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temporali
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Codice: 6734

Primo Classificato categoria Terawatt

Titolo: Temporali

Nome: Alberto Garutti

Categoria: TeraWatt

Tecnica: Computer generated graphic

Supporto: stampa digitale

Misure: 189 x 243

Statement: Le luci di questo lampadario vibreranno quando in italia un fulmine cadrà durante i temporali.
Quest'opera è dedicata a tutti coloro che in quel momento penseranno al cielo.
IL PENSIERO DELL’OPERA

L’arte è in grado di rapportarsi con il mondo del cielo, con i suoi mutamenti improvvisi e inattesi, guardando alla natura con occhio meravigliato ed emozionato.
L’opera diventa allora uno strumento “sensibile” ai mutamenti esterni, testimone del mutuo rapporto tra arte e natura, in grado di intuire che se da un lato “essa contiene il senso mistico della natura”, dall’altro è “la natura”stessa, con la sua irrequietezza e con la sua tendenza implicita al rischio e al pericolo, a “contenere il senso mistico dell’arte”.
Attraverso l’esperienza dell’opera l’uomo è in grado di cogliere la potenza mitica della natura di avvicinarsi ad essa e di percepirne i segreti imperscrutabili.
L’OPERA

L’opera consiste nel collegare un grande oggetto luminoso simile a un “lampadario” al Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) che monitora la caduta di fulmini sull’intero territorio nazionale .
Infatti in concomitanza di questo fenomeno le luci di questo grande oggetto luminoso subiranno un’improvvisa e simultanea accensione.
Quando il lampadario si illuminerà con una rampa di luce che poi decrescerà a poco a poco fino a sparire, gli spettatori sapranno che un fulmine in quel momento è caduto in qualche luogo italiano: per un attimo i fulmini saranno così rivelati nello spazio che accoglierà i visitatori.
Il luogo espositivo si farà punto di raccolta del cielo di tutto il territorio nazionale, ribadendo così la vocazione dell’arte ad essere universale, a fare da interfaccia con il mondo e con la contemporaneità, diventando centro gravitazionale non solo centripeto, ma anche centrifugo di forze, connessioni e linguaggi, evocazioni e metafore che da lì trovano innesco e momento di nuova espansione.

TECNICA E MATERIALI ADOTTA

I lampadari sono costituiti da centinaia di lampade alogene a basso consumo allineate su supporti circolari di alluminio secondo diverse composizioni; ogniqualvolta un fulmine cadrà nel territorio italiano si illumineranno simultaneamente alla massima potenza per poi decrescere dopo pochi secondi fino al loro spegnimento. Sono stati ipotizzati alcuni corpi illuminanti la cui estetica sarà caratterizzata dalle sole parti tecniche e funzionali. Oltre alle lampade saranno visibili i cavi e i circuiti elettronici per la gestione della loro variazione luminosa. Tutto l’impianto funzionerà grazie a pannelli fotovoltaici con possibilità di restituzione di energia in esubero alla rete.

All’interno dello spazio dove l’opera verrà installata, sarà visibile il monitor di un computer riportante la cartina dell’Italia. Il computer sarà collegato con il CESI: nel momento in cui un fulmine cadrà un dispositivo elettronico attiverà istantaneamente la variazione di luce delle centinaia di lampade costituenti i corpi illuminanti.
Sul monitor (anche di un semplice cellulare) una cartina evidenzierà con una croce che pulserà a intermittenza il luogo preciso in cui il fulmine sarà caduto, dando la possibilità agli spettatori di seguire il processo dell’opera.

Il progetto qui presentato è parte integrante dell’opera ed è costituito da una stampa digitale di cm 189 x 243.

Alberto Garutti


Sintesi Curriculum:
Alberto Garutti, artista e docente, è titolare all’Accademia di Brera di Milano e professore per la cattedra di Arte 2 presso la Facoltà di Architettura di Venezia, IUAV.
Invitato a grandi manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1990 o il M.A.R.T.A, Museum di Herford nel 2001, è spesso chiamato a realizzare opere pubbliche per città e musei: a Ghent in Belgio per il Museo S.M.A.K.; per la Biennale di Istanbul sul ponte del Bosforo; nel 2002 a Kanazawa, in Giappone, in collaborazione con il 21st Century Museum of Contemporary Art e a Bolzano per la città e il Museion. Altre opere pubbliche sono state eseguite a Bergamo, a Gallipoli e, nel 2004, per la sede Tiscali di Cagliari.
Numerose le mostre personali e collettive di cui è stato protagonista, tra cui quelle presso Galleria Paul Maenz a Colonia, Galleria Locus Solus a Genova, Galleria Ugo Ferranti a Roma, Galleria Minini a Brescia, Studio Guenzani e Galleria Marconi a Milano, Museo S.M.A.K. a Ghent, Magazzino d’Arte Moderna a Roma, Arte all’Arte 2000 e 2005, Associazione culturale Zerynthia, Certosa di Padula, Villa Manin a Codroipo. E’ presente nella mostra ITALICS, Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008, a Palazzo Grassi a Venezia poi a Chicago, al Museum of Contemporary Art. ; al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma nel ciclo espositivo MAXXI - Dialoghi con la città.
Ha appena inaugurato un opera pubblica permanente presso la Fondazione Zegna .
Nel 2000 è stato membro della commissione giudicatrice del premio Querini-Furla per l’Arte a Venezia e, nel 2002/2003, membro della giuria per il concorso indetto dal Sole24ore “I Nuovi Segni: arte nella comunità e committenza pubblica” e presidente della giuria italiana per l’ultima edizione dell’Italian Studio Program al Museo MOMA/P.S.1 Contemporary Art Center di New York.

work n.77
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Premio Terna 01
Codice: 4820

Primo Classificato categoria Gigawatt

Titolo: Work n.77

Nome: Simone Bergantini

Categoria: GigaWatt

Tecnica: fotografia tradizionale

Supporto: stampa a getto di carboncino su carta cotone

Misure: 100 x 130

www.simonebergantini.com

Galleria di riferimento : Jarach gallery

Statement: è necessario immettere nuova energia nelle lampadine tradizionale simbolo delle idee, per poter riscoprire l'ambiente circostante


