concretezza.
Al fine di mettere meglio in evidenza tutti questi aspetti del lavoro di Stefani Galegati è stata concepita nel presentare alla galleria Srisa in via san gallo 54r Firenze un allestimento adatto all’occasione. Il film, diviso per sette capitoli, sarà visibile su sette differenti schermi che produrranno lo stesso effetto di tante caotiche città di babele per poi però portarci attraverso la sua particolare “narrazione per immagini” a dare attenzione all’epifania e l’intimità con cui scoprire l’altro e il suo modo di manifestarsi al mondo. Infatti potremmo dire parafrasando le parole di Amleto che sono immagini causali ma che c’è una logica in questa casualità, ed è un tipo di logic da prendere in considerazione.
Lorenzo Bruni
Dal comunicato stampa della presentazione al finissage della mostra Passaggi in Sicilia, Museo Riso, 3 ottobre 2009
STEFANIA GALEGATI SHINES, HUMANS
Gli spazi della caffetteria ospitano un video di Stefania Galegati Shines, artista romagnola affermata a livello internazionale, trasferitasi a Palermo dopo una lunga esperienza di vita e di lavoro a New York. Mille, opera realizzata nel corso del 2008, poco dopo il suo arrivo sull’isola, è stata inclusa nella mostra Passaggi in Sicilia. La collezione di Riso e oltre.
Humans, proposto come progetto speciale in occasione della Giornata del Contemporaneo, è stato presentato in anteprima lo scorso 24 gennaio in ben ventinove location sparse per il mondo (da Tokyo a Praga, da Milano a Shangai, da Bologna a Bratislava…). Grazie alla collaborazione di amici e conoscenti dell’artista, il video è stato proiettato in contemporanea in musei, gallerie, centri culturali, project space, archivi video, una tv web e persino un ristorante e una parruccheria, divenendo protagonista di un vero e proprio show multiplo.
Humans, realizzato nel corso degli ultimi due anni, è un lungo girato che registra frammenti del quotidiano dell’artista-viaggiatrice, impegnata a rubare centinaia di immagini in movimento durante sue lunghe peregrinazioni in giro per il globo. Situazioni folli e altre del tutto normali si avvicendano caoticamente, tracciando una cartografia globalizzata dei luoghi del nostro tempo. Qui, articolate relazioni tra cose, persone, segni e contesti, si disegnano sulla base di inattese corrispondenze, di riflessi e di stridenti divergenze, secondo grammatiche socio-culturali complesse.
Il montaggio ritmato è scandito da una sound track che spazia dal jazz al blues, dal funk alla musica popolare, dal genere latino al cantautorato italiano: una lunga storia di sguardi e di gesti qualunque, una costellazione di micro accadimenti inessenziali o di straordinari momenti di condivisione sociale, sono il materiale prezioso a partire da cui prende forma questo racconto immediato e partecipato. Un racconto che parla della gente, della strada, dei timbri, dei mood, dei codici e dei valori su cui si fondano senso del vivere comune e appartenenza culturale.
Humans mescola con un’energica spinta indagativa momenti ludici e colti, sacro e profano, solitudine e prossimità, affettività, indifferenza e partecipazione collettiva, facendoli confluire in un amalgama differenziato e straordinariamente umano.
Helga Marsala
Sintesi Curriculum: Stefania Galegati Shines e' nata a Bagnacavallo (RA) nel 1973. La sua prima
mostra e' We are moving, in Viafarini, Milano nel 1994. Humans e' l'ultimo
video, del 2008. Nel 2002 ha girato un film in pellicola in cui due vecchi
partigiani si rincontrano e fanno l'amore. Nel 2003-2004 ha vissuto dentro
al PS1 MoMa, a Long Island City, New York. La peggior mostra a cui ha
partecipato e' stata Periscopio, a Rozzano (MI).
Vive a Palermo da un anno e mezzo, con Caito, Nina e Darrell Shines.
solo shows
2009 Humans, 29 different locations all over the world
2008 Critica in Arte, MAR, Museo della Citta', Ravenna, by Claudia Casali
2007 As a drop of water on the k-way, by Scintilla Robina and Norberto Dalmatah, Uqbar, Berlin
(with Marco Raparelli)
2007 Francesco Pantaleone, Palermo
2007 Palazzo Italia, Belgrade, Serbia, by Dobrila Denegri
2007 As a drop of water on the k-way, by Scintilla Robina and Norberto Dalmatah, Careof, Milano
(with Marco Raparelli)
2006 Pinksummer, Genova
2006 Memoria, Futuraproject, Prague
2006 T293, Napoli
2005 Macro, Museum of Contemporary Art, Roma
2005 Bier für öl + ein blinder passagier, Kunstverein Bremerhaven, Germany
(with Tatjana Doll - Teufel #2)
2003 Pinksummer, Genova
2002 Bizart, Shanghai, China
2001 Pinksummer, Genova
2001 Studio Massimo De Carlo, Milano
2000 Studio 25 (con S. Sabato)
1998 Dubmore#3, Spazio Futuro, Roma, curated by Claudia Colasanti (with Piero Cattani)
1996 Soste #1, NewSantAndrea, Savona
1996 Salon I, Giò Marconi, Milano, curated by Giacinto di Pietrantonio
Voto:
Titolo: I can't get no satisfaction
Nome: Daniele Galliano
Categoria: TeraWatt
Tecnica: olio
Supporto: tela
Misure: 200 x 300
Statement: L’artista è colui che fissa e che rende accessibile ai più ”umani” tra gli uomini
lo spettacolo di cui fanno parte senza vederlo.
M. Merleau-Ponty
Sintesi Curriculum:
Daniele Galliano nasce a Pinerolo nel 1961. Autodidatta di formazione, comincia ad esporre a Torino, dove vive e lavora, all’inizio degli Anni 90, conquistandosi velocemente un posto di rilievo all’interno di quella nuova scena pittorica italiana che muove i suoi primi passi alla fine degli anni Ottanta. Il suo “realismo fotografico”, le sue immagini di luoghi e persone, cominciano ben presto a farsi notare oltre i nostri confini, e gli consentono di partecipare ad importanti personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti. Galliano inoltre è uno dei pochi protagonisti dell’arte giovane italiana ad essere conosciuto anche da un pubblico più grande di quello agli addetti ai lavori.
Il suo lavoro è attualmente esposto alla 53 Biennale di Venezia.
Tra le sue personali quelle del 1996 e del 1997 alla Galleria Annina Nosei di New York, alla Galleria In Arco di Torino (1992 e 1994),alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1996)
Ha partecipato a numerose mostre collettive allestite alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, alla XII Quadriennale di Roma, alla Galleria Civica di Trento, al Rupertinum Museum di Salisburgo, al Magasin di Grenoble ed al Palazzo delle Papesse di Siena.
Recentemente ha partecipato alla Nona Biennale dell’Avana invitato da Antonio Zaya.
Sue opere sono entrate in importanti collezioni pubbliche e private quali la Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MART di Trento e Rovereto e la Collezione Unicredit Private Banking di Milano.
Numerose sono state in questi anni le collaborazioni con musicisti, registi e scrittori.
Voto:
Titolo: Temporali
Nome: Alberto Garutti
Categoria: TeraWatt
Tecnica: Computer generated graphic
Supporto: stampa digitale
Misure: 189 x 243
Statement: Le luci di questo lampadario vibreranno quando in italia un fulmine cadrà durante i temporali.
Quest'opera è dedicata a tutti coloro che in quel momento penseranno al cielo.
IL PENSIERO DELL’OPERA
L’arte è in grado di rapportarsi con il mondo del cielo, con i suoi mutamenti improvvisi e inattesi, guardando alla natura con occhio meravigliato ed emozionato.
L’opera diventa allora uno strumento “sensibile” ai mutamenti esterni, testimone del mutuo rapporto tra arte e natura, in grado di intuire che se da un lato “essa contiene il senso mistico della natura”, dall’altro è “la natura”stessa, con la sua irrequietezza e con la sua tendenza implicita al rischio e al pericolo, a “contenere il senso mistico dell’arte”.
Attraverso l’esperienza dell’opera l’uomo è in grado di cogliere la potenza mitica della natura di avvicinarsi ad essa e di percepirne i segreti imperscrutabili.
L’OPERA
L’opera consiste nel collegare un grande oggetto luminoso simile a un “lampadario” al Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) che monitora la caduta di fulmini sull’intero territorio nazionale .
Infatti in concomitanza di questo fenomeno le luci di questo grande oggetto luminoso subiranno un’improvvisa e simultanea accensione.
Quando il lampadario si illuminerà con una rampa di luce che poi decrescerà a poco a poco fino a sparire, gli spettatori sapranno che un fulmine in quel momento è caduto in qualche luogo italiano: per un attimo i fulmini saranno così rivelati nello spazio che accoglierà i visitatori.
Il luogo espositivo si farà punto di raccolta del cielo di tutto il territorio nazionale, ribadendo così la vocazione dell’arte ad essere universale, a fare da interfaccia con il mondo e con la contemporaneità, diventando centro gravitazionale non solo centripeto, ma anche centrifugo di forze, connessioni e linguaggi, evocazioni e metafore che da lì trovano innesco e momento di nuova espansione.
TECNICA E MATERIALI ADOTTA
I lampadari sono costituiti da centinaia di lampade alogene a basso consumo allineate su supporti circolari di alluminio secondo diverse composizioni; ogniqualvolta un fulmine cadrà nel territorio italiano si illumineranno simultaneamente alla massima potenza per poi decrescere dopo pochi secondi fino al loro spegnimento. Sono stati ipotizzati alcuni corpi illuminanti la cui estetica sarà caratterizzata dalle sole parti tecniche e funzionali. Oltre alle lampade saranno visibili i cavi e i circuiti elettronici per la gestione della loro variazione luminosa. Tutto l’impianto funzionerà grazie a pannelli fotovoltaici con possibilità di restituzione di energia in esubero alla rete.
All’interno dello spazio dove l’opera verrà installata, sarà visibile il monitor di un computer riportante la cartina dell’Italia. Il computer sarà collegato con il CESI: nel momento in cui un fulmine cadrà un dispositivo elettronico attiverà istantaneamente la variazione di luce delle centinaia di lampade costituenti i corpi illuminanti.
Sul monitor (anche di un semplice cellulare) una cartina evidenzierà con una croce che pulserà a intermittenza il luogo preciso in cui il fulmine sarà caduto, dando la possibilità agli spettatori di seguire il processo dell’opera.
Il progetto qui presentato è parte integrante dell’opera ed è costituito da una stampa digitale di cm 189 x 243.
Alberto Garutti
Sintesi Curriculum:
Alberto Garutti, artista e docente, è titolare all’Accademia di Brera di Milano e professore per la cattedra di Arte 2 presso la Facoltà di Architettura di Venezia, IUAV.
Invitato a grandi manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1990 o il M.A.R.T.A, Museum di Herford nel 2001, è spesso chiamato a realizzare opere pubbliche per città e musei: a Ghent in Belgio per il Museo S.M.A.K.; per la Biennale di Istanbul sul ponte del Bosforo; nel 2002 a Kanazawa, in Giappone, in collaborazione con il 21st Century Museum of Contemporary Art e a Bolzano per la città e il Museion. Altre opere pubbliche sono state eseguite a Bergamo, a Gallipoli e, nel 2004, per la sede Tiscali di Cagliari.
Numerose le mostre personali e collettive di cui è stato protagonista, tra cui quelle presso Galleria Paul Maenz a Colonia, Galleria Locus Solus a Genova, Galleria Ugo Ferranti a Roma, Galleria Minini a Brescia, Studio Guenzani e Galleria Marconi a Milano, Museo S.M.A.K. a Ghent, Magazzino d’Arte Moderna a Roma, Arte all’Arte 2000 e 2005, Associazione culturale Zerynthia, Certosa di Padula, Villa Manin a Codroipo. E’ presente nella mostra ITALICS, Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008, a Palazzo Grassi a Venezia poi a Chicago, al Museum of Contemporary Art. ; al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma nel ciclo espositivo MAXXI - Dialoghi con la città.
Ha appena inaugurato un opera pubblica permanente presso la Fondazione Zegna .
Nel 2000 è stato membro della commissione giudicatrice del premio Querini-Furla per l’Arte a Venezia e, nel 2002/2003, membro della giuria per il concorso indetto dal Sole24ore “I Nuovi Segni: arte nella comunità e committenza pubblica” e presidente della giuria italiana per l’ultima edizione dell’Italian Studio Program al Museo MOMA/P.S.1 Contemporary Art Center di New York.
Voto:
Titolo: Torso
Nome: Paolo Gioli
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: Polaroid
Misure: 50 x 60
Statement: Torso, 2007 polaroid 50x60 cm.
Paolo Gioli (Rovigo 1942), pittore, filmaker, fotografo, dagli anni Settanta utilizza la fotografia e il cinema in un intenso lavoro di discussione e rivisitazione degli strumenti e dei materiali tecnologici.
La ricerca che Gioli porta avanti coniuga l’indagine sugli esiti materici e sulla restituzione della fisicità dell’immagine, tipica delle arti manuali, e l’impiego di raffinati materiali tecnologici e industriali. La sua opera fotografica costituisce un episodio molto particolare nel panorama italiano e internazionale proprio perché non vi è nessun altro artista che abbia svolto un così profondo lavoro di congiunzione tra i codici della pittura e della grafica e quelli della fotografia.
Il lavoro di Gioli non è definibile come neopittorialismo fotografico: non vi è infatti nella sua opera dipendenza alcuna della fotografia dalla pittura, né lavoro di “completamento” della fotografia attraverso interventi pittorici aggiunti. Vi è al contrario una vera e propria compenetrazione delle due discipline espressive, come se la pittura costituisse una radicata memoria, una sorta di elemento genetico che riaffiora e concorre a dare corpo alla fotografia.
In un percorso molto complesso, Gioli ha inventato tecniche che hanno messo a nudo la materia della fotografia, congiungendo la moderna prassi fotografica alle procedure della grafica: in particolare l’impiego di tipi diversi di Polaroid e soprattutto il trasferimento della materia Polaroid su carta da disegno o su altri materiali, primo fra tutti la seta, che pratica fin dagli anni Settanta e che lo ha reso famoso a livello internazionale.
L’insistita indagine sul volto umano e sul corpo, sia femminile che maschile ha trovato proprio in questa particolare tecnica un terreno molto fertile che gli ha permesso un lavoro di grande approfondimento sia concettuale che operativo. Gioli infatti trova l’immagine penetrando proprio nella materia della fotografia e giungendo a plasmarla, rivelandone le molteplici stratificazioni e una sorta di interiorità. Recupera così il valore del gesto, dell’azione, del lavoro delle mani che si unisce a quello dell’occhio e della luce, e dunque dota la fotografia di una durata temporale nuova e profonda. Impiega ripetizioni, sdoppiamenti, lacerazioni, inventa traiettorie, spessori, dilatazioni, tutti momenti di una messa in codice attraverso la quale egli discute costantemente il rapporto fra realtà e apparenza, fisicità e immagine, definitezza delle figure e loro irrimediabile instabilità.
Sintesi Curriculum: Paolo Gioli Nota biografica
Paolo Gioli, veneto, nasce a Sarzano (Rovigo) il 12 Ott 1942. Nel 1960 frequenta la scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti a Venezia dove per qualche anno si stabilisce e lavora.
Nel 1967 parte per New York, dove resterà a lavorare per un anno ottenendo anche una borsa di studio della John Cabot Fund, conosce il New American Cinema e -in pittura- la Scuola di New York ed entra in contatto con i galleristi Leo Castelli e Martha Jackson.
Costretto ad interrompere l’esperienza americana e a rientrare in Italia per problemi collegati al visto di soggiorno (siamo ai giorni della uccisione di Martin Luther King e Bob Kennedy che vide l’applicazione di norme più severe da parte dell’Immigration Office americano) Gioli, nel 1970, si stabilisce a Roma dove entra in rapporto con la Cooperativa Cinema Indipendente che orbita intorno al Filmstudio e cui fanno capo un po’ tutti gli autori di cinema sperimentale italiano. E’ tra Rovigo e Roma che produce i primi film che sviluppa da se stesso usando la cinecamera come un laboratorio sulla scia dei Lumière.
A Roma approfondisce anche il suo interesse per la fotografia di cui indaga specialmente le origini. Nel 76 si trasferisce a Milano dove, oltre al cinema, si dedica con continuità alla fotografia. Troverà nel polaroid -che egli chiama umido incunabolo della storia moderna- un sorprendente mezzo per allargare ulteriormente la sua ricerca sulla fotografia istantanea, travasandone la materia su supporti diversi dalla pellicola come la carta e la tela e apparentandola così alle arti belle. Agli inizi degli anni ’80 torna nella sua terra in Polesine. Oggi vive e lavora a Lendinara.
Le sue opere sono state esposte in sedi pubbliche e private in Italia, Europa, America. Tra le principali mostre personali ricordiamo quella all’Istituto Nazionale della Grafica-Calcografia di Roma nel 1981, al Musée Nicéphore Nièpce di Châlon s/Saône e al Centro Pompidou di Parigi nel 1983, alla George Eastman House, Rochester nel 1986, più volte ai R.I.P. di Arles tra il 1982 e il 1998, al P.zzo Fortuny di Venezia e al Museo Alinari di Firenze nel 1991, al al P.zzo Esposizioni di Roma nel 1996, al Museo di Fotografia Contemporanea a Cinisello nel 2008. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei europei e statunitensi, in particolare ricordiamo il Centro Pompidou, l’Art Instritute of Chicago e il MoMA di New York.
Nel 2006 l’italiana Minerva-RaroVideo ha pubblicato un doppio dvd con una selezione di quattordici suoi film. Nello stesso anno i film di Gioli vengono presentati per la prima volta a Views From the Avant-Garde, una sezione speciale del NYFF a cui, da quella volta, è stato invitato ogni anno. L’anno seguente, Gioli è invitato al HKIFF come artist on focus. Nel 2008, una selezione di suoi film é presentata all’ Ontario Cinematheque a Toronto e alla Cinémathèque Française a Parigi che gli dedicherà una retrospettiva a Marzo 2010. A Giugno di quest’anno il Festival di Pesaro gli ha tributato un omaggio con una rassegna completa di suoi film. Nei Quaderni del CSC è appena uscito un volume monografico sul suo cinema edito dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematogrfia a cura di Sergio Toffetti e Annamaria Licciardello.
Voto:
Titolo: Brainstorming
Nome: Giulio Iacchetti (iacchetti)
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: altro
Misure: 150 x 180
Galleria di riferimento : --
Statement: autore Giulio Iacchetti con la consulenza dell’ing. Remo Richetti
Piccoli pannelli solari (della dimensione di 2cm x 2cm) disegnano come moderne tessere di un mosaico le circonvoluzioni del cervello umano. L'energia pulita è un'emanazione del nostro sapere. La riformulazione del classico pannello solare rettangolare apre prospettive inedite nella considerazione estetica di questi elementi generatori di energia. BRAINSTORMING sarà quindi un quadro/pannello realmente emanatore di energia elettrica.
Elementi di un cervello, moduli fotovoltaici in bianco con volute di piste connettive fra cellule fotovoltaiche .
Ogni elemento è dotato di una batteria, una memoria dove viene conservata l’energia, il risultato dell’attività delle cellule di questo cervello.
Il cervello, simbolo dell’uomo, s’illumina d’energie durante il giorno, quando è alto il sole e quando per conuetudine l’uomo è impegnato nelle sue attività per le quali ha bisogno d’energia. Un circolo chiuso di fabbisogno e creazione d’energia. come le idee nascono e girano e si autoalimentano così pure Brainstorming raccoglie e distribuisce energia dopo averla trasformata, fatta umana, per l’uomo.
L’energia in eccesso accumulata durante il giorno viene inviata sulla rete, verso utenti che ne hanno bisogno in quel momento.
Durante la notte il cervello sogna, accumula esperienze e ricordi: brainstorming ricarica le sue batterie durante la notte per essere pronto al mattino quando il sole è ancora basso ma la richiesta di energia della rete è alta può reimmettere in rete l’energia immagazzinata .
Il cervello serve per pensare e pensare porta idee curiose: incamerare energia quando costa meno e distribuirla quando ce n’è più richiesta durante la giornata.
I Brainstorming possono essere pensati connessi come una rete internet in cui ogni nodo è connesso in maniera ridondante ed esistono cammini e collegamenti alternativi per raggiungere ogni nodo in modo che se un brainstorming non è collegato il sistema non ne risenta .
Sintesi Curriculum: Giulio Iacchetti si occupa di industrial design dal 1992 progettando per diversi marchi tra cui Alessi, Foscarini, Magis, Ferrero, Lavazza, Mandarina Duck, Thonet Vienna. All'attività di progettista alterna l'insegnamento presso numerose università e scuole di design, in Italia e all'estero. È stato insignito con diversi premi internazionali. Con Matteo Ragni, nel 2001 si aggiudica il Compasso d'oro con la posata multiuso biodegradabile "Moscardino", oggi parte dell'esposizione permanente del design al MOMA di New York. Per Coop ha ideato il progetto "Design alla Coop" per il quale è stato insignito, nel 2009, del Premio dei Premi conferitogli dal Presidente della Repubblica Italiana.
Per Corraini Edizioni ha curato il libro ITALIANITA’, una raccolta di interventi relativi agli oggetti, ai simboli, agli odori, ai sapori e ai suoni che contribuiscono a formare la coscienza del popolo italiano.
Nel maggio 2009 ha aperto il ciclo di mostre dedicate ai giovani designer italiani presso la Triennale di Milano con una personale intitolata “Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti”.
Voto:
Titolo: Water shop nukus (aral lake) uzbekistan
Nome: Armin Linke
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: c-print su alluminio
Misure: 150 x 200
Statement: Water shop Nukus (Aral lake) Uzbekistan
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Energia mandalica
Nome: Renato Mambor
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: altro
Misure: 130 x 140
Galleria di riferimento : ART TIME
Statement: Il quadro presenta una grande elica, oggetto scultoreo, sovrapposta ad una forma mandalica dipinta.
Il centro dell’elica e il centro del mandala coincidono.
Nella percezione dell’elica già esiste la rotazione cosi come è impossibile osservare un mandala senza entrare interiormente in movimento.
L’elica, scolpita nel legno, si sporge nello spazio esterno, creando un rapporto tra il mandala, che appartiene al mondo del soggetto, e l’ambiente circostante.
Nel centro soggetto e oggetto coincidono. La polarità è trasformata.
Così l’energia mandalica si sprigiona dal centro dell’uomo verso il mondo e ritorna all’uomo per l’uomo.
Sintesi Curriculum:
NATO A Roma
VIVE A Roma
Renato Mambor è nato a Roma nel 1936. Ha esordito nel 1959, a ventitré anni, assieme a Cesare Tacchi, in mostra con Mario Schifano. Nel 1960 è arrivato il riconoscimento tra i "Premi di incoraggiamento" della Galleria d'Arte Moderna; le mostre collettive alla Galleria "La Tartaruga" di Plinio De Martiis (1963, 1964 e anni seguenti) che mettono a fuoco la riconoscibilità di un gruppo Mambor, Tacchi, Lombardo, con caratteri distinti rispetto ai protagonisti delle esperienze avanguardistiche romane del momento.
Negli anni Sessanta è diventato parte integrante della "Scuola di Piazza del Popolo".
Nel 1975 fonda il gruppo Trousse per perseguire "un teatro fortemente visivo ma attento alle dinamiche psicodrammatiche". Torna alla pittura negli anni Novanta sviluppando temi della percezione.
Voto:
Titolo: Dove nascono le nuvole
Nome: Gino Marotta
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: altro
Misure: 190 x 190
Statement: La rotazione dello sguardo inquieto
Sondare, pescare, inoltrare, confermare, ribaltare e riconfermare, risondare, ripescare, cambiare e ancora ribaltare per riconfermare … l’infinito di ogni verbo segnala il codice umano di un sommovimento interiore e fortemente riconoscibile, una natura artificiale (e quindi dubbiosa, per fortuna dell’artista) che dialoga col suo artificio sempre più naturale (e quindi umano, per fortuna di chi guarda). Gino Marotta presenta al pubblico un inedito ciclo pittorico di grandi opere quadrate che si accompagnano ad alcuni lavori di piccolo formato. Un mosaico visionario per visualizzare un ideale cubo prismatico dove ogni quadro, forma chiusa ma non conclusa dell’inquietudine, rappresenta il tassello ideale della singola facciata. Volti geometrici che vanno a comporre il bagaglio mnemonico di una carriera dove riepilogare significa rinascere da se stessi attraverso il mondo esterno, avanti e indietro con propulsione randomica ma anche sistematica e coerente. La carriera di Marotta richiama quel cubo ideale dalle facciate in evidente metacrilato: ogni tassello un colore, ogni cromia un movimento di forma, ogni volume un’ipotesi sul mondo, sulla verticalità gravitazionale della Natura, sugli equilibri precari della specie umana davanti allo spettacolo eccitante dei quattro elementi.
La coerenza: parola già significativa per natura generica, determinante quando ogni opera condensa il succo interiore di tutte le altre, sia passate che future. Dagli anni Cinquanta della materia “pesante” (piombo, alluminio) agli anni Sessanta del modello “leggero” (metacrilato), fino ai richiami ancestrali che passano per la scultura rupestre e il senso rinato della pittura ad alta concentrazione emotiva, l’arco evolutivo di Marotta indica una parabola coerente dove la grammatica estetica contiene la sintassi concettuale di un viaggio nelle origini umane. È proprio la materia il soggetto/oggetto di una coerenza che sembra cemento e mercurio: da una parte spunto di compattezza e fusione, dall’altra matrice di flusso curioso e malleabile. Il cemento tocca la terra e il fuoco, il mercurio tocca l’acqua e l’aria: quattro elementi che racchiudono l’utopia creativa e il sogno indomabile, l’apertura e la chiusura, il buio atavico e la luce euclidea. Marotta ha dilatato il potenziale plastico di ogni materiale, seguendone l’intima natura ma alimentandone il controsenso creativo, la seconda natura che corrisponde alla rottura fisica di un codice usuale. Ecco la chiave pesante ribaltarsi agilmente tra le cuciture dei quadri in alluminio, quasi una tessitura setosa che anticipava architettura e moda verso il postinformale di una nuova superficialità profonda. La chiave leggera, invece, blocca al pavimento le piante, gli animali o i mari in metacrilato, radicando le opere nel sottosuolo delle visioni primordiali, verso gli archetipi animali e vegetali che danno epidermide e incisione mnemonica alle sculture.
L’occhio di Marotta è turbolenza continua, radar emotivo e psicanalitico che sonda le placche di connessione tra natura e metropoli. La sua sperimentazione sui materiali richiama le origini da cui tutto nasce, la crescita sedimentata delle forme durevoli, l’impatto resistente della natura silenziosa ma vigile. Al contempo, evoca lo sviluppo tecnologico attraverso lavorazioni dettagliate, colori iperreali, superfici sintetiche. È come se le sue sagome siano l’ombra solida che raccorda la natura al suo artificio urbano. Una placca di connessione che scivola tra il proprio essere e la continua apparenza, tra il pesante e il leggero, la materia e il suo spirito profondo.