Sintesi Curriculum: PRIZE
2009
“Talent Calling” FOAM MAGAZINE
SOLO SHOW
2005
“Il sesto continente”, Milano FlashArtShow, ATA Hotel Executive, room Romberg arte contemporanea
GROUP SHOW
2009
“P.O.V.” Jarach Gallery, Venezia
“Giovani Maestri” Mc2 Galley. Milano
2008
“Rumors” Ex Arsenale borgo dora, Torino (Curatori vari) selezionato da G. Marziani
“VERSUS” Velan center, Torino a cura di Francesca Referza
“Premio Terna” (selezionato)
2007
"Premio San Fedele 2007 “Il male” Milano, selected by Matteo Galbiati
“Premio Cairo 2007” Milano, Palazzo della Permanente, selected by “Arte Mondadori”
"SerrOne" Monza, Biennale Giovani, selezionato da Matteo Galbiati
“Biennale di fotografia” Alessandria selezionato da F.Boggiano
2006
“Vespa: Arte Italiana” mostra itinerante: Pietrasanta, Chiostro di S.Agostino; Torino e Berna, Della Pina arte contemporanea (a cura di Valerio Dehò)
2005
“Attraverso la fotografia” Bagnarola (BO), BW project breaking waves
“Reality” Monteprandone (AP), Palazzo Parissi
2004
“XXXVII Premio Vasto d’Arte Contemporanea” Vasto, Musei Civici in Palazzo d’Alvalos, a cura di Alessandro Riva
“Meridiani d’oriente” Bovarchè (evento collaterale alla Biennale di Venezia per l’architettura), comune di Bova, a cura di Gabriele Perretta.
“PagineBianche d’Autore” per la regione Lazio, iniziativa promossa da SEAT Pagine Gialle, in collaborazione con il GAI e con il patrocinio del DARC. Presidente per la selezione delle opere Luca Beatrice
“Terapia di gruppo” Latina, Romberg Arte Contemporanea

Dissoluzione di Luce
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Codice: 5445

Primo Classificato categoria Megawatt

Titolo: Dissoluzione di luce

Nome: Stefano Cagol

Categoria: MegaWatt

Tecnica: Light box

Supporto: duratrans

Misure: 150 x 100

www.stefanocagol.com

Galleria di riferimento : Oredaria Arti Contemporanee

Statement: "Dissoluzione di Luce" innesca molteplici confronti.
L'opera nasce dal progetto luminoso installativo realizzato da Stefano Cagol come Parallel Event to Manifesta 7 a Trento, Trentino Süd-Tirol, sua regione di origine (attualmente vive e lavora a Brussels).
Quindi la fotografia dell'installazione è stata in seguito scelta e prodotta come light box.

Un fascio luminoso di 15 km, pura ENERGIA, simbolicamente ci scuote nella sua purezza e ci invita a riflettere sul FUTURO. Sovrasta le luci del vivere cittadino, e la quiete dell'UMANITA'. Avvicina le montagne, unisce l'AMBIENTE tra orizzonte, cielo e terra!
La luce disegna linee impossibili da trattenere tra le mani ed è quindi una perfetta metafora di confini da superare:
i confini tra culture, tra convinzioni, tra momenti storici, tra uomo e natura,
tra passato e innovazione...

“Energia: Umanità= Futuro: Ambiente.
La proporzione per una nuova estetica


Sintesi Curriculum: Stefano Cagol è nato a Trento nel 1969, ha studiato a Berna, all’Accademia di Brera a Milano e alla Ryerson University di Toronto. Vive e lavora a Trento e a Bruxelles.
Un suo intervento, intitolato FLU POWER FLU, è in permanenza dal 2007 sulla facciata del BeursSchouwburg Art Center di Bruxelles.
Nel 2009 ha presentato un progetto personale in contemporanea al ZKM di Karlsruhe, al Mart di Rovereto e a Kunstraum Innsbruck. Ha realizzato nel 2008 un ‘Solo’ Parallel Event di Manifesta 7, nel 2006 un ‘Solo’ Satellite Event alla Singapore Biennale e un Off Project alla Berlin Biennale.
Ha tenuto mostre personali da Priska Juschka, New York nel 2008, a NADiff, Tokyo nel 2007, presso Platform, Londra e Oredaria, Roma nel 2005 e al Mart di Rovereto nel 2000.
Ha partecipato a mostre collettive nel 2009 a Error One ad Anversa e The Ever Mass Land by Nadine a Bruxelles; nel 2008 al MARTa Herford, a Tina B, Praga, al Mart di Rovereto, a HVCCA e White Box di New York; nel 2007 al National Museum of Hanoi, al New Chinatown Barbershop di Los Angeles, a Kunst Art, Merano; nel 2006 all’Harry Malter Park a Ghent.
E' stato selezionato per l'edizione 2009-2010 del Premio Agenore Fabbri della Collezione Vaf Stiftung di Francoforte; nel 2008 ha vinto il premio Murri Public Art, Bologna, il secondo premio di Targetti Art Light, Firenze, è stato selezionato per Art & Ecology International Artists Residency di RSA – Royal Society for Arts, Londra; nel 2007 ha vinto SEAT Pagine Bianche d’autore per il Trentino Alto Adige ed è stato selezionato per MapXXL mobility program, Pépinières Européennes pour Jeunes Artistes, Parigi. E' stato artist in residence nel 2002 alla Leube Group’s Art Program di Salisburgo e nel 2001 ha realizzato una fellowship all'ICP – International Center of Photography di New York.

Esercizio #2
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Codice: 6858

Primo Classificato categoria Connectivity

Titolo: Esercizio #2

Nome: Francesco Simeti

Categoria: Connectivity

Tecnica: Computer generated graphic

Supporto: stampa su cartoncino

Misure: 80 x 90

Galleria di riferimento : Francesca Minini

Statement: Rispetto al tema “Energia : Umanità = Futuro : Ambiente. La proporzione per una nuova estetica” il lavoro che presento guarda all’ambiente ed al nostro rapporto con esso come punto di partenza fondamentale.
Esercizio # 2 raccoglie in una sorta di piccola enciclopedia visiva, frammenti di immagini prelevate da luoghi e paesaggi diversi. Si tratta di spazi densamente urbanizzati o di stralci di realtà di paesi in via di sviluppo che compongo in una relazione di forme triangolari e quadrate. L’armonia e la relazione tra le diverse immagini è suggerita dalle linee tratteggiate e appare come l’unica via percorribile in un’ipotesi di sviluppo sostenibile nella relazione tra uomo e ambiente.


Sintesi Curriculum: Palermo, 1968.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti, Bologna. Vive e lavora tra New York e Palermo.

UNA FACCIATA PER PALAZZO RISO, Palermo
AVIARY, Artists Space, New York
XV QUADRIENNALE, Palazzo delle Esposizioni, Roma
SYSTEM ERROR: WAR IS A FORCE THAT GIVES US MEANING, Palazzo delle Papesse, Siena
WOODSY, Italian Academy, Columbia University, New York
FRAMING EXPOSURE: PROCESS AND POLITICS, ICA, Philadelphia
OFFICINA AMERICA, Villa delle Rose, Bologna
ON THE WALL, The Risd Museum, Providence, USA
CACHE CACHE CAMOUFLAGE, Mu'Dac, Lausanne
WITHIN THESE WALLS, Art and Idea, Città del Messico
ARTIST IN THE MARKET PLACE, Bronx Museum, New York..

miraggio
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Premio Terna 01
Codice: 4421

PREMIO SPECIALE GIURIA

Titolo: Miraggio

Pseudonimo: Dino Pedriali

Nome: Dino Pedriali

Categoria: TeraWatt

Tecnica: fotografia tradizionale

Supporto: altro

Misure: 110 x 290

Galleria di riferimento : Paolo Tonin Arte Contemporanea

Statement: stampa a getto d'inchiostro su carta hahnemule baryta


Sintesi Curriculum:


DINO PEDRIALI
NATO A Roma

Dino Pedriali, fotografo, è nato nel 1950 a Roma, dove vive e lavora.
Tra le sue più recenti mostre personali:

2008
"Romae", 28 febbraio - 28 mazo 2008, Galleria Anna D'Ascanio, Roma

2007
"Dino Pedriali: nature morte", 5 febbraio - 31 marzo 2007, Galleria Luxardo, Roma"Il Velodromo",13 Settembre - Novembre 2007, Ikona Gallery, Venezia

2006
"Pasolini anno 1975", 2 febbraio - 24 marzo 2006, Salone delle Feste, Parigi"Pasolini 1975", 7 novembre 2006 - gennaio 2007, Museo Archeologico Provinciale, Potenza

2002
"Nike", Il Ponte Contemporanea, Roma"L'officina del Corpo" e "Eco", 2 RC, Roma"Friends", Luciano Inga - Pin, Milano"George Segal - The Artist's Studio", 14 giugno - 1 settembre 2002, MACRO, Roma

2000
"Non Vendibile Singolarmente", Il Ponte Projects, Roma

Tra i soggetti catturati dall'obiettivo di Pedriali: Giorgio De Chirico, Alberto Moravia, Federico Fellini, Andy Warhol, Man Ray, e Pier Paolo Pasolini.

TAO
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Premio Terna 01
Codice: 3709

Secondo Classificato categoria Gigawatt

Titolo: Tao

Nome: Stefano Canto

Categoria: GigaWatt

Tecnica: fotografia tradizionale

Supporto: ALLUMINIO E PLEXIGLASS

Misure: 70 x 90

www.stefanocanto.com

Galleria di riferimento : romberg

Statement: Duecento marker, materiale catadriottico usualmente utilizzato nella segnaletica di bordatura corsia, tracciano una strada diversa un nuovo modo di concepire lo sviluppo basato sull’equilibrio delle parti.


Sintesi Curriculum: NATO A RomaVIVE A RomaStefano Canto è nato il 26 luglio 1974 a Roma, dove vive e lavora.Nel 2006 ha realizzato la sua mostra personale “Stefano Canto”, Latina, Galleria Romberg. Nel 2003 ”Materia Mare”; Sczerodue arte contemporanea; Roma, G. Marziani.

Crossing the field
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Codice: 6304

Terzo Classificato categoria Gigawatt

Titolo: Crossing the field

Nome: Alia Scalvini

Categoria: GigaWatt

Tecnica: XXXaltro

Supporto: tenda Igloo, sistema di amplificazione standard, video beamer

Misure: 210 x 175

Statement: CROSSING THE FIELD

Le immagini di un viaggio attraverso il paesaggio naturale, lungo una linea ferroviaria, sono connesse al suono prodotto nel momento in cui lo sciame meteorico delle Leonidi attraversa la nostra atmosfera, interagendo con il campo elettromagnetico terrestre.
L’attenzione è rivolta ad un potenziato ascolto dei fenomeni naturali, ad una conseguente riscrittura del paesaggio e all’azione di tali associazioni sul nostro immaginario, sul movimento della geografia interiore.
L’istallazione è formata da una tenda igloo utilizzata come campobase durante il viaggio di registazione, dalla proiezione continua del video elaborato su di un lato dell’Igloo e da quattro speakers dislocati nello spazio espositivo, atti ad amplificare il segnale radio riflesso prodotto dallo sciame meteorico.
Crossing the field è un opera ideata da Alia Scalvini e realizzata in collaborazione con I.N.A.F. - Osservatorio Astronomico Cagliari, ed E.S.A. Agenzia Spaziale Europea.


Sintesi Curriculum: STUDI
2005
-Ottobre
Ottenimento del titolo di laurea (diploma vecchio ordinamento equiparato a laurea) con la votazione di 110 e lode su 110 presso l′Accademia di Belle Arti di Bologna, relatore di tesi il Professor Davide Benati

WORKSHOP
2009
-Settembre
Real Presence 9 a cura di Dobrila Denegri e Biljana Tomic nKA-iCA, in collabora¬zione con IUAV – FDA, sede IUAV - FDA, Venezia.
-Luglio
Manufatto in situ 3 con la conduzione dell’artista Tania Bruguera, a cura di Viaindustriae, in collaborazione con Neon>Campobase, Parco per l’Arte in Can¬celli di Foligno, Perugia.
-Giugno
Breakthrough, a cura di Micro_research pickledfeet, Linienstrasse 54 LAB, in collaborazione con Genealpublic e Stix gallery, sponsor Haup Stand Kultur Fonds, Berlin.
-2008
Settembre
Butoh a cura di Yuko Kaseki e Shinichi Iova-Koga, teatro Dock 11, Berlin
-2007
Febbraio
Butoh a cura di Yuko Kaseki e Marc Ates, teatro Dock 11, Berlin.

MOSTRE SELEZIONATE
2009
-Novembre
Videa3, curato dalla Cattedre di Storia dell’Arte Contemporanea di Siena e Ferrara, Fondo Regionale Arte Contemporanea Barossini.
-Settembre
Real Presence 9, a cura di Biljana Tomic ,Studi ligabue IUAV, Venezia.
-Agosto
2VIDEO, a cura di Francesca di Nardo e Giovanni Viceconte, Palazzo Battaglia, Altomonte, Cosenza.
-Luglio
ManUfatto in SitU 3, Parco per l'Arte in collaborazione con Viaindustriae e NeonCampobase, Foligno.
-Giugno
Breakthrogh, Electronich Church, a cura di Micro_research pickledfeet,in collaborazione dcon Genealpublic e Stix gallery,Haup Stand Kultur Fonds, Berlin.
-Maggio
Transiti, Galleria dello Sperone Bastione San Remy,in collaborazione con i ricercatori dell’INAF-O.A.C Osservatorio Astronomico di Cagliari,Cagliari.
-Gennaio
Klippoth, Galleria Spazio P, personale di Alia Scalvini a cura di Paolo Gras, Cagliari.
2008
-Dicembre
Visionaria2008, Video Festival Internazionale
-Settembre
Accenni di Contemporaneo, Torre dei Moraldeschi, a cura di Massimo Lucarelli,Civitella d’Agliano.
-Maggio
Urban Jealousy 1st International Roaming Biennal of Teharan, Biennale itinerante, a cura di Serhat Koksal & Amirali Ghasemi, Istambul e Berlino.
2007
-Ottobre
Internationaler Kunst und Kultur Festival, B.L.O Atelier, a cura di B.L.O Atelier, Berlin.
-Marzo
Coldstore ex-slaughter Gleidreiek Curato da Factory-Berlin, Berlin.
2006
-Novembre
Overture 51, Campigna Prize, Fondazione Mattia Moreni, a cura di Accademia belle Arti Bologna, Forlì.