Sempre e comunque inquietudine: sana e rivitalizzante, estetica e concettuale, quotidiana ed esistenziale. Si guardi lo stile esecutivo dei nuovi quadri: ironico e irriverente negli accenni superficiali, nei punti dubbiosi e nel perfezionismo denso, nel moto ondulatorio del gesto incisorio e arcaico. Pittura che calibra l’inquietudine di un artista ancora curioso, aperto al confronto retrospettivo e alle ipotesi del domani.
Cultura dello sguardo inquieto … l’essenza tuonante di Gino Marotta risponde ad un feroce istinto generazionale, frutto di attitudini innate e ispirazioni speciali, rigore interiore ed esplosione catartica. La mia memoria riepiloga quel lungo percorso nella cultura del materiale inquieto, i dialoghi eclettici con la sperimentazione che catapulta il singolo materiale dentro la vibrazione di una forma inaspettata e plausibile, dentro una simulazione plastica che è specchio evocativo e sintetico dell’esperienza reale. L’inquietudine del materiale diviene ossigeno che ogni volta ricostruisce, finché i vari materiali si osservano e compenetrano nelle comuni attitudini narrative.
Ma veniamo ai nostri quadri rotanti. Avete capito bene, quadri rotanti ma non per qualche giro meccanico o idraulico del telaio. La rotazione riguarda il posizionamento aureo del quadro nello spazio ideale della visione frontale. Un modus che permette alla forma quadrata di perdere il singolo punto di vista, aprendosi ad una soggettività dai connotati metafisici e orientali. Una condizione spirituale che lascia entrare le diversità delle osservazioni molteplici, il dubbio e la trasversalità, la chiave di un ritrovato relativismo. Dentro il quadro vagano e volano i mondi marottiani, le schegge di vitalismo faunistico, la levità floreale delle palme, le sinuose navigazioni dei segni geometrici. L’aria ossigenata di un pianeta alieno sembra aleggiare su quelle geografie psicoemotive: luoghi misteriosi e arcadici, distanti da politica e ideologia, percepibili eppure sfuggenti, sincopati e ondulatori come una corrente d’acqua elettrica. Paesaggi che si dissolvono nel ritratto alchemico di una visione coerente e inquieta. Racconti privati di un autore che si ricostituisce, opera dopo opera, attraverso le molteplici forme del desiderio naturale.
Prima di salutarci sul filo oculistico della rotazione, torniamo letteralmente coi piedi sul terreno circostante. Ed ecco alcune sculture rupestri che confermano la richiamata coerenza di un moto instabile tra leggero e pesante. Sul quadro le forme randomiche trovano una loro qualità gravitazionale, ancorandosi alla geografia cosmica di una rinata soggettività. Così per le sculture, bloccate al suolo eppure morbidissime nelle casualità dei loro atti posturali, girovaghe come il principio antropologico che le orienta verso un continuo domani.
Voglio immaginare quei quadri e quelle sculture come frammenti in volo libero, verso l’impossibilità frontale di qualsiasi visione statica. Li vedo nel cielo sopra di noi, nuvole sensoriali che roteano e parlano lingue meticce. Frammenti di un discorso amorevole sul mondo dentro e attorno a noi, numeri aperti di una matematica che si rassegna al volo inquieto della creazione.
Opere mediterranee, nel senso più alto del termine, soavi pagine narrative di una rinascita attraverso noi stessi.
Opere che evocano strofe su una natura riabilitata, su un mondo che cerca desiderio e radici, memoria dentro ogni singolo futuro.
Cemento e mercurio dentro una stessa forma inquieta.
Sintesi Curriculum:
NATO A Campobasso
VIVE A Roma
Gino Marotta è nato a Campobasso il 20 giugno 1935. Vive e lavora a Roma. E’ uno dei più noti artisti italiani in campo internazionale. A lui, come a pochissimi grandi artisti del XX secolo, è toccato l’onore di esporre al Louvre, nel 1969, un ciclo rappresentativo di sue opere.
Ha partecipato a grandi esposizioni internazionali di interesse storico, portando il suo lavoro, il suo nome e quello dell’Italia nei più grandi Musei del mondo. Nel 1984 è stato invitato a partecipare con una Sala personale alla XLI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dove ha esposto “Le Rovine dell’Isola di Altilia”, un’opera-ambiente di grandi dimensioni.
Da ricordare le varie Quadriennali d’Arte, la “Vitalità del Negativo”, “L’Arte Italiana degli anni ‘60” e, più recentemente, la grande mostra personale “Metacrilati” al Complesso del Vittoriano a Roma.
E’ rappresentato nella Collezione “Artisti Italiani del XX secolo alla Farnesina” del Ministero degli Affari Esteri. Le sue opere di pittura e scultura sono conservate nei più prestigiosi Musei, Istituti Bancari, Collezioni private in Italia e all’Estero. Fa parte della Commissione Artistica Permanente presso il Ministero del Tesoro, in seno alla quale ha partecipato alla scelta delle immagini che figurano sull’Euro. Gli sono stati conferiti importanti premi per la scultura, la pittura, il design e il teatro. E’ accademico dell’Accademia Medicea delle Arti del Disegno di Firenze e della prestigiosa Accademia Nazionale di San Luca di Roma.
Ha pubblicato, di recente, un libro di saggi brevi dal titolo “Rosso di Cinabro”.
Voto:
Titolo: teorema di incompletezza
Pseudonimo: MASBEDO
Nome: Masbedo Masbedo
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: lambda print
Misure: 120 x 180
Galleria di riferimento : Galleria Marco Noire
Statement: Il video Teorema di incompletezza racconta il difficile rapporto tra un uomo e una donna, tema centrale della ricerca artistica dei due artisti. Attraverso la distruzione della sacralità e dell'intimità di una coppia, si sovrappongono voci e spari che colpiscono fino a ridurre ad un cumulo di macerie taglienti un tavolo abbandonato in una landa di ghiacci e sabbia lavica e una scultura di oggetti di uso quotidiano realizzati in cristallo.
Sintesi Curriculum:
NASCONO A Milano
LAVORANO A Milano
Nicolò Massazza (Milano 1973) e Iacopo Bedogni (Sarzana 1970) vivono e lavorano a Milano. Espongono nei musei internazionali e partecipano a svariati Film festival (Locarno, Roma, Trieste, Lisbona, Atene).
Sono presenti nelle collezioni più prestigiose europee e i loro lavori video si trovano all’interno di collezioni di musei italiani e internazionali come Tel Aviv Art Museum, Da2 Domus Artium, Salamanca, CAAM Centro Atlantico de arte Moderno. Las Palmas, MACRO Museo di arte contemporanea di Roma dove nel 2004 realizzano una grande mostra personale.
Tra le loro recenti mostre personali:
Nel 2007 si aggiudicano il premio della critica con l'opera “10 insects to feed” al Trieste Film Festival e nel 2006 vengono selezionati per la Piazza Grande di Locarno durante il Locarno Film Festival. Nel 2007 vengono invitati alla Camera per alcune audienze parlamentari come membri rappresentanti della realtà della giovane arte italiana
Voto:
Titolo: Scavare nella memoria per trasformare l’uomo contemporaneo da superstite del tempo a essere nel tempo.
Nome: Luciana Matalon
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: tela
Misure: 100 x 150
Galleria di riferimento : Museo Fondazione Luciana Matalon
Statement: L’impulso più profondo che da sempre mi spinge a creare è il desiderio di poter essere luce, tanto da illuminare e scolpire il pensiero quando è appena nato nella nostra dimensione inconscia, quando è ancora puro, energia sepolta.
Anche questa volta e più di ogni altra, l’impulso nasce da qui.
La luce in questo caso delinea un arcobaleno e l’arcobaleno diventa energia che abita il cielo, energia che scopre e rivela analogie e corrispondenze e riattiva un processo che riguarda la natura umana in tutta la sua estensione spaziotemporale, dalle origini al presente.
L’arcobaleno da sempre è sinonimo di speranza: dopo la tempesta il sereno, dopo le ansie e il dolore della quotidianità, l’armonia.
Sintesi Curriculum: Luciana Matalon, veneta di nascita, milanese di adozione, esordisce a Milano nel 1968.
Artista poliedrica, si dedica a pittura, scultura e creazione di gioielli.
Ha compiuto gli studi artistici principalmente a Milano all’Accademia di Brera e nel corso di vari soggiorni in diversi paesi stranieri. Numerose sono le mostre cui ha partecipato a partire dal 1966 e le personali allestite in Europa, America, Giappone.
Molti critici europei e americani si sono interessati alla sua produzione artistica, e tra le personalità della cultura italiana hanno scritto di lei: Vincenzo Accame, Martina Corgnati, Giuseppe Curonici, Ferruccio De Bortoli, Floriano De Santi, Armando Ginesi, Ermanno Krumm, Alberico Sala, Roberto Sanesi, Arturo Schwarz, Vittorio Sgarbi, Leo Strozzieri, Miklos N. Varga, Silvio Zanella.
Dal 2000, l’artista istituisce a Milano la Fondazione a lei intitolata, aspirando a creare uno spazio museale che sia crocevia internazionale di nuove idee e di nuovi orientamenti artistici. Inoltre, a partire dal 2006 promuove il Premio Beniamino Matalon per le Arti Visive, di durata biennale, con l'obbiettivo di stimolare gli artisti under 35 alla realizzazione di opere pregnanti e meritevoli, nonché di sostenerli nel loro percorso di crescita artistica.
Mostre personali
1968 Milano, Galleria ll Pilastro
Perugia, Galleria La Luna
Venezia, Galleria San Vidal
Milano, Galleria ll Cigno
1969 Milano, Palazzo Serbelloni
Jesi, Galleria ll Centro
Taranto, Galleria Magna Grecia
1970 New York, Zegrì Gallery
Miami, Florida, Art+Art Gallery
Paris, Galerie Cardo Matignon
1971 Bruxelles, Galerie L’Angle Aigu
Santa Margherita Ligure, Galleria La Piccola
Lugano, Galleria Boni+Schubert
1972 Miami, Florida, Walkup Gallery
Verona, Galleria dello Scudo
Huesca, Spagna, Gallerfa S’Art
Barbastro, Spagna - Palacio del Los Argensola
1973 Washington, Asam Galleries
Sassoferrato, Sala Omaggio a Palazzo Oliva
1974 Zaragoza, Spagna, Galeria Berdusan
1975 Zurich, Galerie Bürdeke
1976 Torino, Galleria d’Arte Quaglino
1977 Milano, Galleria d’Arte Cortina
1978 Dorp Sint-Martens-Latem, Belgio, Latemse Galerij
1979 Dilbeek, Belgio - ia Orana Hedendaagse Kunst
1980 Oberhausen, Germania, Galerie Cle
Dilbeek, Belgio - ia Orana Hedendaagse Kunst
Dusseldorf, Germania - EP-Galerie
1981 Dusseldorf, Germania - EP-Galerie
1982 Paris - CBA Studio
1983 Amsterdam - Art Meeting Centre
1984 Dusseldorf, EP Galerie
1985 Koln - La Linea Galerie
1987 Dusseldorf, EP-Galerie
1988 Köln - La Linea Galerie
1990 Gallarate - Civica Galleria d’Arte Moderna (antologica)
1991 Pisa, Galleria Il Prato dei Miracoli
1993 Budapest, Vigadó Galéria
1994 Bologna - BPM - Banca Popolare di Milano
1995 Sint Katelijne - Waver (Belgium), Kunstgalerij Kauterveerne
1995/96 Köln - Rechtsanwalt Gebauer
2000 Milano – “Spazi infiniti e simboli inquietanti”- Fondazione Luciana Matalon
2002 Spoleto, “Tracce, segni, antichi alfabeti raccontano” - Palazzo Racani Arroni
2003 Milano, “Sculture a quattro mani di Pino Di Gennaro e Luciana Matalon…per cogliere alfabeti mentali alla deriva del tempo…”- Fondazione Luciana Matalon
2004 Amsterdam – Kunsthandel Frans Jacobs
Milano – “Vengo dal mare…ti porto un messaggio”- Fondazione Luciana Matalon
2006 Foggia/Vieste – “Segni – tracce – simboli di Luciana Matalon”- Galleria d’Arte “Aura” Rupestre
2006/07 Milano – “Inediti di Luciana Matalon”- Fondazione Luciana Matalon
2008 Milano – “I silenzi del tempo” – Fondazione Luciana Matalon
2009 Milano – “Gli alfabeti del vento” – Fondazione Luciana Matalon
2009 Roma - "Nei labirinti della memoria" - Palazzo Venezia
Mostre collettive
1962 Milano – Incontro Jazz – Pittura al Derby Club con Enrico Intra e Gian Franco Cerri
1966 Pordenone - Premio di pittura “Citta di Pordenone”
1968 Milano, LXVIII Annuale d’arte “La Permanente”
Jesi, Premio Avis “Città di Jesi”
Roma, Palazzo delle Esposizioni
1969 Milano, Selezione Italiana del Prix Signatures
Parigi, Mostra dei “laureati” al Prix Signatures - Galerie Cardo Matignon
Bruxelles, artisti internazionali alla Galerie d’Art L’Angle Aigu
Miami, Florida - Artisti Europei alla Gallery Art+Art
Mimizan, Francia - 2° mostra dei “Laureati” al Prix Signatures - “Incontro Internazionale Città di Mimizan”
Gent, Belgio - mostra di gruppo alla Richard Foncke Gallery
1970 Roma, Trofeo di Pittura “La Capitale”, Palazzo delle Esposizioni
New York - Artisti Europei e Sud Americani alla Zegrì Gallery
New York - Mostra permanente alla Mitch Morse Gallery
Soncino - 2° Rassegna Internazionale di arte Contemporanea d’Avanguardia “Piero
Manzoni”
1971 Barcellona, Spagna, 3° Bienal Internacional del Deporte en Las Bellas Artes - Reales Atarazanas
Ferrara - Mostra di Fantascienza promossa dalla Città di Ferrara in collaborazione con la NASA e l’Agenzia Sovietica TASS