SELEZIONI
2009
-Gennaio
Opera selezionata da Premio Celeste

COLLABORAZIONI

2009
-Luglio
Semi di Cultura, progetto ideato e realizzato da Eticonomia, economia etica dello spazio pubblico: Alia Scalvini, Silvio Combi, Lorenzo Bartolucci, Laura Barbanera. Viaindustriae, Laboratorio Manufatto in situ 3, Visiting Professor Tania Bruguera.
-Marzo
Staub progetto audiovisivo in collaborazione con il sound artist Domenico de Rosa (BO)
2008
-Maggio
Collabora con Gabriella Riccio e Neil Leonard, professore di musica contemporanea al conservatorio di Boston, alla realizzazione della Performance Echo Resonance & Memory, prodotto da Caocosmos,Teatro Il Torchio, Somma Vesuviana Napoli.

acqua
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Codice: 5287

Secondo Classificato categoria Megawatt

Titolo: Acqua

Nome: Andrea Aquilanti

Categoria: MegaWatt

Tecnica: Video still

Supporto: materiali vari

Misure: 300 x 250

Galleria di riferimento : THE GALLERY APART

Statement: “Acqua”, 2009
installazione ambientale con videoproiezione sonora

L’opera simula una perdita d’acqua dal soffitto di una stanza. L’acqua non si disperde a terra ma viene raccolta in nove secchi che poggiano sul pavimento. Si sente un gocciolio continuo e si è portati a guardare in alto per individuare la provenienza della perdita. Le gocce, cadendo, formano cerchi concentrici sul pelo dell’acqua che sta per tracimare dai contenitori. L’ambiente è in leggera penombra e solo la porzione della stanza occupata dai secchi è illuminata da un fascio di luce. Se con la propria figura ci si interpone tra la sorgente luminosa e i recipienti essi appaiono non più colorati, invecchiati dal tempo, scrostati, ma bianchi e vuoti. All’interno non c’è una sola goccia d’acqua, ma ne è simulata la presenza attraverso una videoproiezione.

Entrando nella stanza si è avvolti in un dimensione apparente che, attraverso la separazione tra l’immagine ed il suo supporto, crea una condizione di sospensione tra la realtà fisica e quella visiva. Attraverso la decostruzione e ricostruzione fisica e linguistica si determinano le condizioni per una riflessione profonda sull’essenza delle cose, aprendo nuove possibilità di lettura dell’universo che ci circonda.

L’opera ha diversi piani di lettura, e tra quelli possibili vi è anche un invito a riflettere sulla attuale necessità, che sarà sempre più impellente nel prossimo futuro, di recuperare e raccogliere, con mezzi semplici d’uso quotidiano, le risorse naturali, tra cui quella fondamentale dell’acqua. Il singolo individuo viene chiamato ad agire, responsabilmente, con i mezzi che trova, anche attraverso azioni semplici e dirette, per far fronte alle necessità di trovare un nuovo equilibrio tra l’uomo e la terra. L’opera fa trapelare il desiderio di una dimensione umana dell’esistenza che, simbolicamente, dia valore anche a una sola goccia d’acqua


Sintesi Curriculum: ANDREA AQUILANTI

Nato a Roma nel 1960 dove vive e lavora

MOSTRE PERSONALI

2009 Condotto per la stanza, a cura di Fabrizio Pizzuto, CondottoC, Roma

2008 Venice Crossing, Galleria Traghetto, Venezia

2007 nouvelle athènes, a cura Manuela Pacella e Lorenzo Giusti, Spaziorazmataz, Prato
Riflessioni - una stanza e la sua immagine, Museo Mario Praz, Roma
Piazza del Popolo, SPAZIOMILLESIMATO, Montalcino

2006 Teatro, a cura di Alessandra M. Sette, The Gallery Apart presso Teatro India, Roma
Né cielo né terra, Incontri Internazionali d’Arte, Roma
Andrea Aquilanti, Arco D’Alibert, Roma

2005 L’angolo dei giochi, NOTgallery, Napoli

2004 I Passanti, Galleria Ugo Ferranti, Roma

2003 Invidia (I sette vizi capitali), Soligo Art Project, Roma

2002 Disegni di vento, Galleria Estro, Padova

2001 Incanto, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

2000 Incanto, Galleria Oddi Baglioni, Roma

1999 Voliera, Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea Università La Sapienza, Roma

1998 Andrea Aquilanti, Galleria Carlomaria Weber, Torino

1997 Di tutti i giorni, Galleria Oddi Baglioni, Roma

1994 Le colonne del mondo, Galleria La Nuova Pesa, Roma

1993 Treno, Galleria Il Segno, Roma

1992 Svelare, Galleria Nova, Torino

1990 La scultura tra sole e luna, Centro Luigi Di Sarro, Roma

PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE

2009 Aqua, Sa Casara, Berchidda (Ot)
Beyond existence, Cordy House, London
Cose mai viste, Palazzo Barberini, Roma
Donne di Roma, Auditorium – Parco della Musica, Roma

2008 Collettiva, The Gallery Apart, Roma
Spirit, a cura di Lea Mattarella, Galleria Marte, Roma
Colori di Roma, Foyer dell’Auditorium, Parco della Musica, Roma
Collezione Farnesina Experimenta, a cura di Maurizio Calvesi, Lorenzo Canova, Marco Meneguzzo e Marisa Vescovo, Ministero degli Affari Esteri, Roma
15° Quadriennale d’arte di Roma, a cura di Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Bruno Corà, Daniela Lancioni e Claudio Spadoni, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Inside #2, The Gallery Apart, Roma
Inspired by George Byron. Artisti e autori contemporanei per un poeta romantico, a cura di Paolo Aita, SHENKER CULTURE CLUB, Roma
UP - ART, The Gallery Apart, Roma
Quadrato D'Arte. Ricordando Umberto Boccioni, a cura di Vitaldo Conte, LIBRA Arte Contemporanea, Catania
Storia di matite, a cura di Olga Gambari, Spazio Azimut, Torino
Time in Jazz: PAV, a cura di Giannella Demuro, Antonello Fresu, sedi varie, Berchidda, Olbia/Tempio
Rossomalpelo. Liberiamo i bambini dalla schiavitù, a cura di Filippo Altomare, Centro Polifunzionale, Nissoria, Enna

2007 Indifferente, a cura di Maurizio Faraoni, Galleria Ugo Ferranti, Roma
Interni Romani, Foyer dell'Auditorium, Parco della Musica, Roma
Attraversamenti, a cura di Olga Gambari, Mar & Partners Art Gallery, Torino
Opus Loci, a cura di Dora Catalano, Simonetta Isgrò, Valentina Valerio, Grandi Magazzini Teatrali, Campobasso
Sottovetro 2007, a cura di Pier Paolo Pancotto, Pasticceria Dagnino, Roma
Petit Format, Galleria Ugo Ferranti, Roma

2006 Nerve, a cura di Mario de Candia e Patrizia Ferri, Hyunnart Studio Arte Contemporanea, Roma
Grazie per una volta, Valentina Bonomo Artecontemporanea, Roma
Equidistanze, a cura di Studio A, Rialtosantambrogio, Roma

2005 Entr'acte 2 – Casa Pinot Gallizio, Alba
Pisolini e Roma, Museo di Roma in Trastevere, Roma
Napoli presente, Posizione e prospettive dell’arte contemporanea, a cura Lóránd Hegyi, PAN, Napoli
Lab1, NOTgallery contemporary art factory, Napoli

2004 I Misteri di Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Casa delle Letterature, Roma
Roma Punto Uno, Pici Gallery, Seoul-Tokyo Design Center Gallery Osaka
Limen – Tracce di confine, a cura di Raffaele Bedarida, Gabriella Bologna, Valentina Gensini, Lorenzo Giusti e Chiara Ulivi, S. Maria della Scala, Siena
Una mostra rotonda, Teatro della Rotonda, Roma

2003 Arte Italiana per il XXI secolo, Palazzo della Farnesina, Roma
XIV Quadriennale. Anteprima, a cura di Gino Agnese, Massimo Bignardi, Vitaldo Conte, Riccardo Notte, Mariantonietta Picone Petrusa e Vincenzo Trione. Palazzo Reale, Napoli

2002 Entr’acte, Palazzo Albiroli, Bologna
Antologia romana, Galleria Alessandro Bagnai, Siena
La figura il paesaggio, Daniela Ferraria, Roma
Theke, Biblioteca Casanatense, Roma

2001 Cantieri Romani, a cura di Arnaldo Romani Brizzi, Ludovico Pratesi, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma
Ponti, Galleria Pino Casagrande, Roma
Senza mani!, a cura di Marco Cingolani e Matteo Guarnaccia, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

2000 Straordinari cortili, Roma
Tracce spirituali, Castello Piccolomini, Celano
Futurama Arte in Italia, a cura di Bruno Corà, Raffaele Gavarro e Marco Meneguzzo, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato

1999 Senza fissa dimora, Opera Paese, Roma
Arte moltiplicata, Bagnacavallo, (Ra)
Diade, Galleria Il Segno, Roma
Landscape, Galleria Banchi Nuovi, Roma
Collettiva, Galleria Oddi Baglioni, Roma
Fuori uso 99:ars medica, Fuori uso, Pescara

1998 Andrea Aquilanti, Andrea Salvino, Maria-Teresa Sartori , Galerie Nathalie Obadia, Parigi
Panta rei, Galleria Carlomaria Weber, Torino
La festa dell’arte, ex Mattatoio, Roma
Immaginate, ex Casa Municipale, Santa Maria Capua Vetere (CE)

1997 Giro d’Italia dell’Arte, L’Attico, Roma
In che senso italiano?, Galleria Anna D’Ascanio e Autori Messa, Roma
L’arte a Roma, ex Mattatoio, Roma
Officina Italia, Galleria d’Arte Moderna, Bologna

1996 In tempo, Galleria Alberto Weber, Torino


1995 S.P.Q.R., Galerie Vivas, Parigi
Campagna romana, Istituto Italiano di Cultura, Londra
Ecco il mondo, Carceri del Sant’Uffizio, Spoleto
All’armi!, Quartiere Militare Borbonico, Casagiove (CE)


1994 La cultura del progetto, Temple Gallery, Roma
Essere trovati, Galleria La Nuova Pesa, Roma
Transizioni, Migrazioni,Passaggi. II edizione, Galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma
Ante rem post rem, ex Convento San Domenico, Spoleto

1993 Luoghi 40x40, Galleria Il Segno, Roma e Galleria Continua, San Gimignano (SI)
Arte in classe, Scuola G. Carducci, Roma
Rentrée. Premio Marche, Mole Vanvitelliana, Ancona

1992 D’ora in avanti. Premio Internazionale Michetti, Francavilla al Mare (CH)
Giovani artisti IV, Palazzo delle Esposizioni, Roma

1991 Imprevisto, Castello di Volpaia, (SI) – Videoinstallazione

EVENTI

Scenografia per Vinicio (elementare!) di Marco Lodoli durante Il Gioco delle Arti. Festival Internazionale di San Gimignano, Galleria Arte Continua, San Gimignano, 1997

Scenografia per “Elementare” di Marco Lodoli durante il progetto Quattro Stanze Incompiute, Borghetto Flaminio, Roma, 1997

Copertina per “Isole – Guida vagabonda di Roma” di Marco Lodoli, per i Coralli (201) di Giulio Einaudi Editore - 2005

Temporale
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Premio Terna 01
Codice: 4979

Terzo Classificato categoria Megawatt

Titolo: Temporale

Nome: Emanuele Becheri

Categoria: MegaWatt

Tecnica: Video still

Supporto: stampa fotografica lambda

Misure: 160 x 120

Statement: Lo still dal video Temporale (2009) è selezionato per essere un’opera autonoma e non meramente documentaria: con il cielo notturno innaturalmente sbiancato da un fulmine fuori campo (in una qualsiasi periferia italiana), rappresenta infatti il momento minoritario di un’opera in gran parte immersa nella notte. Si offre, dunque, una specie di rovescio del video originario: ciò che lì rappresentava un fugace, istantaneo perturbamento dell’immagine, diventa qui – grazie alla capacità di immobilizzare il tempo – una sorta di eternizzazione, che ricorda, sia pur in maniera remota, L’Empire des Lumières di René Magritte.
Il bianco cielo notturno, alterando il rapporto tra visibile e invisibile, ci fa vedere la notte mantenendola nella sua oscurità. Ciò che è interamente visibile non è mai visto interamente, offre sempre qualcos’altro che chiede di essere ancora guardato; ciò che viene alla presenza, si manifesta come luogo di un differimento e di un’esclusione, nel senso che il suo manifestarsi è anche un nascondersi, il suo essere presente un mancare.


Sintesi Curriculum:

Emanuele Becheri (1973) vive e lavora a Prato

Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1995.
Dopo alcune mostre personali e collettive in vari spazi pubblici e privati inizia un percorso che lo porterà ad essere invitato in anni recenti in Musei e Fondazioni di rilievo.
Il suo lavoro mostra nel complesso un idea di disegno espanso attraverso varie modalità e mezzi diversi.I primi lavori che considera il suo punto di partenza
sono alcuni Disegni tattili(2005), prodotti nella completa cecità dove l'artista ha un controllo relativo sull'opera.Il lavoro successivo è costituito da alcune grandi carte preventivamente
accartocciate(Rilasci 2007) che vengono poi disposte in verticale e quindi abbandonate alla sola forza di gravità. Nel 2008(Shining) la perdita di autorità sull'opera
è piu decisiva: lascia vagare delle chiocciole su dei fogli di carta dove s'imprime il loro segno luccicante, esponendo poi questi fogli solcati e quindi segnati dalle chiocciole.
Gli ultimi lavori sono legati soprattutto all'opera video. Uno di questi(Time out of joint 2008)è una videoproiezione a tre canali : rappresenta tre accendini lasciati
in autocombustione in un luogo notturno fino al loro naturale spegnimento.L'ultimo lavoro è la ripresa di un Temporale(2009) in una strada di periferia dove l'evento naturale
improvviso stravolge lo spazio e le persone che casualmnete vi si trovano coinvolte.