Bruxelles - Salon D’été alla Galerie L’Angle Aigu
1972 Sassoferrato - Triennale dell’ex Libris - Palazzo Oliva
Deauville, Francia, 23° Grand Prix International de Peinture
Torino, Spazialismo e strutturalismo - Arte Centro Quaglino
1973 Washington - Mostra di gruppo “Official Grand Opening” Asam Galleries
Madrid, IV Bienal Internacional del Deporte en Las Bellas Artes - Palacio de Cristal del Retiro
Milano - XV Triennale di Milano - Palazzo dell’Arte
1974 Zurigo - Mostra permanente alla Galleria Bürdeke
Ginevra, Svizzera - Mostra di gruppo alla Atrium Artis Gallery
1975 Barcellona, Spagna - V Bienal Internacional del Deporte en Las Bellas Artes
1976 Zurigo - Artisti Europei alla Galleria Bürdeke
1977 Washington - Incontro Internazionale alla Jamco Design Centre
Madrid, Vl Bienal Internacional del Deporte en Las Bellas Artes - Palacios de exposiciones del Retiro
1978 Milano, Premio Nazionale di Pittura “Giacomo Balla”
1979 Bogotà, Columbia - Grafica Italiana a Bogotà
Parigi, Bilan del L’Art Contemporain “Gli Artisti d’ltalia a Parigi” - Marie du 1° arrondissement de Paris
Milano, Circolo di via De Amicis: “40 artisti per l’A dell’Avanti”
Barcellona, Spagna - Vll Bienal Internacional del Deporte en Las Bellas Artes-Reales Atarazanas
Dusseldorf - Mostra di gruppo EP-Galerie
1980 Milano - 32 Proposte “E” - Zarathustra arte Incontro
Dusseldorf - 10 Jahre EP-Galerie - Junge internationale Kunst Malerei - Grafik - Plastik aus den Jahren 1970 bis 1980
1981 Quebec, Canada - “Artistes de France et d’Europe” - Centre des Congrès sous le Haut Patronage du Ministère de la Culture
Cannes (Francia) - Fetival de l’Art-Mai 1981 - Galerie Martinez
Bruxelles - Exposition A-Z- Galerie Hutse
Gallarate - “Panorama di Grafica Contemporanea” - Civica Galleria d’Arte Moderna
1982 New York - New York Coliseum - Art Expo - “Young artists from Europe”
1983 Washington - Jamco Design Studio, permanent show
Principato di Monaco - Musée National d’Etat-Monaco - Ville - XVII Prix International d’Art Contemporain
New York - New York Coliseum - Art Expo - “Young artists from Europe”
Dusseldorf ll lnternationale Austellung - EP Galerie
Dallas, U.S.A. - Dallas Market Centre - Art Expo - Young Artists from Europe
Torino - La Promotrice di Belle Arti - mostra internazionale “I segnalati Biennale 1983”
patrocinata dall’Amministrazione Provinciale di Torino
Valparaiso, Cile - Vl Bienal Internacional de Arte Valparaiso - Museo Municipal de Bellas Artes
Tokyo-Kyoto, Giappone - XXX Incontro d’Arte C.E.I.C. “Disegno e grafica Contemporanea Italiana a Tokyo
Pisa - Incontro di Pittori Italiani e stranieri - Abbazia di San Zeno
1984 Dusseldorf - III lnternationale Austellung EP-Galerie
Berlino - Orangerie - Castello di Charlottenburg - XXXI Manifestazione Internazionale C.E.I.C. - Rassegna d’Arte Italiana XIV Primavera 1984
1985 Valparaiso, Cile, VII Bienal Internacional de Arte Valparaiso
1986 Pescara - Seconda Biennale Nazionale d’Arte Sacra - Maggio 1986
1987 Köln, mostra permanente - La Linea Galerie
1993 New York, International Art Competition New York ‘93
1994 Bologna, Art Fair ‘94
Maastricht, The European Art Fair Maastricht
Amsterdam, Kunstrai Amsterdam
Amsterdam, Permanent show at Kunsthandel Frans Jacobs
Ostende, Belgium, “100 bronze sculputres” Forum Gallery
Parigi, FIAC ‘94
Singapore, Tresors Art Fair
Gent, Belgio, Lineart ‘94
Bologna, “Pro Domo Tua” - Galleria 9 Colonne
1995 Maastricht, The European Fine Art Fair
Amsterdam, Kunstrai Amsterdam
Amsterdam, Kunsthandel Frans Jacobs
Parigi, FIAC ‘95
Amsterdam’s RAI complex
Amsterdam, PAN Amsterdam
Gent, Belgio, Lineart ‘95
Anversa, Belgio, Galerie Van Der Planken
Lussemburgo, Galerie Schweitzer
1995/96 Düsseldorf, EP Galerie, Winteraustellung ‘95/’96
1996 Breda, Olanda, 30th Dutch Art and Antique Fair Breda
Amsterdam, Kunstrai Amsterdam
Düsseldorf, Internationale Skulpture-Austellung der 25 jahre EP-Galerie + Management-Center Schloss Elbroich
Anversa, Belgio, HDB Fine Arts
Liempde, Olanda, Residence Woonbeurs ‘96
Parigi, FIAC ‘96
Köln, Art Cologne ‘96
Gent, Belgio, Lineart Gent, I.C.C. International
Amsterdam, PAN – RAI
1997 Miami, USA, Art-Miami
Breda, Olanda, Kunst-En Antiekbeurs
Amsterdam - Kunstrai
Amsterdam, Amsterdam PAN
1998 Sassoferrato, XLVIII Rassegna Internazionale d’Arte G.B. Salvi e Piccola Europa
Breda, Olanda, Kunst-En Antiekbeurs
Amsterdam, Kunstrai
Trevi, prima Biennale d’Arte Contemporanea: Trevi Flash Art Museum
1999 Sharjah, Emirati Arabi Uniti, 15.000 International Artists, Sharjah Arts Museum
Den Bosch, Olanda, Kunst-En Antiekbeurs
Amsterdam, Kunstrai
Parigi, Art Paris
2000 Amsterdam, Galerie Amsterdam: “Ten Artists - Ten Faces”
Den Bosch, Olanda, Kunst-En Antiekbeurs
Paris, Art Paris
2001 Milano - “La Scuola italiana dell’astrattismo maturo” – Fondazione Luciana Matalon, ideata da Riccardo Barletta, a cura di Elio Santarella
Hertogenbosch, The Netherlands – Fineart & Antiques Fair
Amsterdam – Pan Amsterdam
Bengasi, Libia – “Immagini italiane a Bengasi” – Mostra di Arte Grafica Contemporanea -
Consolato Generale d’Italia a Bengasi, a cura di Armando Ginesi
2002 Milano – “Gioielli d’acqua” – VII Edizione Arte da mangiare mangiare Arte
Milano – “Tra immagine e scrittura”, carte dipinte, disegnate, impresse, scritte – Area Banca
Milano
2004 Rozzano – “Rozzano città d’arte”- vincitrice del concorso “Quattro sculture per Rozzano città d’arte”, Centro Culturale Cascina Grande
Den Bosch, Olanda – Kunst En Antiekbeurs
Roma – “Schegge d’Autore” – IV Edizione a cura dell’Enap, Teatro Tor di Nona
2005 Rozzano – Mostra collettiva degli artisti vincitori del concorso “Rozzano città d’arte” - Centro Culturale Cascina Grande
Milano – “Un ricordo per Giò Pomodoro”, Palazzo Broggi
Portofino (Ge) – L’arte in Piazzetta, 62 opere d’autore per il Monte di Portofino
2007 Celano – Triennale Internazionale di Arte Sacra, XVI edizione - Castello Piccolomini
2008 Ferrara – “Altrove. Omaggio a Joan Mirò” – Castello Estense
Milano – Convivio
Vasto – XLI edizione Premio Vasto d’Arte Contemporanea,“Metamorfosi del fantastico. L’immagine ritrovata”, Istituto Filippo Palizzi
Massa – “San Francesco e il Cantico delle creature” - Palazzo Ducale
Milano – “Jean Cocteau le joli coeur” Omaggio alla moda di un seduttore - Centro culturale francese
Voto:
Titolo: Città plastiche 1 e città plastiche 2
Nome: Davide Nido
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: tela
Misure: 440 x 320
Statement: " Citta' plastiche 1 " (1°allegato) e "Citta' plastiche 2 " (2°allegato), Anno 2009 , cm 220x160 cad., tecnica mista su tela.
Sintesi Curriculum: DAVIDE NIDO
Nato a Milano nel 1966. Vive e lavora a Milano.
Born in Milano in 1966. Lives and works in Milano.
Mostre Personali / Solo shows
2008 Spider map, Bonelli Contemporary, Los Angeles, a cura di M. Meneguzzo
2007 Davide Nido, Galerie Gianna Sistu, Parigi, Francia
2006 Full color, Galleria Bonanno Arte Contemporanea, Mezzo Lombardo (Trento), testi di C. Natalicchio e N. Sciaccaluga
Davide Nido. Coriandoli e tutto, Galleria Blu, Milano, testo di L. Beatrice
2005 Davide Nido, Punti di Contatto, Galleria Carloni Spazioarte, Frankfurt, Germania, testo di M. Behm
Solo, Roberta Lietti Arte Contemporanea, Como, a cura di F.Naldi
2004 Viaggio su M’Arte, Galleria Bonelli Arte Contemporanea, Mantova, testi di M. Meneguzzo, G. Marziani, E. Bonessio di Terzet, E. Gravagnuolo
2003 Textures (con Dany Vescovi), Palazzo del Broletto, Como, a cura di E.Gravagnuolo e M.Sciaccaluga
2001 Roarangiavercelindavio, Galleria Paolo Majorana , Brescia, testo di M. Sciaccaluga.
Folle in una notte di Primvera (con Federico Guida), Galleria Roberta Lietti Arte Contemporanea, Como, testo di M. Di Marzio.
Sognare, Spazio Obraz, Milano, testo di M. Di Marzio
1999 Sintetica (con Leonida De Filippi), Galleria Monopoli, Pavia, testi di M. Cingolani, F. Guida, A. Riva, S. Spada
1998 Davide Nido, Galleria Andrea Ciani, Genova
1995 Oltre il cinema (con Albino Crovetto), Galleria Leonardi V Idea, Genova, testo di A.Ciani
1994 M.E.L.L.A.U. H2O, Mellauer Werkstatt Gallerie, Austria, testo di P.Renner
1993 Tricicli (con Federico Guida e Dany Vescovi),Galleria Eos, Milano, testo di F.Gualdoni
Davide Nido, Antico Granaio della Grancia, Serre di Rapolano (Siena), testo di M.Minnai
Mostre Collettive / Group shows
2009 53 Esposizione Internazionale d'Arte. La Biennale di Venezia, "Collaudi", Padiglione Italia, Venezia, a .cura di L.Beatrice e B.Buscaroli
To move, Interporto di Trento, Nuovo Centro Direzionale,Trento, a cura di M. Meneguzzo
Italia Calling, Bonelli Lab, Canneto S/O (Mantova), a cura di B.Buscaroli
I was so much older then, i’m younger than that now, Galleria Antonio Colombo Arte
Contemporanea, Milano, a cura di L. Beatrice
2008 Paradiso Terrestre, Bonelli Lab, Canneto S/O (MN), a cura di L.Cerutti e S.Zweifel
Mondino and friends,Galleria Poleschi Arte, Milano, a cura di V.Coen
Il rosso e il nero, Galleria Silvano Lodi e Due, Milano,a cura di P.Manazza e A.Visca
Experimenta, Collezione Farnesina, Ministero degli Affari Esteri, Roma, a cura di: M.Calvesi, L.Canova, M.Meneguzzo, M.Vescovo
15a Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Presidente Gino Agnese
Patters, Sala Civica "Radio", Vicolo Comunale Meda (Mi),a cura di I.Quaroni
Gold zero karati, My own gallery,Milano,a cura di C.Vallacchi
Bateau Ivre. L’ebbrezza del contemporaneo, Cantine Icario, Montepulciano, a cura di M. Meneguzzo
2007 La Nuova Figurazione Italiana. To be continued, Fabbrica Borroni Bollate (Milano), a cura di C. Canali
Generazione Astratta IV, Galleria Arte Moderna alle Ciminiere, a cura di B. Buscaroli
Treno dell’arte. Museo per un giorno, a cura di V. Sgarbi, F. Arisi, D. Trombadori, L. Beatrice, C. Canali
Arte italiana – 1968-2007 – Pittura, Palazzo Reale, Milano, a cura di V. Sgarbi
Stemperando 2007, Galleria Civica d’Arte Moderna, Palazzo Collicola, Spoleto, a cura di G. Barbero
Punto, Spazio Guicciardini, Milano, a cura M. C. Vallacchi
Check-in, Bonelli Lab, Canneto sull’Oglio, Mantova
Per una storia dell’arte: da Klein a oggi, Galleria Blu, Milano
Art-p, River South Art Center, Suzhou Creek, Shanghai, Cina
2006 Premio del Golfo 2006, Biennale Europea Arti Visive La Spezia, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, a cura di B. Corà
Senza famiglia! , Palazzo della Società Promotrice delle Belle Arti, Torino, a cura di M. Cingolani
Opening, Galleria Libra Arte Contemporanea, Catania, a cura di B. Buscaroli
Vespa: Arteitaliana, Chiesa e chiostro di Sant’Agostino, Pietrasanta, a cura di Valerio Dehò
Generazione Anni ’60, Spazio Guicciardini, Milano, a cura di C.Rizzi
From White to Black, Galleria Barbara Mahler, Lugano, a cura di Igor Zanti
Nuova Generazione Astratta,
Valente Arte Contemporanea, Finale Ligure (Savona), a cura di R.Zelatore
Sincretiche Astrazioni, Fondazione Zappettini, Chiavari (Genova), a cura di R. Zelatore, testi di G. Bonomi e M. Meneguzzo
2005 Senza dubbio! L’arte torna a scuola, Scuola Media di Trissino, Trissino (Vicenza), a cura di M. Cingolani
Miracolo a Milano, Palazzo della Ragione, Milano, a cura di A. Riva
Generazione Anni ’60, Civico Museo Parisi Valle, Taccagno (Varese), a cura di C.Rizzi
Nuova Generazione Astratta, Fondazione Zappettini, Milano, a cura di R. Zelatore
Il nodo parlante, Galleria Studio La Città, Verona, a cura di L. Meneghelli
Tre milanesi a Milano, Casa del Pane ex Caselli Daziari, Milano, a cura di P.Artoni, testi di P.Artoni e M.Sciaccaluga
52° Premio Michetti – In & Out, Fondazione Michetti, Francavilla al mare (Pescara), a cura di L. Caramel
2004 Risalto, Castello di Camino, Casale Monferrato (Alessandria)
Altre astrazioni, Galleria Sergio & Thao Mandelli, Seregno, a cura di E. Gravagnuolo e
M. Sciaccaluga
Tornasole, Galleria Arte+Arte Contemporanea, Varese
XIV Quadriennale - Anteprima, Palazzo della Società Promotrice delle Belle Arti, Torino
Occhio!, Ex Macello, Benevento, a cura di L. Canova
B.T.T.B., Spazio Obraz, Milano, testi di I. Quaroni, N. Mangione, S. Castelli
Legami: ascendenze elettive. Galleria Blu, Milano
2003 Forever young, Galleria My Collection, Verona, a cura di M. Di Marzio
Getting Blu, Galleria Blu, Milano
L'isolachenoncè, Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, a cura di P Artoni
Piantala, N.O. Gallery, Milano, a cura di M. Gentili
Nel corpo dell'immagine - Premio Vasto, Musei Civici, Palazzo d'Avalos, a cura di L. Canova
Pentathlon, Nuova Palestra Artistica Milanese, Museo della Permanente, Milano, a cura di M. Meneguzzo, A. Riva, M. Sciaccaluga.