Mostre personali

2009
Fankoo(con Nim Kruaseng) ,a cura di Pierluigi Tazzi, Galleria Fabio Tiboni, Bologna
Après Coup, a cura di Simone Menegoi, Museo Marino Marini, Firenze
Time out of joint ,a cura di Marialuisa Pacelli, Pac, Padiglione d'Arte Contemporanea , Ferrara

2008
Shuffling the same card, Galleria Enrico Fornello, Prato.

2007
Lightness,(con Paolo Gonzato) a cura di Marinella Paderni, Neon-campobase, Bologna.

2006
Sept Dessins, Galerie Bernard Bouche, Parigi.


Mostre collettive selezionate

2009
Lo Sguardo Ostinato , a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Casa Masaccio,Arezzo.
And yet it moves , a cura di Pieternel Vermoortel, Inti Guerrero, Julia Klaering, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene (TO) - Palazzo Ducale , Genova
Strutture Precarie , a cura di Denis Viva, Ex-essiccatoi,S.Vito al Tagliamento
Nocturnes , a cura di Eva Fabbris , Museion , Bolzano

2008
L’evento immobile (Incantamenti),a cura di Saretto Cincinelli e Cristiana Collu, in collaborazione con il MAN di Nuoro,presso Casa LAI, Gavoi (NU)
Soft cell: dinamiche nello spazio in Italia,a cura di Andrea Bruciati, Galleria Comunale d’arte contemporanea, Monfalcone.
All our Everydays, a cura Pierluigi Tazzi, Gallery VER,Bangkog(TH)
Sporgersi prego, Galleria Lange&Pult, Zurigo.

2007
IM02-L’immagine sottile. Opere per la collezione della Galleria Comunale d’arte contemporanea di Monfalcone, a cura di Andrea Bruciati, Galleria Comunale d’arte contemporanea, Monfalcone.
Nessuna Paura. L’arte dall’Italia dopo il 2000, a cura di Marco Bazzini, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato.
Pittura/Materiale,a cura di Pier Luigi Tazzi, Galleria Frittelli Arte Contemporanea, Firenze.

2006
Generazioni/Rigenerazioni,a cura di Bruno Corà CAMeC, La Spezia.
Confini-Boundaries,a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Roberto Pinto, MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Nuoro.
Dialogo 1 ,a cura di Simone Menegoi, Galleria Enrico Fornello, Prato
Scirocco,a cura di Wilhelm Meusburger, Kuenstlerhaus Palais Thurm und Taxis, Bregenz(A)

2005
Arte all'Arte 10, special project '-a+a' curato da Associazione Arte Continua, Castello di Linari, Poggibonsi (I)



IsolaNorzi - FALL
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Codice: 4194

Secondo Classificato categoria Connectivity

Titolo: Isolanorzi - fall

Pseudonimo: Isola and Norzi

Nome: Matteo Norzi

Categoria: Connectivity

Tecnica: fotografia digitale

Supporto: photographic paper

Misure: 100 x 126

www.isolanorzi.com

Statement: Matteo Norzi, collaborating with Hilario Isola, has been developing and researching various modes of expression through sculpture. Their fourhanded artistic endeavour explores different fields of representation as light distortion directly on expositive sites or semantic manipulation on common-use objects. The intent is to compose installations, which are able to narrate on the prints that man leaves behind, investigating by deep ensouling intentions and, zooming out, as a journey to limbos where memories feather reality borders and recook them. Two points of view aim at transforming the work into an evocative commentary where both presence and absence redefine spaces. Rediscovering forgotten instinctual desires and longing to escape from the artificial express themselves in a dialectic nature. This ambiguity is nonetheless concurrent with the ephemeral nature of the human being and ineluctable alterations of our habitats. ‘Time erosion’ and ‘space taming’ are the conceptual terms and formal instruments the artists utilize in order to lead viewers towards a broader reflection on trespassing, destination, and purpose.

FALL
It is a self-generated work. With no beginning and no end. But it’s also a work about fragility, about life and decline. The idea is to lead towards reflections on mankind and nature, between transitivity and circularity, to express a sense of self-destructive unavoidability. A forced autumn of an evergreen plant as the fall from the garden of Eden.


Sintesi Curriculum: Matteo Norzi has worked collaboratively with Hilario Isola since 2003, pooling their backgrounds and interests in art history, museology and architecture. They create delicate, often visually subtle installations that respond directly to particular environments and every-day objects. They use the studio or gallery as both canvas and medium, responding both to architecture and found objects. Their installations might be seen as interventions into the gallery or studio space through poetic, minimal gestures, taking the idea of dematerialization to a new level.
They exhibited in Europe and the U.S. in private galleries and no-profit spaces such as Artist Space (NYC), Art in General (NYC), Smack Mellon (Brooklyn), Headlands Center for the Arts (San Francisco)

Landscape #1
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Codice: 4415

Terzo Classificato categoria Connectivity

Titolo: Landscape #1

Pseudonimo: Meena

Nome: Maeen Hasan

Categoria: Connectivity

Tecnica: inchiostro

Supporto: Framed

Misure: 188 x 61

meenahasan.blogspot.com

Statement: Drawing is an ancient tradition, simple and accessible. Because drawing has been applied in so many different ways, from geographical maps to animation, it is an open medium, easy to manipulate and make your own. It is practiced in all cultures, loosening it from the constraints of historical suppositions. In my work, I use this universal medium to test the boundaries of tradition.

My work challenges cultural stereotypes by visually rendering the contradictions of nationality, heritage and the act of identifying simultaneously with separate, disparate societies. I use traditional patterns of South Asia to connect to and deepen my own sense of these parts of me. I also use the Western techniques of creating form as a way of acknowledging my upbringing and training in the United States.

The textiles of South Asia are now a popular part of America’s market similar to the way that products and trends from the U.S. have penetrated the East. Exchanges between the East and West reveal how oceans are not impenetrable margins. Instead, the boundaries between continents and humanity are increasingly fluid. In the same manner in which the world is changing to embrace multiplicity and mutability, my relationships to diverse cultures are in a constant flux, unstable and indefinable. I intend for my work to reflect this chaos.

In Landscape #1, I collaged paper that was found from Bangladesh and is hand made and block-printed. In this piece, I intend to create a landscape of pattern, using hybrids of animals from the East and West and the female figure to describe the complexities of identity.


Sintesi Curriculum:

Brainstorm
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Premio Terna 01
Codice: 6756

Vincitore Categoria Gigawatt Premio Speciale Comitato Galleristi

Titolo: Brainstorm

Nome: Giulio Delvè

Categoria: GigaWatt

Tecnica: fotografia tradizionale

Supporto: carta

Misure: 140 x 108

www.exposito.na.it

Statement: Il brainstorming è una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Il risultato principale di una sessione di brainstorming, che apparentemente sembra un metodo sciocco e quasi infantile, è invece in genere molto produttivo: può consistere in una nuova e completa soluzione del problema, in una lista di idee per un approccio ad una soluzione successiva, o in una lista di idee che si transformeranno nella stesura di un programma di lavoro per trovare in seguito una soluzione.

Il lavoro presentato in concorso “Brainstorm”,è una serra artigianale, casalinga, un installazione costruita con materiali riciclati: ante di balcone, luci a risparmio energetico, timer e sistema di irrigazione analogico, cartone ed una coperta.

Dagli anni Trenta in poi l’industria chimica del petrolio e quella della carta fabbricata col legno degli alberi hanno provocato infinite distruzioni negli ecosistemi mondiali, nell’agricoltura, nell’economia e nell’ambiente:
Nel 1937 la catena di giornali Hearst stampa su carta fabbricata con legno di alberi attraverso un processo che richiede grandi quantità di solventi chimici forniti dall’industria Du Pont.
Le due aziende, avendo grossi interessi contrapposti alla canapa, diventata un pericoloso concorrente (un industria molto più sostenibile per l’ambiente rispetto a quella che conosciamo), si coalizzano ed attraverso una forte campagna proibizionista transformano una fonte di energia rinnovabile, usata come sorgente inesauribile di materie prime in molteplici settori industriali: nel tessile, nella nautica, nell’agricoltura come coltura di rinnovo, dalla cellulosa del suo legno si può ottenere carta e possono essere ricavate materie plastiche; con l’olio di canapa si produce vernice e carburante per auto) in una sostanza illegale.


Sintesi Curriculum: Lives and works between Naples and Berlin
Education

2009/2010 Weißensee Kunsthochschule Berlin

2006/2009 Accademia di Belle Arti, Naples

Solo shows

2008 Four Rooms, curated by Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo, Project Room Museo MADRE, Naples

2007 Tumbleweed, curated by Ciriaco Campus, Neapolitan Box, Accademia di Belle Arti, Naples
Selected group shows

2009
Nopassword, curated by Gruppo Estraneo Permanente, different places, Genoa
Emergency Room, curated by Thierry Geoffroy, Pan Palazzo delle arti di Napoli, Naples
Video.it, curated by Francesco Poli, Francesco Bernardelli, Mario Gorni, Paola Nicita, Cristiana Perrella, Fondazione Merz, Turino

2008 Real Presence (workshop ending exhibition), curated by Dobrila Denegri e Bijana Tomic, Castello di Rivoli, Rivoli (Turin)
Videoart Yearbook, curated by Renato Barilli, Chiostro di Santa Cristina, Bologna
Classroom #1 (workshop ending exhibition), curated by Salvatore Lacagnina, Project Room
Museo MADRE, Naples

2007 Quotidiana_07, curated by Guido Bartorelli, Teresa Iannotta, Stefania Schiavon, Padova
Workshop / Residencies

2008 Workshop lead by Kim Jones, Viafarini, Milano
Real Presence, workshop lead by Dobrila Denegri e Bijana Tomic, Castello di Rivoli, Rivoli(Turin)
Classroom #1, workshop curated by Salvatore Lacagnina, Gigiotto Del Vecchio, Stefania Palumbo, with the collaboration of Francesca Boenzi, Museo MADRE, Naples

noia
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Codice: 6023

Vincitore Categoria Megawatt Premio Speciale Comitato Galleristi

Titolo: Noia

Nome: Mauro Folci

Categoria: MegaWatt

Tecnica: Video still

Supporto: alluminio

Misure: 140 x 100

Statement: Il gesticolare tra le mani dell'uomo e le zampe del leone allude al concetto di noia profonda così come l’ha descritta Heidegger intuendo un’analogia tra lo stordimento dell’animale e lo stato d’animo della noia, ritenuto dal filosofo fondamentale per ogni filosofare.
Nello stato d’animo della noia all’uomo si rivela un rapporto con il mondo che è vicino a quello dell’animale con l’ambiente: sostiene il filosofo tedesco che in questo stato d’animo vi è un venir meno dell’ente in quanto tale, ovvero nella noia profonda l’ente si ritrae, non ha più nulla da dirci e ci lascia vuoti. L’ente si ritrae lasciandoci vuoti, e siamo tenuti in sospeso dal tempo perché viene meno il suo naturale scorrere secondo l’articolazione di passato, presente e futuro che non sono altro che la modalità per scandire il ritmo del nostro agire. Il tempo ci incanta e incatena nella sua essenza disarticolata e proprio in questa condizione di inattività il tempo ci rinfaccia tutte le possibilità che giacciono inutilizzate. Per questo si può ritenere che lo stato d’animo della noia esprima al massimo il concetto di potenza tanto che Heidegger parla addirittura di ultrapotenza.


Sintesi Curriculum:

Untitled(#87)
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Codice: 3710

Primo Classificato Premio Online

Titolo: Untitled(#87)

Pseudonimo: Michmanz

Nome: MANZINI MICHELE

Categoria: MegaWatt

Tecnica: fotografia tradizionale

Supporto:

Misure: 40 x 30

Statement: LE FIGURE DEL PAESAGGIO testo di Michele Manzini
1.
Inizialmente, prima ancora che la contesa fosse formalmente dichiarata, due saperi e due linguaggi si trovarono a confronto nel loro rapporto reciproco ed esclusivo con la verità: il sapere tragico, e dunque il linguaggio del mito e del racconto ed il sapere filosofico.
Siamo nel V secolo avanti Cristo ed il campo della disfida è la Grecia.
Con la tragedia si propone l’esperienza conoscitiva del dissidio, del perturbante, della precarietà e dell’impermanenza dell’esistenza.
Contro questo pensiero si mobilita un avversario poderoso, Platone ed il suo sapere filosofico, che riesce ad oscurare e poi scalzare la figura del suo antagonista. La vittoria di Platone sarà la fondazione della filosofia e la negazione che vi possa essere conoscenza all’interno della finzione poetica e narrativa.
2.
Sarà Nietzche a riproporre in seguito i termini di quella battaglia affermando che bisognava risalire di millenni, allo scontro di Eraclito ed Empedocle contro il filosofo Platone, per ritrovare una forma di pensiero simile a quella che egli tentava di definire proponendo l’apparenza come la cosa stessa.
Platone ha vinto la disputa consegnando,però , al futuro i termini precisi dello scontro che si riproporrà con esiti incerti in più momenti ed in più luoghi della storia del pensiero.
Questo si ritrova, per esempio nella proposta di Vico di una “logica poetica” in grado di garantire la “verità della finzione”.
Ricompare nell’Empedocle hölderliniano permeato dal sentimento che nel rapporto dell’uomo con la natura non c’è soluzione o conciliazione. Si riaccende, poi nel Castello, con un grande protagonista del nostro secolo: Kafka.
Kafka è appunto “l’uomo della contesa”, colui che conduce una battaglia contro la logica invisibile del Castello in nome delle ragioni della vita, di una verità non chiusa sull’immutabile, ma aperta al possibile.
3.
Uno degli aspetti della crisi della modernità oggi è costituito dalla fine della dialettica, che è letta da Bodei come la fine di un pensiero filosofico che era ancora in grado di articolare insieme polemos e logos. Da questa fine si sono generate le filosofie conciliative, come l’ermeneutica che risolve il conflitto nell’orizzonte dialogico, come il decostruzionismo che polverizza il conflitto, o come il pensiero debole che lo rende evanescente. Da questa fine sono emerse anche filosofie che hanno enfatizzato il conflitto, ma che hanno tolto ad esso ogni ragione, come il pensiero di Foucault.
In una parola: logos senza polemos, o polemos senza logos.
4.
La soppressione del conflitto e dell’alterità abbassa l’orizzonte del futuro e dell’attesa.
Il futuro si presenta allora non come enigma ma come l’immutabile che ci riconsegna al presente. L’uomo di oggi è l’uomo che vive soltanto il presente.
5.
So che si possono costruire ugualmente case, luoghi, ricettacoli; che si può progettare un paesaggio. Ma in tutti quei luoghi dove l’orizzonte è analogo a quello delle cose inerti non si può avere altra passione se non quella del possesso o di una visione conciliante.
Qui regna il “mostro delicato” della noia, di quell’apatheia sconfinata che posso chiamare malinconia. Qui le ali dell’angelo di Dürer sono chiuse. Egli non potrà riprendere il volo, perché se è vero che l’essere svincolato dalle cose è leggerezza, è anche vero che questa leggerezza è letteralmente insostenibile.
Il gesto di una mano rappreso per sempre nella lama di luce in un interno di Vermeer, là dove nulla può più succedere o il lutto eterno di Amleto che si rifiuta di elaborare la morte del padre in una prospettiva positiva negano ogni possibilità di movimento ad un pensiero che prenda forma attraverso un’infinità di forme tra loro anche dissonanti.
6.
Il piacere dell’immagine è un passaggio importante nell’esperienza della realtà ma la sua parzialità può essere superata all’interno della dimensione conflittuale di una figura. La figura è l’andamento stesso di un “altro pensiero”, rispetto a quello della filosofia classica, di un pensiero che transita attraverso le “immagini” letterarie e i concetti e che tiene insieme le due “mezze verità”: la massima astrazione del concetto e la grande forza di ciò che è mito, sragione, analogia ed immagine. La figura come dice Musil abita tra questi due mondi.
7.
Io realizzo figure.
La figura è un tentativo di forma che contrappongo al fascino delle immagini le quali seppur cariche di verità luccicano e poi svaniscono senza transformarsi in un sapere. Le mie figure contengono in sé polemos, nel senso che assumono in sé l’instabilità, il conflitto, l’alterità senza dissolverla, senza risolverla.
Questo logos avanza carico di tensioni non risolte. Il suo è un orizzonte popolato di molte, di infinite forme possibili, aperto, come aperto era il destino dell’eroe tragico di fronte alle “molte forme che assume il divino” che sono la terribile e stupenda ricchezza che si dispiega davanti agli uomini della modernità.