Non è vero che tutto fa brodo, Galleria Spazia, Bologna, a cura di M. Sciaccaluga
2002 Out of the blu, Galleria Blu, Milano
Premio Lissone, Civica Galleria d'Arte Contemporanea, Lissone (Mi), a cura di A. Riva,
S. Robecchi, M. Sciaccaluga
The hell fire touring club, di P.Renner, Fondazione Morra, Napoli- (artista associato)
Lune parlanti, Monte Fiore Conca, Rimini
Premio Durini, Palazzo della Permanente, Milano, a cura di A. Riva
Premio scultura Mater Domini, Villa Pomini, Castellanza (Varese), a cura di R.Ferrario
Saluti da Como, Galleria Roberta Lietti
Arte Contemporanea, Como, a cura di E. Gravagnuolo e P. Noè
2001 Disegni per i miei migliori amici, Artoteca, Milano
In-pressione, Officine del gas di Bovisa, Milano, a cura di M. Di Marzio
Cocktail, Galleria Paolo Majorana, Brescia, a cura di M. Cingolani
Paradiso perduto, Galleria la Giarina, Verona, a cura di M.Sciaccaluga
2000 Il matrimonio dei sensi, Spazio Bigli, Milano
In-naturale, Villa Serra Comago e Villa Grimaldi Nervi, Genova, a cura di M. Sciaccaluga
Aldo Mondino e i suoi assistenti, Galleria Gastaldelli, Milano
1999 Levi's frontiere, La Posteria, Milano
Spazio Quid, Milano
1998 Triplozero, nuovi indirizzi della giovane arte in Italia, Antichi Arsenali, Amalfi (Salerno), a cura di M. Bignardi
Rock around the clock, Galleria Ciocca, Milano, a cura di M.Cingolani
Pigsty, Spazio 24h, Milano, a cura di R. Borghi
Arie mediterranee,Medelhavsmuseet, Stoccolma
1997 II punto, Galleria Continua, San Gimignano (Siena)
Alta marea, Palazzo Opesso, Chieri (Torino)
Secondo premio Trevi Flash Art, Palazzo Lucarini, Trevi (Perugia)
1996 Südbarolen Volkspartei, Conrad Sohm, Dornbirn, Austria
Premio San Carlo Borromeo, Museo della Permanente, Milano
Continua al Segno, Galleria il Segno, Roma
Levia candida, Galleria Continua, San Gimignano (Siena), a cura di E. Princi, S. Gori
That's me, Fondazione A. Demedtshuis, Wielsbeke, Belgio
1995 Ex novo, Brera Cult, Milano, a cura di A. Beolchi
Oltre il paesaggio, Fortezza di Montalcino (Siena), a cura di M. Eremita
Giovane arte contemporanea, Castello di Sartirana, Pavia, a cura di L. Somaini
1994 40x40, Galleria Continua, San Gimignano (Siena)
Chandelle verte, Rassegna di Patafisica, Galleria Eos, Milano
Europa-America 360 e venti, Galleria Pino Molica, Roma - New York
1993 Studio Paul Renner, Grossdorf (Austria)
1992 Splendente, Castello di Volpaia, Radda in Chianti (Siena), a cura di L. Pistoi
XI Grancia d'argento, Premio Internazionale d'Arte Contemporanea, Serre di Rapolano (Siena)
Imprimatur, Ex chiesa di S. Carpoforo, Milano, a cura di A. Bonito Oliva.
Voto:
Titolo: Green line
Nome: Fabio Novembre
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: digitale
Misure: 35 x 46
Statement: Green line era definita la linea di demarcazione che a Beirut, durante la guerra civile, separava le due opposte fazioni cristiana e musulmana. L’appellativo si riferiva alla colorazione che sembrò assumere il manto stradale a causa della crescita di arbusti e piante attraverso lo strato di asfalto. Ho visitato personalmente gli scheletri architettonici sui due lati della strada che portano ancora il segno dei buchi da proiettile dei cecchini appostati. Le azioni dell’uomo sono spesso incomprensibili. L’unica certezza è che su qualsiasi errore umano ricresce un fiore. A siglare una fine e salutare un inizio. C’è sempre un modo diverso di fare le cose, e il fiore lo sa bene.
Sintesi Curriculum: Fabio Novembre (Lecce, 1966) è un architetto e designer italiano internazionalmente considerato il maggiore esponente del nuovo design italiano.
I suoi progetti d’architettura e i suoi oggetti di design sono tra le immagini più pubblicate degli ultimi anni.
Vive e lavora a Milano.
Nel 1984 si trasferisce a Milano, dove nel 1992 si laurea in Architettura.
Nel 1993 vive a New York dove frequenta un corso di regia cinematografica presso la New York University.
Nel 1994 gli viene commissionato il suo primo lavoro di architettura d’interni: il negozio “Anna Molinari Blumarine” ad Hong Kong. Nello stesso anno apre il suo studio a Milano.
Dal 2000 al 2003 è art director di Bisazza, contribuendo al rilancio internazionale del marchio.
Dal 2001 collabora con le maggiori aziende del design italiano quali Cappellini, Driade, Meritalia, Flaminia, Casamania.
Nel 2008 il Comune di Milano gli dedica una grande mostra monografica presso lo spazio espositivo della Rotonda di Via Besana, dal titolo: “Insegna anche a me la libertà delle rondini”.
Nel 2009 il Triennale Design Museum di Milano lo ha invitato a curare ed ideare una mostra sul suo lavoro dal titolo: “Il fiore di Novembre”.
Voto:
Titolo: Per speculum
Nome: Adrian Paci
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: Film 35mm, 6'53''
Misure: 300 x 400
Galleria di riferimento : francesca kaufmann
Statement: Per Speculum non trae spunto da un episodio concreto ma pare piuttosto sospeso in un tempo indeterminato e in un luogo dal carattere archetipo.
Protagonisti del film in 35mm Per Speculum sono un gruppo di bambini che, dopo avere distrutto lo specchio in cui è riflessa la loro immagine, ne utilizzano i frammenti per ingaggiare una sfida al sole. Arrampicati sui rami di un enorme albero i bambini riflettono con gli specchietti la luce, infondendo così alla pianta una vitalità pulsante. Alla rottura dello specchio, un’azione in sé drammatica, autodistruttiva, segue inaspettatamente il gesto liberatorio del gioco e, insieme, un capovolgimento di prospettiva per cui i raggi di luce sono diretti verso lo spettatore, che è come incluso nel vivo della scena.
Le immagini del film, pur volendo mantenere un carattere lieve, sono intessute di sottili richiami simbolici che offrono numerose aperture interpretative, a partire dallo specchio, la cui rottura indica in molte culture cattivo presagio, ma che qui diventa strumento di gioco e, oltre, di conoscenza. Il titolo del lavoro riprende una frase molto commentata della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, videmus nunc per speculum in aenigmate tunc autem facie ad faciem 13:12 (‘Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia’), in cui si discetta sul tema della conoscenza umana, limitata ad una visione, appunto, ‘speculare’, indiretta. Ma nel film è proprio questa specularità, questa ludica mediazione a rendere possibile la rivelazione della bellezza nel semplice elemento naturale. D'altro canto lo stesso albero, ritratto frontalmente nella sua maestosità, richiama numerose iconografie, dall'albero di Jesse all'albero filosofico, fino all'albero come figurazione della vita e della genealogia: l'albero in ogni caso come struttura sistematica e vivente, capace di sorreggere e unificare la pluralità.
Sintesi Curriculum: Born in 1969, in Shkoder, Albania. Lives and works in Milan.
Selected solo exhibitions:
2008 Center for Contemporary Art CCA, Tel Aviv, curated by Edna Mosenson
Kunstverein Stuk, Leuven, Belgium, curated by Eva Wittocox
Kunstverein Hannover, curated by Stephan Berg, Martin Engler
Bonnier Konsthall, Stockholm, curated by Sara Arrhenius
2007 Museum Am Ostwall, Dortmund, Germany
2006 Per Speculum, galleria francesca kaufmann, Milan
Adrian Paci, Galleria Civica di Modena, curated by Angela Vettese, Modena, Italy
2005 PS1, New York, curated by Amy Stewart
Yale University, New Haven, CT
Perspective 147: Adrian Paci, Contemporary Arts Museum Houston, curated by Paola Morsiani
MC, Los Angeles
Galerie Peter Kilchmann, Zurich
Moderna Museet, Stockholm
Exit Gallery, Kosovo
2004 galleria francesca kaufmann, Milan
Viafarini, Milan
2003 Baltic Art Center, Gotland
Galerie Peter Kilchmann, Zurich
2002 galleria francesca kaufmann, Milan
2001 Bildmuseet, Umea, Sweden
Selected group-exhibitions:
2005 Biennale Visual Arts, Venice, Italy, Arsenale, Sempre un po’ più lontano curated by Rosa Martinez
Irriducibile: Contemporary Short Form Video, Miami Art Central, Miami
2003 Blood and Honey, Sammlung Essl, Wien, curated by Harald Szeemann
2002 In Search of Balkania, Neue Galerie, Graz
EXit, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin
5th Werkleitz Biennial, Berlin
The Horse would Know but the Horse can’t Speak, Premio Furla, Fondazione Querini Stampalia, Venice
2000 Manifesta 3, Lubljiana
1999 XLVIII Biennale di Venezia, Venice
Voto:
Titolo: Bulborundum
Nome: Luca Pancrazzi
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: bulbo 100w
Misure: 200 x 280
Statement: Bulborundum evoca fortemente la funzione di una lampadina, ma quì diviene corpo illuminante del pensiero.
La luce simbolica emanata dalla scultura ricalca quella effettiva dell’oggetto da cui proviene per farsi il centro di una energia tutta simbolica che si irradia a partire dalle schegge di vetro del bulbo. Come uno still tridimensionale dell’esplosione di una lampada ad incandescenza le schegge sono dirette in tutte le direzioni a partire dal centro.
Questa installazione è composta da tre bulbi per rendere dinamiche e combinatorie le linee di forza emanate.
L’opera evoca la forza dinamica del pensiero, la partenza interiore di un movimento positivo che emana verso l’esterno, e la libertà totale dell’arte.
Il funzionamento della componente illuminante lascia l’opera didascalicamente accessibile alla funzione originaria del supporto utilizzato e ne rimanda la funzione simbolica al momento in cui viene spenta. Il periodo in cui la lampada funziona effettivamente accendendosi è solo un periodo di transizione, l’opera si accende quando il collegamento elettrico si spenge o si esaurisce.
Luca Pancrazzi
Sintesi Curriculum: mostre personali
2009
- STILLLIFE – Galerie Andrea Caratsch, Zurich.
2008
- TEMPORUNDUM – Patrizia Pepe, Capalle (Firenze).
2007
- 1:1 – Moscow Museum of Modern Art at Zurab gallery, Moscow.
2006
- P.&P. – Galleria Continua, San Gimignano.
- LA LINEA DEL DESIDERIO INCONTRA QUELLA DELL’ANIMA – Edicola Notte, Roma.
- A DAILY LIFE OF A WINDOW IN SHANGHAI - Galería Marta Cervrea, Madrid.
2005
- SIMMETRIA VARIATA VARIABILE – Caratsch de Pury & Luxembourg, Zurich – Galleria Seno, Milano.
2004
- UNO A UNO – Galleria Continua, Sangimignano (Siena).
2003
- SKIP INTRO – Mullerdechiara, Berlin.
2002
- ERROR – Borromini Arte Contemporanea, Ozzano Monferrato (Torino) (cat).
2001
- INTRUSO-ESTRUSO - Galleria Emilio Mazzoli, Modena (cat).
2000
- SPACE AVAILABLE - Museo Marino Marini, Firenze (cat).
- 24 ORE SU 24 - Galeria Marta Cervera, Madrid.
1999
- FIFTEEN YEARS IN ONE NIGHT - Galleria Base, Firenze.
- FORMATO - Palazzina dei Giardini, Galleria Civica Modena (cat).
- NÉ PAESAGGIO NÉ NATURA MORTA - Van Laere Contemporary Art Gallery, Antwerp.
1998
- PAESAGGIO ENDOGENO - Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano (cat).
- POLVERE & POLVERE - Galleria Continua, San Gimignano (cat).
- LUCA PANCRAZZI - Statement, Art 29’98, Basel.
- 99A4 - Galleria In Arco, Torino (cat).
1997
- FOUR LANDSCAPES - D’Amelio Terras Gallery, New York.
- LUCA PANCRAZZI - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università degli Studi La Sapienza, Roma (cat).
1996
- ALL’OMBRA DEL TEMPO - Galleria Emilio Mazzoli, Modena (cat).
- DORSODURO HARD BACK TOUR 1996 - (con Pierpaolo Pagano) Studio Barbieri, Venezia.
1995
- NONSITES - Galleria Studio Legale, Caserta (cat).
- LUCA PANCRAZZI – Wassermann Galerie, München.
1994
- LUCA PANCRAZZI - Galerie Analix, Genève.
- QUOTIDIANO – Loft Arte Club, Valdagno , Vicenza (cat).
1993
- 16 FEB. 1993 - Galleria Transepoca, Milano.
1992
- PANCRAZZI/CINGOLANI - (con Marco Cingolani) Galleria Margiacchi, Arezzo.
- LUCA PANCRAZZI - Galleria Care Of, Cusano Milanino.
1991
- SIMMETRIA VARIABILE VARIATA - Galleria Margiacchi, Arezzo (cat).
1989
- LUCA PANCRAZZI - Museo Riz a Porta, Firenze.
Voto:
Titolo: "terra animata & leo vìridis"
Nome: Luca maria Patella
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: tela fotografica
Misure: 300 x 150
Statement: Luca Maria Patella 1967 - 2009
In questa “Terra Animata”,
Claudio Meldolesi, nell’Estate del 1967,
misura HUMANAMENTE l’Ambiente.
Un intenso raggio di ENERGIA verde bci rilancia nel Futuro! dedicato al ”Leone Verde”, che indica il raggiungimento dell’Opus Alchemico “Terra Animata & Leo Vìridis”.
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Miraggio
Pseudonimo: Dino Pedriali
Nome: Dino Pedriali
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: altro
Misure: 110 x 290
Galleria di riferimento : Paolo Tonin Arte Contemporanea, Dino Pedriali & i suoi amici, ottobre 2009 Paolo Tonin arte contemporanea Torino
Statement: stampa a getto d'inchiostro su carta hahnemule baryta
Sintesi Curriculum:
DINO PEDRIALI
NATO A Roma
Dino Pedriali, fotografo, è nato nel 1950 a Roma, dove vive e lavora.
Tra le sue più recenti mostre personali:
2008
"Romae", 28 febbraio - 28 mazo 2008, Galleria Anna D'Ascanio, Roma
2007
"Dino Pedriali: nature morte", 5 febbraio - 31 marzo 2007, Galleria Luxardo, Roma"Il Velodromo",13 Settembre - Novembre 2007, Ikona Gallery, Venezia
2006
"Pasolini anno 1975", 2 febbraio - 24 marzo 2006, Salone delle Feste, Parigi"Pasolini 1975", 7 novembre 2006 - gennaio 2007, Museo Archeologico Provinciale, Potenza
2002
"Nike", Il Ponte Contemporanea, Roma"L'officina del Corpo" e "Eco", 2 RC, Roma"Friends", Luciano Inga - Pin, Milano"George Segal - The Artist's Studio", 14 giugno - 1 settembre 2002, MACRO, Roma
2000
"Non Vendibile Singolarmente", Il Ponte Projects, Roma
Tra i soggetti catturati dall'obiettivo di Pedriali: Giorgio De Chirico, Alberto Moravia, Federico Fellini, Andy Warhol, Man Ray, e Pier Paolo Pasolini.
Voto:
Titolo: 54 braccia
Nome: Gaetano Pesce
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: Ceiling Lamp
Misure: 100 x 150
Statement: Composed by fifty four arms in colored resin
Sintesi Curriculum: Gaetano Pesce, architect and designer, was born in 1939 in La Spezia, Italy.
From his earliest manifesto at age 17, through his studies at the University of Venice Faculty of Architecture, his travels, his experimentation, his teaching, his work with renowned manufacturers Cassina, B & B Italia, Bernini and Knoll International, Pesce’s experience has been global, his innovations consistently groundbreaking.
Pesce’s multi-disciplinary works are in the permanent collects of the Museum of Modern Art and the Metropolitan Museum of Art in New York, the Victoria and Albert Museum in London, the Centre Georges Pompidou in Paris, Germany’s Vitra Museum, the Montreal Museum of Art, as well as museums in Japan, Portugal and Finland.
Pesce taught for 28 years at the Institut d’Architecture et d’Etudes in Strasbourg, France. He has lectured in the most prominent universities and cultural institutions around the world, including the Cooper Union in New York City, where he has made his home since 1980 after living in Venice, London, Helsinki and Paris.
Pesce’s work – buildings, furniture, lighting, design competitions, urban studies, museum installations and theater/performance – provoke, inspire, awaken and celebrate color, new materials, political dimensions, the “poorly made,” the feminine, the figurate, the humane and all our senses, while opposing repetition, nostalgia and abstraction.
Pesce’s long advocacy of and research into advanced materials yield continual innovations in form and production, from the iconic “Up” series (1969), including “#5, LaMamma,” a chair of voluptuous proportions chained to an ottoman, the first such industrial product containing a political message, to the “Nobody’s Perfect” furniture, (2002), incorporating his “diversified series” concept: workers’ creative choices during the manufacturing process make each piece unique in color and texture.
Among Pesce’s notable museum exhibitions are his inclusion in the legendary Museum of Modern Art exhibition “Italy: The New Domestic Landscape” in 1972, the 1996 career retrospective at the Centre Georges Pompidou in Paris, entitled “Gaetano Pesce: Le Temps des Questions,” and the “Gaetano Pesce: Il Rumore Del Tempo” exhibition at the 2005 Triennale di Milano.
Pesce received the prestigious Chrysler Award for Innovation and Design in 1993 and the Fashion Institute of Technology’s Lawrence J. Israel Prize in 2009.
Voto:
Titolo: Pittura r.
Nome: Pino Pinelli
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: altro
Misure: 300 x 300
Statement: Pino Pinelli, Pittura R. 2009. Disseminazione di sei elementi. Tecnica mista. Dimensioni variabili
Sintesi Curriculum: Pino Pinelli è nato nel 1938 a Catania.
Vive e lavora a Milano.
mostre personali (principali)
1968 “Pino Pinelli”, Galleria Bergamini, Milano, 19 ottobre - 8 novembre.
1969 “Pino Pinelli”, Galleria d’arte Gi3, Seregno, 18-30 marzo; “Pino Pinelli”, Galleria Sicilia Arte, Catania, 3-13 maggio.
1970 “Pino Pinelli”, Galleria Pianella, Cantù, 31 gennaio - 13 febbraio; “Pino Pinelli”, Galleria d’arte contemporanea Il Punto, Torino, dal 14 maggio; “Pino Pinelli”, Galleria d’Arte “L’Argentario”, Trento, 2-15 dicembre.
1971 “Pino Pinelli”, Galleria d’arte Vinciana, Milano, 9-29 gennaio.
1972 “Pino Pinelli”, Studio Nino Soldano, Milano; “Pino Pinelli”, Galleria Stefanoni, Lecco, 28 ottobre - 15 novembre
1974 Galleria Gastaldelli, Milano.
1975 Galleria Plurima, Udine; Galleria Seconda Scala, Roma; Galleria La Bertesca, Genova/Düsseldorf.
1979 Artra Studio, Milano; Galleria Mathieu, Besançon.
1980 Galleria A.A.M., Roma; Galleria Chantal Crousel, Paris.
1982 Artra Studio, Milano; Galleria Il Milione, Milano; Galleria Unimedia-Caterina Gualco, Genova.
1985 Artra Studio, Milano; Galleria Plurima, Udine.
1988 Artra Studio, Milano; Galleria Vismara, Milano.
1989 Galleria Nuova 2000, Bologna; Galleria Il Milione, Milano; Galleria Gill Favre, Lyon; Palazzo Municipale, Morterone.
1990 Galleria Art Concept, Nice; Galleria Plurima, Udine; Galleria Carinthia, Klagenfurt; Galleria Carinthia, Wien.
1991 Galleria Il Milione, Milano; Galleria Turchetto Plurima, Milano.
1992 Rocca Paolina, Perugia (con Gianni Colombo e Lucilla Catania); Galleria Totem il Canale, Venezia; Galleria Manuela Allegrini, Brescia.
1993 Galleria Lil’Orsay, Paris; Gallery 44, Kaarst Düsseldorf; Galleria Zand Projects, New York; Galleria Plurima Udine.
1994 Teatro Sociale, Bergamo, APC Galerie, Köln; Galleria Fumagalli, Bergamo; Galleria Bassanese, Trieste.
1995 Kunstverein, Ludwigsburg; Galerie Lil’Orsay, Paris; Galleria Turchetto Plurima, Milano; A Arte Studio Invernizzi, Milano; Galleria Ponte Pietra, Verona. 1996 Salone Villa Romana, Firenze; Galleria Santo Ficara, Firenze; Galerie Nothburga, Innsbruck; APC Galerie, Köln; Galleria Melesi, Lecco.
1997 Nouveau Musée, Langres.
1998 Galleria Plurima, Udine; Forumkunst, Rottweil; Galleria Marchetti, Roma. 1999 Galleria Fumagalli, Bergamo; Civica Galleria d’Arte Moderna, Gallarate; A Arte Studio Invernizzi, Milano.
2000 A Arte Studio Invernizzi, Milano; Villa Michelangelo, Arcugnano.
2001 APC Galerie, Köln; Kunstverein Schloss Lamberg, Steyr; Andrea Pronto Arte Contemporanea, Crespano del Grappa; Istituto Italiano di Cultura, London.
2002 Galleria Niccoli, Parma; Galerie zur Grüner Tur, Uznach (doppia personale Pino Pinelli e Jürgen Knubben)
2003 Galleria Melesi, Lecco; A arte Studio Invernizzi, Milano
2004 Galleria Rino Costa, Valenza Po.
2005 “Pino Pinelli. Pittura”, Santo Ficara Arte Moderna e Contemporanea, Firenze, 22 Ottobre - 26 Novembre.
2006 “Pino Pinelli” Palazzo Strozzi, Firenze; Arte Fiera Bologna (Galleria Melesi Lecco)
2007 “Griffa - Pinelli”, Fondazione Zappettini, Milano, 1 Marzo - 2 Aprile; “Pino Pinelli - Anni ‘80”, Galleria Melesi, Lecco, 24 Marzo - 24 Aprile; “Pino Pinelli. La pittura tra frammento e tensione unitaria”, A arte Studio Invernizzi, Milano, 17 Maggio - 6 Luglio;
2008 “Pino Pinelli. Pittura”, Santo Ficara Arte Moderna e Contemporanea, 16 Febbraio - 29 Marzo. Firenze; “Pino Pinelli. Pittura Spaziale”, Galleria Lara & Rino Costa, Valenza Po (AL), 10 Maggio - 26 Luglio.
2009 “Pino Pinelli. Pittura 1974-2008” Cascina Roma, San Donato Milanese (MI) 14 febbraio-28 marzo; “Pino Pinelli. Pensare la pittura” Galleria Civica Enzo Mariani, Seregno (MI), 9 maggio - 14 giugno.
mostre collettive (principali)
1974 XXVIII Biennale Città di Milano, Milano.
1975 “Empirica”, Rimini - Verona; “A proposito della pittura”, Studio Soldano, Milano.
1976 “Cronaca”, Galleria Civica, Modena; “I colori della Pittura”, Roma; Tendenser i Europaeisk Kunst, Galerie Arnesen, Copenhagen.
1977 “Arte in Italia 1960/1977”, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino.
1978 “1, 2, 3, N”, Studio Ennesse, Milano; “Fractures du Monochrome aujourd’hui en Europe”, Musée d’Art Moderne, Paris; “Disseminazione”, Villa Mirabello, Varese. Museo Butti, Viggiù;
1981 “Linee della ricerca artistica in Italia 1960/1980”, Palazzo delle Esposizioni, Roma; “Lombardia 20 anni dopo”; ricerche artistiche 1960/1980, Castello Visconteo, Pavia; “Arte Critica 80”, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma;
1982 “La storia, il mito, la leggenda anni 80”, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Verona.
1985 “Esprit de Géométrie”, Palazzetto dell’Arte, Foggia; “Ultime posizioni della pittura italiana degli anni 80”, Galleria Civica d’Arte Moderna, Gallarate; “Intelligenza dell’effetto/La messa in scena dell’arte”, Palazzo Dugnani, Milano; “L’Italie aujourd’hui”, Centre National d’Art Contemporain Villa Arson, Nice.