Sintesi Curriculum: STUDI
Nato a Verona nel 1967
Vive e lavora a Verona
STUDI
I.U.A.V., Venezia
ESPOSIZIONI RECENTI
2008 “Il celeste confine “, prologo , Spazio espositivo Libreria Gheduzzi, Verona
2008 “Le celeste confin”,Salle des fetes, Mairie du V°, Parigi
2008 “Krajiny vod”, Istituto Italiano di Cultura, Praga
2008 "Paesaggi d'acqua", Ex Chiesa S.Maria Annunziata, Venezia
2008 “Energia”, Palazzo della Gran Guardia, Verona
2009 “Recent works",Salon Du Vieux Colombier, Parigi
2009 "Linientreu und Farbenfroh", Rathaus, Stoccarda
2009 "On Landscape", Ul Foksal 2, Varsavia
2009 “Il paesaggio interpretato”, Centro d’Arte Contemporanea Torre Strozzi, Parlesca, Perugia
CURATELA MOSTRE
1997 “Architettura-acqua/scultura-acqua”- Arsenale di Verona. Guests : Peichl
Fonatti,Hansen+Petersen, S.Matsuyama, Bettineschi e altri. Scritti in catalogo di
prof.G.Franck, prof.R.Bocchi, M.Belpoliti. Curators: G.Anselmi,S. Ferrrari,
B.Romano,M.Manzini.
2002 “Oggetto locale-locale Oggetto”-Chiesa di S.Giorgeto, Verona . Guests: I.U.A.V. Treviso,
Accademia di Design Bolzano, Accademia Cignaroli Verona, Istituto Europeo di Design
Milano. Curators:G.Anselmi,M.Manzini,G.Perez
2004 “Verona waterfront project”- Design Exchange Museum, Toronto, Curators : M. Manzini e
G. Perez. 2005 “Città-geometrie-astrazioni” fotografie di Alessandro Corona Piu, Verona, Spazio Espositivo Libreria Gheduzzi, maggio 2005
2005 “La via sacra-Busti” opere di G.Anselmi e Christine Henras, Università degli Studi di Verona, Giardino di S.Francesco, 15 giugno-30 luglio 2005
PUBBLICAZIONI
2002 “Il Paesaggio e il suo mito” a cura di G.Anselmi e M.Manzini, ed.Via Postumia,Verona, Editions de la Villette, Parigi.
SCRITTI
“Il paesaggio al di là del soggetto e dell’oggetto” in “Il Paesaggio e il suo mito” a cura di G.Anselmi e M.Manzini, ed.Via Postumia,Verona, Editions de la Villette, Parigi, 2002.
“Il Paesaggio e il suo mito.Progetto per un ponte concettuale”in Galileo n°151, Padova.
“Apocalittici e integrati: i nuovi orizzonti del progetto”, in catalogo della mostra “Oggetto locale-locale oggetto/Ricognizione Design 360°”- Chiesa di S.Giorgeto,Verona, ed. Aurora, Verona, 2002.
“La fragilità teorica dell’arte contemporanea”, in catalogo della mostra “XII Esposizione Internazionale degli architetti artisti”-Bottega del Tintoretto, Venezia, ed.Della Vita Nova, Verona, 2003.
“Tecniche di recupero”,in “Case di ciottoli”a cura di R.Canteri e C.Poiani, ed. Aurora, Verona,2003
“Landscapes without frame”, in catalogo della mostra “Architecture and water”-Design Exchange Museum, Toronto , Edizioni della Vita Nova, Verona, 2004
“Paesaggi ibridi”, in catalogo della mostra “XIII Esposizione Internazionale degli architetti-artisti”
Palatriussi, Venezia, Edizioni della Vita Nova, Verona, 2004
“Città_geometrie astrazioni”, saggio critico dell’omonima mostra di Alessandro Corona Piu, Verona, Spazio Espositivo Libreria Gheduzzi, maggio 2005
“La via sacra”, saggio critico dell’omonima mostra di G.Anselmi e Christine Henras, Università degli Studi di Verona, Giardino di S.Francesco, giugno 2005
“Per un progetto di descrizione”, in catalogo della mostra “XIV Esposizione Internazionale degli architetti artisti”- Spazio espositivo Renato Birolli, Verona, ed. della Vita Nova, Verona, 2005.
“Gabriello Anselmi- 52° Biennale d’Arte di Venezia” in Archivio n°9, novembre 2007
“XVI Esposizione degli Architetti Artisti a Milano negli incantevoli spazi della Certosa di Garegano” in Archivio n°9, novembre 2007
“…Il tempo e lo spazio morirono ieri…” in FOGLIO VOLANTE n°1, ed. della Vita Nova, Verona, febbraio 2009

 
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