1986 “Aspetti dell’Arte Italiana 1960/1985”, Kunstverein, Frankfurt, Kunstverein Hannover. Haus am Waldsee, Berlin. Kunstverein, Bregenz. Hochschule für Angewandte Kunst, Wien; Triennale d’Arte, New Delhi; “Le geometrie del lirismo”, Fondazione Dragan, Madrid; XI Quadriennale d’Arte, Roma; “Una ragione inquieta”, Palazzo municipale, Morterone; XLII Biennale d’Arte, Venezia.
1987 “Tableaux d’une exposition”, Galleria Fac-Simile, Milano; “Geometrie”, Studio Ghiglione, Genova; “Arte Italiana Contemporanea a Sumy”, Kiev; “Identità per l’arte: l’arte europea dal dopoguerra ad oggi”, Palazzo Nervi, Savona.
1988 “Astratta”, Palazzo Forti, Verona/Palazzo della Permanente, Milano/Kunsthalle Darmstadt; “Index”, Galleria d’Arte Moderna, Paternò; “Le Prisme brisé”, Galleria Gill Favre, Lyon; “Ragione e trasgressione”, ex convento di S. Rocco, Carpi.
1989 “Isola, Isole”, a cura di V. Fagone, Palazzo del Municipio, Capo d’Orlando; “Le differenze somigliano. Otto pittori 1970-1990”, Galleria Turchetto, Plurima, Milano/Udine.
1990 “Total Novo”, Biblioteca Regionale, Palermo; “Divina mania una poetica bicipite: Aricò, Ciussi, Pinelli”, Palazzo municipale, Vignate; Collettiva, Tour du Roy René, Fort Saint-Jean, Marseille.
1992 “Arte Italiana”, Galleria Neuendorf, Frankfurt; “Impegno e poetica della pittura” italiana, Moconesi/Museo Casabianca, Malo/Galleria San Luca, Bologna.
1993 “Navigatori Solitari”, Palazzo Martinengo, Brescia; “Le profondità della Superficie”, Villa La Versiliana, Lucca.
1994 Artisti al Museo, Teatro V. Emanuele, Messina.
1995 “Milano. Cento artisti per la città”, Palazzo della Permanente, Milano; “Collezione Permanente n. 2”, Trevi Flash Art Museum, Trevi; “Percorsi dell’Astrazione a Milano”, Palazzo della Permanente, Milano; XVIII Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, Gallarate (I° Premio).
1996 “Ama l’arte”, Castello di Ama, Ama; “Uscita di sicurezza”, Galleria Fumagalli, Bergamo, “Circumnavigazione”, Intrepid Sea-Air-Space Musum, New York - Museum/Bagheria.
1997 “Via Crucis”, Dominikanermuseum-Forum, Rottweil; Künstler machen Schilder für Rottweil, Forum Kunst, Rottweil; XLVII Biennale di Venezia, “Unimplosive Art”, Palazzo delle Zitelle, Venezia; “Papierskulptur, Oberösterreichische Landesgalerie” am Landesmuseum Francisco-Carolinum, Linz; “Tramiti”, Rocca Sforzesca, Soncino; “Gefühle der Konstruktion”, Museum Rabalderhaus, Schwaz; “Abstrakte Kunst Italiens ‘60-’90”, Dumontkunsthalle, Köln.
1998 “Sogni di carta”, Accademia di Brera Sala Napoleonica, Milano; “Lo spazio ridefinito”, Villa Burba, Rho; “I percorsi del sublime”, Albergo delle Povere, Palermo; “Material Konzept Konstrukt”, Kunstverein Schloss Lamberg, Steyr; “Viaggio in Italia 1998-2000”, da Boccioni a..., Casa del Mantegna, Mantova;
“La Sicilia é un arcipelago - I Contemporanei dell’Arte”, Acquario Romano, Roma/Palazzo dei Normanni, Palermo/Teatro V. Emanuele, Messina/Columbus Citizen Foundation, New York; “Arte Italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura aniconica”, Galleria d’Arte Moderna, Bologna.
1999 “Figure della costruzione”, Torre Viscontea, Lecco; “Le soglie della pittura Francia – Italia 1968/1998”, Centro epositivo della Rocca Paolina, Perugia.
2000 “Zwischen figur und Körper”, Städtische Galerie, Rosenheim/Musei civici Villa Manzoni, Lecco/Städtische Galerie Villa Zanders, Bergish Gladbach.
2001 “Fatti di carta”, Le Pleiadi, Bari; “Materia-Niente”, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; “Oltre la superficie”, Rocca Paolina, Perugia; “Origini”, Palazzo Spataro, Scicli; “Figure Astratte”, Palazzo Rospigliosi, Roma.
2002 “Mediterraneo sacro” Monastero Benedettini, Catania; “Le voci dentro” Fantauzzi, Palazzo Trinci, Trevi; “Functional Art”, ACF, Bergamo; “Paraxo 2002”, Colla Micheri; “Dal colore al segno”, A Arte Studio Invernizzi, Milano;
2003 “Carlo Invernizzi. Natura Naturans”, Palazzo Trivulzio, Melzo; “Le figure mancanti” Palazzo Bricherasio, Torino; “Opera”, Contemporanea Galleria d’Arte, Palazzolo Acreide; “Skulptur”, Galerie am Lindenplatz, Valduz; “ 3 x monochrom. Lucio Fontana, Piero Manzoni, Pino Pinelli” Kreissparkasse, Rottweil; “Pittura Analitica”, Castello Visconteo-Sforzesco, Galliate; “Grande segno del mare”, Palazzo Ducale, Gubbio.
2004 “L’incanto della Pittura”, Casa del Mantegna, Mantova; “Pittura ‘70”, Fondazione Zappettini, Chiavari; “Lucidamente” Fortezza del Mare, Isola di Palmaria
2005 “Pittura ‘70”, Galleria Spazia, Bologna, 23 Gennaio - 5 Marzo; “Figure piane”, Galleria Melesi, Lecco, 5 Febbraio - 9 Aprile; “XIV Quadriennale di Roma”, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma;’aperto’ collezione #1", Maria Cilena Arte Contemporanea, Milano, 6 Ottobre - 8 Novembre; “Pittura 70. Pittura e astrazione analitica”, Istituto Italiano di Cultura, Praga; “Un secolo di Arte Italiana”, MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto.
2005-06 “10x10”, Palazzo Strozzi, Firenze, 22 Dicembre - 31 Gennaio.
2006 “Pittura '70. Then and now”, Istituto Italiano di Cultura, Londra; “Dissonanze”, Maria Cilena Arte Contemporanea, Milano, 12 Gennaio - 24 Febbraio; “Sincretiche Astrazioni” Fondazione Zappettini, Milano; “Sicilia!”, Galleria del Credito Siciliano, Acireale, 28 Luglio - 30 Settembre; “Finale 3x”, Kreissparkasse, Rottweil; “Fil Blanc. Gastini, Gaul, Girke, Marsiglia, Pinelli, Radi, Zappettini”, Fondazione Zappettini, Milano, 14 Dicembre - 20 Gennaio.
2007 “La linea analitica della pittura”, Arte Fiera Bologna, Bologna, (Arte Silva, Seregno); “Griffa - Pinelli”, Fondazione Zappettini, Milano; “Dalla Pittura Analitica quattro protagonisti: Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Pino Pinelli, Gianfranco Zappettini”, Galleria d’Arte 911, La Spezia; “Schwarz & Weiss”, Kreissparkasse, Rottweil; “35 Anni di Plurima. Enrico Castellani Pino Pinelli Claude Viallat”, Galleria Plurima, Udine, 6 Ottobre - 8 Novembre.; “Pittura Analitica. I percorsi italiani” Palazzo della Permanente, Milano.
2008 “arte 70: Pittura Analitica Italiana”, Arte fiera Bergamo; “Documenti di
pittura”, Galleria Il Milione, Milano; “La Pittiura Analitica, Ieri e Oggi”, Arte fiera Genova.
2009 “Pensare Pittura – Una linea internazionale di ricerca negli anni ‘70”, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova, 8 aprile – 13 ottobre; “Le noir absolu et le lecons de ténèbres” Villa Tamaris Centre D’Art, La Seyne sur Mer, 24 aprile – 24 maggio; “Monocromo. L’utopia del colore”, Convento del Carmine, Marsala, 11 luglio – 11 ottobre.
Voto:
Titolo: Fatima
Nome: Cristiano Pintaldi
Categoria: TeraWatt
Tecnica: acrilico
Supporto: tela
Misure: 140 x 320
Statement: "Sono volti preoccupati, terrorizzati, abbacinati. Che cosa li impaurisce? Sono ritratti nell'attimo dell'incontro con una visione aliena. Questi volti irradianti, foto-emittenti, sono a loro volta irradiati da una visione aliena. Che cosa stanno vedendo, che cos'è questa visione? È la visione dell'infinitamente alieno, la visione della luce-non-riflessa. La luce-non-riflessa sostanzia questi volti, li attraversa, li tesse (così come un tessuto, a ben vedere, è tessuto dai vuoti luminosi fra le maglie)"
Tiziano Scarpa
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: Senza titolo
Nome: Alfredo Pirri
Categoria: TeraWatt
Tecnica: tecniche miste
Supporto: plexiglase alluminio
Misure: 37 x 270
Galleria di riferimento : OREDARIA Arti Contemporanee
Statement: NO STATEMENT
Sintesi Curriculum: NATO A CosenzaVIVE A RomaAlfredo Pirri è nato a Cosenza nel 1957, vive e lavora a Roma. Dal 2006 è professore all'Accademia di Belle Arti di Urbino. Tra le ultime mostre personali:2008Alfredo Pirri / Robin Rhode, Galleria Tucci Russo, Torre Pellice, Torino2007Come in terra così in cielo, Centro Arti Visive Pescheria, PesaroAlfredo Pirri - Un segno nel Foro di Cesare, Foro di Cesare, RomaBeyond. Miroslaw Balka, Alfredo Pirri, Bunkier Sztuki, Cracovia, Polonia2006Racconti, Galleria Oredaria, Roma Come, Dove, Quando, Perchè, opera permanente per l'Ospedale S. Spirito in Sassia, Fondazione Adriano Olivetti, Roma Corale, Galleria Dina Carola, Napoli2005Forme e Pitture, Galleria Gianluca Collica, Catania Miroslaw Balka/Alfredo Pirri: Vis a' vis, Istituto Polacco di Cultura di Roma; Galleria "VOLUME!", Roma2004Fare e rifare, Galleria Oredaria, Roma Hot& Cold, Galleria Il Ponte, Roma2003Eco e Narciso. Cultura Materiale/Arte, Abbazia della Novalesa, TorinoVerso N, Galleria Tucci Russo, Torre Pellice, Torino2002Artenatura 2002, Terza biennale di Arte e Natura, Cantina e casa "Famiglia Santoleri", Guardiagrele, Chieti2001A2. Gianni Dessì - Alfredo Pirri, Galleria Otto Arte Contemporanea, Bologna Senza Titolo, Galleria Michel Rein, Parigi, Francia2000Un progetto (?) per India, Teatro India, RomaTra le mostre collettive:2005XIV Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma1997Forma Urbis, XXIII Biennale di Gubbio, GubbioVOLUME!, insieme a Jannis Kounellis e Bernard Rüdiger, Roma1986XI Quadriennale d'Arte Roma, Palazzo dei Congressi, Roma
Voto:
Titolo: I wish i am fish
Nome: Paola Pivi
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia digitale
Supporto: altro
Misure: 160 x 240
Statement: (English below)La fotografia e' digitale in quanto realizzata con una macchina fotografica digitale, ma non e' stata modificata in alcun modo. Questa foto e' stata scattata durante la performance "I wish I am fish" di Paola Pivi, avvenuta il 21 Marzo 2009 ad Auckland in Nuova Zelanda. L'aereo passeggeri da 84 posti visibile nella foto ha volato per tre ore con 84 pesci rossi passeggeri, uno per posto, ed e' atterrato all'aereoporto di Auckland, dove e' stato accolto dai visitatori della vernice, che sono saliti sull'aereo parcheggiato in un grande hangar.
The photograph is digital because it was shot using a digital camera, but it has not been modified in any way. This photo was shot during the performance "I wish I am fish" by Paola Pivi, which took place in Auckland, New Zealand on March 21st 2009. The performance consisted of a passenger airplane with 84 seats flying over New Zealand for three hours with 84 gold fish as passengers, one in each seat. The plane landed in Auckland airport to be met by the welcoming crowd of the opening in a private hangar.
Sintesi Curriculum: Paola Pivi
Born in Milan in 1971.
Solo shows
2009 I wish I am fish, Le Grand Café Centre d'Art Contemporain, Saint Nazaire, France. Within the event Estuaire 2009.
I wish I am fish, (curated by Natasha Conland), One Day Sculpture Project, Auckland, New Zealand
Free Tibet Concert – A Big Dream, free event organized, produced and presented by Paola Pivi together with Karma Lama, Atwood Concert Hall, Alaska Center for the Performing Arts, Anchorage, Alaska. Pamphlet.
2008 And Back Again, presented by PIG, 7 solo shows by Paola Pivi, gelitin, Mario Grubisic, Afredo Jaar, Simon Martin, Jeremy Deller, Roberto Cuoghi, Galerie Emmanuel Perrotin, Miami.
It’s a cocktail party, Galleria Massimo De Carlo, Milan.
It’s a cocktail party, Portikus, Frankfurt. Catalogue.
2007 You gotta be kidding me, La Criée centre d'art contemporain, Rennes, France. Catalogue.
It just keeps getting better, Kunsthalle Basel, Basel. Catalogue.
2006 My religion is kindness. Thank you, see you in the future. Fondazione Nicola Trussardi. Milano. Leaflet.
No problem, have a nice day, Galerie Emmanuel Perrotin, Paris.
Fffffffffffffffffff, Galerie Emmanuel Perrotin, Miami.
2005 100 Chinese, Wrong Gallery, Frieze Art Fair, London.
FANT ASS TIC, Galleria Massimo De Carlo, Milano.
Voto:
Titolo: Sarnia
Nome: Andrea Sala
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: Legno e acciaio specchiato
Misure: 162 x 90
Galleria di riferimento : Federica Schiavo Gallery
Statement: ANDREA SALA
SARNIA, 2009
LEGNO E ACCIAIO SPECCHIATO
162x90x37 cm (disegno 1)
143x68x37 cm (disegno 2)
La luce naturale riveste sempre più un ruolo centrale nel progetto architettonico, diventando essa stessa un materiale per l’architettura, al pari di altri materiali che vengono impiegati per definire gli involucri degli ambienti interni, dalle facciate alle coperture alle divisioni interne. Ambienti di lavoro e di vita illuminati naturalmente risultano dinamici nel tempo e vengono giudicati più stimolanti e produttivi dagli utenti che, mantenendo un contatto con il mondo esterno, percepiscono il trascorrere delle giornate, l’alternarsi delle stagioni e i cambiamenti climatici. Oltre a vantaggi di natura psico-fisiologica, altrettanto importanti sono le potenzialità dell’illuminazione naturale in termini di strategie di risparmio energetico: un consapevole uso della luce solare, risorsa gratuita, è alla base della riduzione dei consumi energetici legati agli impianti di illuminazione artificiale.
SARNIA si ricollega idealmente a questa esigenza ed è realizzata in legno e acciaio specchiato, materiali in antitesi che creano una relazione tra natura e artificio umano; l’acciaio, in questo caso, diventa il tramite per la riflessione della luce nello spazio ridistribuendola in modo non uniforme ma divisa in più fasci luminosi che rendono l’ambiente più vibrante e allo stesso tempo, fungendo da specchio per l’ambiente interno creano un rimando continuo tra realtà e finzione (luce naturale e riflesso artificiale della stessa; architettura interna e immagine specchiata).
La forma di SARNIA riporta alle fonti d’energia pulita dei pannelli solari, oggetti utili ma che spesso non vengono pienamente sfruttati a causa della loro ingombrante presenza fisica e visiva quando installati. In SARNIA la struttura in piccoli pannelli d’acciaio riflettente cerca di proporre una nuova forma di design che non limita o deturpa un paesaggio ma lo completa e lo arricchisce grazie alla nuova estetica con cui viene ideato.
Il titolo dell’opera si ricollega alla città canadese Sarnia, Ontario, nella quale entro il 2010 verrà realizzato l’ambizioso progetto della costruzione del più grande impianto fotovoltaico del mondo che prevede l’installazione di un milione di pannelli solari su una superficie complessiva di 346 ettari.
Sintesi Curriculum: Born in 1976 in Como, Italy. Divides his time between Montreal and Milan.
EDUCATION
Master in Fine Arts, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan, Italy
SOLO SHOW
2009 Networks, Federica Schiavo gallery, Roma, Italy
Cicognino, Optica centre for contemporary art, Montréal, Canada
Design of the show Actions: What You Can Do With the City, CCA, Montréal, Canada
2008 Andrea Sala Plays Chancey Gardner, Galleria Monica De Cardenas, Milan, Italy
Allunnaggio and other Landings, curated by Emi Winter MACO, Museum of Contemporary Art of Oaxaca, Mexico
2005 Club, curated by Noah Stolz, Cultural Center La Rada, Locarno, Switzerland
Mairea, Galleria Monica De Cardenas, Milan, Italy
2003 Andrea Sala, curated by Paola Noè, Casa del Fascio, Como, Italy
GROUP EXHIBITIONS
2009 Spacioux, Lambretto Art Project, curated by Michela Alfiero, Paola Gallio, Daniela Lotta, Milano
Nothing but a show, curated by Alessio Ascari, Castello Sforzesco, Milan, Italy
Curatology, curated by Milovan Farronato, viafarini, Fabbrica del Vapore, Milan, Italy
2008 Palme di Oscar, Italian Institute of Culture, Madrid, Spain
Notebook numero zero, curated by Michela Alfiero and Daniela Lotta, Galleria Neon, Milano, Italy
2007 Artética. Descrivere il resto, curated by Katia Anguelova and Alessandra Poggianti, Porto Cesareo, Italy
2005 Con altri occhi, curated by Katia Anguelova and Roberto Pinto, Palazzo della Ragione, Milano, Italy
2004 Notizie dall’Interno, curated by Mirko Zardini, Notizie dall’Interno, IX Biennale di Architettura, Venice, Italy
2003 (F)art and dreams, curated by Noah Stolz, Cultural Center La Rada, Locarno, Switzerland.
Ratio, curated by Andrea Bruciati, Galleria comunale d’arte contemporanea di Monfalcone, Italy
Fragments d’un discours italien, MAMCO, Musèe d’art moderne et contemporain, Geneva, Switzerland.
Prototipi 02, curated by Stefano Chiodi and Bartolomeo Pietromarchi, Fondazione Olivetti, Roma, Italy
2002 Exit, curated by Francesco Bonami, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italy
Voto:
Titolo: I'll never get to you
Nome: Adrian Tranquilli
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: resina
Misure: 280 x 300
Galleria di riferimento : Studio Stefania Miscetti
Statement: “Energia : Umanità = Futuro : Ambiente. La proporzione per una nuova estetica”,
Bisogna risalire ad Aristotele per incontrare per la prima volta la parola energia di derivazione latina dove il termine energheia (= atto) viene contrapposta a dynamis ( = potenza). E fu durante il Rinascimento che, basandosi sui valori conoscitivi della poesia di Aristotele, il termine energia viene associato all’idea di forza espressiva.
La proporzione per una nuova estetica non può che esistere sulle basi della contrapposizione dell’atto inteso come forza espressiva rispetto alla dynamis, alla potenza di fatto inespressiva.
Un umanità consapevole che l’energheia deve contrapporsi alla mera dynamis è l’unico futuro auspicabile.
Sintesi Curriculum: Mostre personali (selezionate): All is violent, All is bright (Scognamiglio Arte Contemporanea, Milano 2009), Don’t forget the Joker ed Evidence (Studio Stefania Miscetti, Roma, 2006 e 2001) The Age of Chance (Scognamiglio Arte Contemporanea, Napoli 2005), These imaginary boys (Parkhouse, Dusseldorf; Marella Arte Contemporanea, Milano, 2004), Believe (Palazzo delle Esposizioni, Roma; Fondazione Bandera, Milano, 2001). Partecipazione a numerose mostre collettive e interventi in gallerie, musei e luoghi pubblici sia in Italia sia all'estero, tra le quali: GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea e Istituto Nazionale per la Grafica a Roma, PAN – Palazzo delle Arti Napoli, Museo di Castelnuovo, Maschio Angioino e Castel dell’Ovo a Napoli, ARCOS – Museo d’Arte Contemporanea di Sannio, Benevento, PAC a Milano, Palazzo delle Papesse a Siena, Dalì Museum a St. Petersburg, Florida, Biennale Internazionale di Gyumri, Armenia, Bienal de La Habana, Cuba, IASPIS e Botkyrka Konsthall a Stoccolma, MAK e Kunsthalle a Vienna, Sala de Exposiciones a Madrid, Maison Rouge a Parigi.
Voto:
Titolo: Pentole e piatti
Nome: Paolo Ulian
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: Terracotta
Misure: 25 x 30
Galleria di riferimento : ---
Statement: E’ una serie di piatti e pentole in terracotta smaltata, in cui i piatti (di tre diametri diversi)
possono essere usati anche come coperchi per i tre tipi di pentole, oppure per cuocere i cibi al piatto o semplicemente per tenerli caldi. Ho concepito questo progetto come una sorta di piccolo e discreto manifesto contro la troppa velocità e superficialità con cui affrontiamo la vita quotidiana, una riflessione sul sano rito del cucinare e del mangiare con lentezza e qualità, sull’ energia positiva che queste sane abitudini trasmettono alla nostra anima.
Sintesi Curriculum: Nasce nel 1961. Frequenta per tre anni l’Accademia di Belle Arti di Carrara dove segue i corsi di pittura tenuti da Getulio Alviani e Luciano Fabro quindi si trasferisce a Firenze per iscriversi all’Isia. Si diploma in industrial design nel 1990 con il progetto di un paravento in cartone col quale vince il premio “Design for Europe in Belgio”. Alla fine del 1990 é a Milano per lavorare con Enzo Mari. Rimane con lui fino al 1992 per poi tornare in Toscana ed iniziare la propria attività con il fratello Giuseppe col quale collabora ancora oggi.
Dal 1994 partecipa a molte delle mostre organizzate allo Spazio Opos a Milano e a numerose altre in Italia e all’estero. Sono del 1995 i suoi primi progetti entrati in produzione, con Driade e Bieffeplast.
Nel 2000 partecipa al Salone Satellite dove vince la prima edizione del “Design Report” Award.
Negli anni successivi vince il premio “Dedalus” e inizia a collaborare con Droog Design e con alcune aziende italiane come Fontana Arte, Luminara, Zani e Zani, BBB Bonacina, Sensi&C., Coop, Azzurra Ceramiche, Skitsch.
Voto:
Titolo: Continua a risuonare
Nome: Cesare Viel
Categoria: TeraWatt
Tecnica: XXXaltro
Supporto: parete
Misure: 50 x 300
Statement: L'opera è originale e pensata appositamente per il Bando di concorso. Si tratta di una frase scritta a mano dall'artista da installare direttamente a parete. La scritta ruota intorno alla misteriosa dimensione del divenire dell'energia, della sua capacità di far esistere e, nello stesso tempo, far scomparire ogni cosa.
Sintesi Curriculum:
Voto:
Titolo: #3100 roma metro diptych, 2009
Nome: G. massimo Vitali
Categoria: TeraWatt
Tecnica: fotografia tradizionale
Supporto: Montata su alluminio sotto plexi
Misure: 360 x 220
Galleria di riferimento : Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea
Statement: Massimo Vitali nella sua constante analisi del paesaggio urbano e naturale si focalizza con Roma Metro Dittico sul tema della sostenibilità. La metropolitana, come revisione del concetto futurista di velocità e progresso, si sposa nella contemporaneità con la sempre più prestante necessità di coniugare tecnologia e ambiente. Massimo Vitali affronta con questa immagine il tema dell'ambiente, sia dal punto di vista del panorama cittadino/architettonico romano sia come valore rinnovabile, in entrambe i casi, beni da salvaguardare.
Sintesi Curriculum: NATO A LuccaVIVE A LuccaMassimo Vitali è nato il 1 gennaio del 1944 a Lucca, dove vive e lavora. Le più recenti mostre personali realizzate sono:2008 Crown Gallery, Brussels (Belgium) Galerie Senda, Barcelona (Spain) Bonni Benrubi Gallery, New York (USA).2007 Vistas, Artcore Gallery-Fabrice Marcolini, Toronto (Canada). Jackson Fine Art, Atlanta, Georgia (USA) 2006 The Columns Art Centre, Seoul (KR) Massimo Vitali, old concepts.new works, Hilger Contemporary, Wien (A) M+B, Los Angeles (USA) A new series of american Beaches, Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea, Roma (I) Playas, Discotecas y Supermercados, Galeria Senda Barcelona (E) Recontres Internationales de la Photo, Arles (F) CrownGallery,Bruxelles,(B2005 Bonni Benrubi Gallery,New York (USA) Museum-Lentos Kunstmuseum, Linz (A) La Fabrica Galeria, Madrid (E) 2004 Guidi&Schoen arte contemporanea, Genova (I) Museum- Fundacion DBK, Bilbao, Spagna (E) Ernst Hilger Gallery, Wien (A) Museum- PMMK, Oostende, (B) Museum- C-Arte. Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (I) Nextdoor. Artgalleria, Roma, (I) Bonni Benrubi Gallery, New York, (USA) Crown Gallery, Bruxelles, (B) 2003 Isabella Brancolini Arte Contemporanea, Firenze (I) Cons-Arc, Chiasso (I) La Cour d’Ecole, Cinemateque de Corse, Porto Vecchio, Francia (F) La Cour d'Ecole, Cité Pietramarina, Ville di Pietrabugno, Francia (F) 2002 The Photographers’Gallery Print Room (GB) 2001 Serieuze Zaken galerie, Amsterdam (NL) Crown Gallery, Bruxelles, Belgio (B) Arndt & Partner, Berlin, Germania (D) La Cour d’ecole, Centre Culturel Una Volta, Bastia, Corsica (F) La Biennale di Venezia, June (I) Serieuse Zaken, Amsterdam (NL) Arndt & Partner, Berlin (D) Gallery Hotel Art, Firenze (I) 2000 Arte e Personae, Firenze (I) Crown Gallery, Bruxelles (B) Hotel Des Arts, Toulon, Commission (F) Fotohof, Salzburg (A) Espace Malraux, Chambery, Commission (F) Nel 2008 ha partecipato alle seguenti mostre collettive:Benicassim. El Festival, Sala de exposiciones de Cultura, del Ayuntamiento de La Laguna. Islas Canarias (E). For the spirit- From the UBS Art Collection, Mori Art Museum, Ropponigi Hills Mori Tower, Minato -Ku, Tokyo (Japan) Metamorphosis, da Jules Brocherel a Massimo Vitali, Luigi Gariglio, Elisa Scaramuzzino/Andrea Pavesi, Courmayeur, (I)